La storia attraverso le fonti dell’Archivio del comune di Cagliari

GIOVEDÌ 9 FEBBRAIO 2012, a Cagliari alle ore 12, presso la Facoltà di Scienze della Formazione, Dipartimento di Scienze Storiche, Archeologiche, Geografiche, Antropologiche e delle Arti, AULA 1.A (via Is Mirrionis) si terrà un Seminario dal titolo “Lo studio della storia attraverso le fonti dell’Archivio storico del comune di Cagliari”. L’iniziativa è organizzata da Olivetta Schena, docente di Storia Medievale presso l’Univesità degli studi di Cagliari. Interverranno le archiviste Francesca Desogus e Anna Maria Oppo.

L’Archivio Storico del Comune di Cagliari fu istituito nel 1326 dai catalano-aragonesi, pochi anni dopo lo sbarco nei pressi di Bonaria da cui prese avvio la conquista della città e dell’intera isola. Il suo fondo più antico, in particolare, ha un’importanza che va oltre l’ambito locale in conseguenza degli stretti legami che la capitale del Regno di Sardegna intrattenne con la Spagna durante tutta la dominazione iberica (secc. XIV-XVIII). Si tratta di una cospicua raccolta di pergamene e carte reali, codici membranacei e cartacei, ovvero documenti di grande importanza storica e rilevante interesse paleografico. Nel complesso l’archivio storico di Cagliari conserva tuttora carte che testimoniano sei secoli di amministrazione cittadina. Nei due secoli successivi alla sua istituzione i documenti furono custoditi nella Cattedrale della città in cui si riuniva il Consiglio Civico, e successivamente in corrispondenza con l’accrescersi della sua consistenza, determinata da una sempre più intensa e complessa attività dell’amministrazione, furono trasferiti nella Casa comunale. Nel Novecento l’archivio subì il trauma dei bombardamenti che investirono Cagliari durante la seconda guerra mondiale: gran parte della documentazione archivistica fu distrutta e quella superstite fu abbandonata per circa tre mesi nel fango, tra la polvere e le macerie. Oggi l’archivio storico della città di Cagliari, dopo essere stato sottoposto ad accurati interventi di riordino nel corso di tutta la seconda metà del Novecento, è ospitato insieme alla Biblioteca civica negli splendidi locali della MEM (Mediateca del Mediterraneo), già sede del Mercato civico di via Pola.

Anna Pistuddi