Della musica dei Broken Bells e di qualcos’altro

Se ci penso, faccio fatica a ricordare come questo disco mi sia capitato tra le mani. L’iter che ha seguito dall’essere un cd qualunque di un gruppo sconosciuto, almeno per me, al diventare la “primadonna” della mia raccolta personale, con tanto di acquisto in duplice copia (di cui una da regalare ad un carissimo amico dal palato sopraffino), è a dir poco casuale. Un giorno, mentre mi trovavo a spulciare nella rete alla ricerca di qualche artista o gruppo emergente indie rock, mi capita a portata di timpano il brano October dei Broken Bells. Già dal primo ascolto rimango colpita dalle sonorità decisamente raffinate, al secondo sono in fase d’innamoramento, al quinto di seguito decido, lo compro. Ammetto: mi capita spesso. Mi faccio trascinare dall’entusiasmo al punto tale da acquistare l’intero album di un artista appena scoperto, spesso rimango contentissima di questi azzardi, qualche volta mi ritrovo a rimuginare sul perché abbia l’abitudine di buttare via e troppo in fretta gli scontrini. In ogni caso penso che le case discografiche, soprattutto quelle minori, avrebbero il dovere morale di ringraziarmi o anche di omaggiarmi in prodotti, facciano loro. Grazie a questa mia curiosità incalzante, ho scoperto una buona quantità di artisti non radiofonici meritanti di platee sconfinate di fan, e l’elenco sarebbe davvero nutrito. Ma torniamo alle campane rotte.

Due cose, ma giusto due sul gruppo, o meglio sul duo, composto da James Mercer, frontman degli americani Shins, e dal produttore/musicista/autore Brian Burton meglio noto come Danger Mouse. Non so se avete mai sentito parlare di Gnarls Barkley  che nel 2006 musicava “Crazy”,  anche in quel caso di trattava di un duo ed uno dei due era lui, il mouse di cui sopra.  Al nostro (per il momento ancora solo mio) Burton piace duettare e fare tante altre cose. Se siete curiosi, leggete la sua biografia, rimarrete colpiti dalla sua ecletticità, garantito.

Dal punto di vista del genere non saprei bene dove inserirli. Wikipedia, english version (quella italiana è troppo sintetica) li annovera nell’indie rock, nell’alternative rock e nel più specifico, si fa per dire, space rock dentro il quale però si pesca dai Pink Floyd, considerati insieme agli Hawkwind i capostipiti del sottogenere, a David Bowie, passando per i Radiohead, arrivando fino ai 30 Seconds to Mars. Insomma, a noi la scelta di decidere in che genere o sottogenere collocarli. Sempre che la cosa c’interessi, ovviamente.  Il cd Broken Bells (2010), merita. Merita di essere ascoltato, riascoltato, ri-riascoltato, consumato. O perlomeno è quello che ho fatto, e sto ancora facendo, io. In sintesi li ho trovati veramente bravi. La voce di James Mercer è magnetica, limpida ed evocante, sempre. La musica è a tratti morbida e lineare ad altri frizzante e meravigliosamente elettronica: i sintetizzatori sono una grande invenzione. I brani ascoltateli tutti più volte, e se potete andate su youtube e godetevi uno dei live di Citizen.

Ma c’è un altro motivo, più personale, che mi ha spinto verso i Broken Bells.  Poco prima di acquistare il cd ho fatto un po’ di ricerche per saperne di più sul gruppo e su quelli che potevano essere i loro trascorsi, e quando ho visto che Mercer era il leader di un altro gruppo, gli Shins citati all’inizio, mi sono precipitata ad ascoltarli e a cercar informazioni su di loro, così ho scoperto che avevano composto un paio di brani (New Slang, una vera delizia, e Caring Is Creepy) per la colonna sonora di un film, visto lo scorso anno ed assai apprezzato, La mia vita a Garden State,  scritto e diretto dal quel genio irresistibile di Zach Braff, per gli amanti di Scrubs, lui, il dott. Dorian.

Insomma in maniera contorta, dal di fuori forse incomprensibile, mi ritrovo a collegare mio malgrado cose, personaggi, canzoni. Non vi è mai capitato che una mano invisibile guidi la vostra curiosità, trasformandola in scelte decise e apparentemente ponderate, verso un percorso che vi state inconsapevolmente costruendo da soli? Se sì come chiamate questo intuito, questa spinta inspiegabile? Settimo senso? Non vi sembra di essere all’interno di uno di quei giochi dove si uniscono i puntini, ma che in questo caso ogni puntino mostri il numero (nel giusto ordine progressivo!) solo dopo averlo unito a quello precedente?

Non so voi, ma io ho appena comprato una confezione di matite nuove.

Buon ascolto e se vi garba buona visione.

Clara Cuccu

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  1. SESTU RELOADED? Come mai questo sito? Magari lo posso consigliare a Marianna, abita a San Sperate, può interessarle…
    Facebook in the rain: bella recensione, mi incuriosisce. Devo chiedere in biblioteca…
    che scema! E’ Clara che l’ha scritta! Complimenti, mi piace.
    E ora: Broken Bells. Leggo e sono già su You tube.
    Brava, ma, in realtà, lo sapevo già.

    • Grazie, troppo buona. Appena il cd rientra in biblio glielo metto da parte, youtube va benissimo ma ascoltarlo senza interruzioni è tutta un’altra cosa.

  2. Una recensione trascinante e coinvolgente, scoprire poi che l’hai scritta tu mi ha emozionata ancora di più. Ora mi ascolto i Broken Bells..e unisco un puntino.

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