Le ragioni politiche del voto al bilancio comunale

Le scelte politiche sottese alla manovra finanziaria approvata ieri dopo una lunga e tormentata seduta del consiglio comunale le ha spiegate la nuova capogruppo del PD, Giovanna Podda. Dietro i freddi numeri che compongono il bilancio emerge chiaramente l’idea di equità e la visione di sviluppo e di crescita civile e culturale della comunità che ispira l’operato di questa maggioranza. Si riconosce una grande attenzione ai problemi sociali in generale e alle esigenze dei più deboli in particolare. E soprattutto si coglie con nettezza il principio che la cultura in senso lato non è un orpello accessorio da elargire per graziosa concessione – se avanza qualche briciola – dopo la valutazione di merito dei progetti da parte di un minculpop locale, ma qualcosa di essenziale che attiene ai bisogni primari della persona, da cui possono scaturire relazioni avanzate in grado di rivitalizzare il tessuto sociale. Di seguito si possono leggere i passaggi più significativi della relazione politica, letta da Giovanna Podda in aula, che ha accompagnato il voto a favore dell’approvazione del bilancio 2012 da parte dei consiglieri del PD.  (S. M.)

“Introdurre nuove tasse è per un’Amministrazione probabilmente l’azione più impopolare a cui si espone, ma lo facciamo con grande senso di responsabilità, per rispondere a bisogni primari della cittadinanza: scuole, servizi, manutenzioni, illuminazione pubblica, assistenza alle fasce deboli, tutti punti fondamentali, nel rispetto delle linee programmatiche che abbiamo disegnato sin dall’inizio del nostro amministrare. Non incrementare le tasse equivale a dire che ci si accinge a tagliare la qualità e la quantità dei servizi per la comunità, colpendo in particolare proprio quella parte di cittadini più disagiati che non hanno la possibilità di avere alternative .

Nel settore delle Politiche Sociali vengono mantenuti tutti i servizi, quelli delegati ai comuni (i fondi per la 162, rimborsi alle persone affette da patologie, azioni di contrasto alle povertà estreme), quelli finanziati con fondi comunali (interventi economici straordinari, asilo nido, attività per bambini e anziani, affidamenti a strutture protette, assistenza scolastica e familiare ai bambini con disagio economico o familiare ecc.). Non si è scelto di tagliare spese correnti a discapito dei cittadini più indifesi, con coraggio e con una chiara scelta di campo si è deciso di investire sul sociale, da sempre invece primo settore a fare le spese della carenza di risorse.

Pur prevedendo meno fondi dello scorso anno, l’amministrazione crede si debba investire anche nel campo della cultura, perché è con la cultura che si esce dai momenti di crisi profonda. Crediamo che solo con una istruzione pubblica di qualità,  con l’innovazione, col creare pari opportunità che diano senso alla meritocrazia, si possa reggere la sfida di questa crisi economica, che ha radici antiche e che è ormai una crisi di sistema.  Cultura è la scuola, le tradizioni, il folklore, la biblioteca, le forme d’arte visiva, musicale, tutto ciò che arricchisce il nostro bagaglio di emozioni, conoscenze, sentimenti. Tagliare questo significa mortificare la crescita di una comunità, scelta che non vale davvero il poco risparmio.

Per quanto riguarda l’ambiente stanno per chiudersi i termini per la presentazione delle domande per il bando della raccolta dei rifiuti, che ci darà una qualità ambientale migliore mettendoci fra i primi comuni in regola con tutti gli adempimenti di questo delicato settore. La costituzione e operatività della Compagnia Barracellare ci darà modo di controllare meglio il territorio, creando vigilanza e un deterrente per il preoccupante e troppo frequente fenomeno delle discariche abusive disseminate nell’agro di Sestu, problema ambientale ed economico.

Ci sono tantissime opere pubbliche finanziate e con progetti esecutivi approvati, lavori per migliorare la viabilità, gli impianti sportivi, le scuole, le piazze: speriamo in un allentamento del patto di stabilità che consenta di aprire i cantieri, migliorando il nostro paese e mettendo in moto l’economia, al collasso in particolare nel settore dell’edilizia. L’amministrazione è pronta, aspettiamo adesso cosa sapranno fare il governo e la regione in termini di possibilità di spesa.

E’ previsto l’efficientamento energetico degli edifici pubblici, dell’illuminazione pubblica, il ricorso al fotovoltaico per produrre energia pulita abbattendo i costi per l’amministrazione, i cui benefici avranno ricadute positive nel prossimo bilancio di previsione. Si stanno predisponendo gli adempimenti per rendere pienamente operativo il PUC, azione necessaria per rilanciare l’edilizia a Sestu.  Insomma, in mezzo a tante ombre lavoriamo per uscire da questo tunnel di problemi e difficoltà.

Siamo stati chiamati ad amministrare in uno dei momenti più drammatici degli ultimi decenni, ne sentiamo tutta la responsabilità e la delicatezza. Abbiamo fatto scelte ponderate ed equilibrate, mediando fra le tante necessità, le urgenze, le aspettative, mettendo in cima alle nostre preoccupazioni le difficoltà e i problemi dei nostri concittadini, in particolare di quelli più disagiati e in difficoltà.  Sentiamo il dovere di dare risposte, di essere presenti, di essere responsabili, di tutelare il nostro paese. Sfuggire a questo sarebbe venire meno al compito che ci è stato assegnato, che è quello di porre Sestu davanti a ogni altra considerazione.  Per questo il Partito Democratico non può che votare convintamente e con fiducia il bilancio di previsione.”

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