Procurad’ e moderare assessores sa tirannia…

In questi ultimi giorni sulla tempesta politica sestese se ne sono sentite e lette di tutti i colori. Spiccano tra tutte, per gravità, le dichiarazioni della segretaria locale del PD Michela Mura la quale non ha esitato ad attribuire a motivi politici lo squarcio delle gomme dell’auto della consigliera Valentina Ledda, individuandone la causa nel “clima di odio diffuso in merito alle questioni che attengono all’amministrazione” e più specificatamente “al voto contrario al bilancio dei tre consiglieri” (Unione Sarda, lunedì 2 aprile 2012). Se la solidarietà alla consigliera Ledda è giusta e doverosa, al pari di quella che si deve a tutte le altre persone che, stando alle dichiarazioni del sindaco (sempre sull’Unione Sarda del 2 aprile), in questi ultimi tempi a Sestu sono state oggetto di atti vandalici, nondimeno in attesa che le forze dell’ordine trovino i colpevoli o si pronuncino in merito, ci si sarebbe aspettati un po’ più di prudenza da parte di chi riveste un ruolo pubblico e di responsabilità. Non è corretto mettere in relazione l’atto di alcuni vandali con la discussione politica, pur accesa, che è in atto a Sestu. Simili tesi ricordano la strategia berlusconiana per la quale ogni violenza (tipo il lancio della statuetta del duomo) era dettata dal clima di odio che la sinistra generava nei suoi confronti.

Leggendo le varie dichiarazioni che si sono susseguite in questi ultimi giorni, inoltre, emerge abbastanza chiaramente che le motivazioni del voto contrario al bilancio sono spiegate dal sindaco e dai tre consiglieri dissidenti del PD in maniera diametralmente opposta. Il sindaco Aldo Pili nell’intervista riportata sull’Unione del 2 aprile ha ribadito che all’origine del mancato sostegno al bilancio ci sono motivazioni molto concrete che poco hanno a che fare con il bene della collettività: “volevano un assessorato”, ha dichiarato. I tre consiglieri nella loro Lettera ai cittadini di Sestu sostengono invece che il loro voto a sfavore è dovuto a motivi politici. A loro un’assessorato non interessa affatto: si sono opposti all’approvazione del bilancio perché questo, in sintesi, non contiene principi di equità e non ha recepito le loro proposte di riduzione della spesa e di valorizzazione del patrimonio comunale. A margine poi i tre consiglieri dissidenti del PD sostengono che il sindaco amministra nell’interesse di pochi (che non sono i più deboli), che usa metodi dispotici tesi ad escluderli dalle decisioni, che la giunta è sorda alle loro istanze, e così via in un crescendo di denunce contra de sos feudatarios per indurli a procurad’ e moderare sa tirannia, senza trascurare di ricordare loro che sas tassas su principiu exigiad limitadas… 

Tra le tante esternazioni fatte in questi ultimi giorni, i tre dissidenti omettono però di dire che – come sottolineato sia dal sindaco nell’intervista sopra citata che dai consiglieri della Sinistra nel comunicato pubblicato in questo blog - hanno sistematicamente disertato le riunioni di maggioranza dove si discutevano e si prendevano le decisioni in merito al bilancio e persino la prima seduta del consiglio (27 marzo) in cui sono stati esaminati gli emendamenti presentati. Nondimeno nel lamentare la richiesta di intervento esterno da parte del sindaco, finalizzata a trovare una composizione tra le parti, dimenticano il conflitto di interessi che si realizza in capo alla consigliera Michela Mura. Chissà perché il sindaco non ha chiamato la segretaria del circolo locale per mediare tra le diverse posizioni espresse rispettivamente dalla consigliera del PD Mura (già capogruppo) e dalla maggioranza del gruppo PD?

Sandra Mereu

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  1. Al commento di Francesco Melis, che mi pare di una chiarezza esemplare, vorrei aggiungere che in questo bilancio, malgrado la pesante diminuzione dei trasferimenti al comune da parte dello stato e della regione, non è stato fatto alcun taglio alle politiche sociali e alla cultura, si è prestato attenzione all’ambiente, alla scuola, alle manutenzioni, alle opere pubbliche, alle attività produttive. Abbiamo tutelato le associazioni culturali, che qualcuno chiedeva invece di penalizzare, e faremo il possibile perché Sestu continui ad avere la piscina comunale, struttura che offre lavoro a circa 20 persone, la gran parte giovani donne, in un momento in cui tutti gli impianti di questo genere faticano a rimanere aperti. Abbiamo a cuore le preoccupazioni e il lavoro di tutti i nostri concittadini, che hanno bisogno adesso di risposte concrete e non di comizi. Siamo fieri di essere riusciti a salvaguardare l’equità, a tutelare le fasce deboli senza rinunciare a nessuno dei servizi essenziali. Non governiamo nell’interesse di pochi, e mi piacerebbe che chi lo dice chiarisse quando e per chi è successo, ma nell’interesse di tutti, dedicando particolare attenzione a chi ha meno. L’abbiamo sempre fatto, destinando ad esempio le somme del 5 per mille versato al comune per dare aiuto a persone e famiglie che si trovano in condizione improvvisa di povertà e difficoltà. Essere di sinistra non è gridare slogan e parlare per frasi fatte, è invece uno stile di vita, è un’assunzione di responsabilità, è lasciare fuori la demagogia e il populismo per mettersi al servizio dei cittadini, delle persone. Voglio dire grazie a tutta la coalizione che con coraggio, lealtà, determinazione ha lavorato e lavora per amministrare Sestu.

  2. Trovo assolutamente esagerato e rozzo il tentativo di attribuire una valenza politica ad un episodio deplorevole e vile riconducibile più verosimilmente ad atti vandalici e teppistici, che purtroppo a Sestu si stanno ripetendo in maniera piuttosto frequente in questi ultimi mesi.
    Nelle ultime settimane sono state incendiate 3 auto in via Costantino Imperatore, una è stata bruciata in via San Gemiliano, un’altra l’altro giorno in via Piave, e numerosissimi sono stati i furti di benzina con squarcio del serbatoio. La verità è che si tratta di episodi gravi e da condannare tutti allo stesso modo, e che si deve esprimere solidarietà a tutte le vittime di questi inqualificabili gesti.

    Utilizzare strumentalmente episodi come questi sembra solo un modo per creare ulteriore confusione, nell’intento di scrollarsi di dosso la responsabilità di aver tentato di far cadere l’amministrazione guidata da un sindaco dello stesso partito. Il riferimento al peggior berlusconismo mi pare che calzi molto bene…
    E che dire poi dell’iniziativa, promossa a nome di un partito politico, di avviare una sottoscrizione per destinare il ricavato a risarcire una delle vittime di questi atti vandalici?

    Riguardo alle ragioni politiche che hanno “impedito” di votare il bilancio, in cui sono state introdotte le aliquote IMU (imposta dal governo a cui va il 50% ), la TARSU (decreto Ronchi obbligo entro il 2013 e copertura del 100% a carico dei cittadini), addizionale IRPEF (imposizione governativa per sopperire ai tagli ai trasferimenti statali), basta dire che i tre “difensori dei cittadini” hanno votato contro le aliquote più favorevoli rispetto a tutti i comuni Sardi: l’Imu prima casa allo 0,2% credo sia la più bassa d’Italia (a Cagliari 0,5%). Mentre l’addizionale Irpef prevede l’esenzione fino a 10.000 euro di reddito a scaglioni progressivi a partire dallo 0,2 % (a Cagliari solo due aliquote: 0,5% e 0,7%).

    A chi segue le vicende politiche nazionali non sarà certamente sfuggito che da mesi i sindaci di tutta Italia protestano nei confronti del governo perché costringe i comuni a introdurre nuove tasse.
    Allora perché, se il comune di Sestu ha applicato le aliquote più basse, limitando per quanto possibile gli oneri a carico dei cittadini sestesi, questi tre consiglieri hanno votato contro? Davvero lo hanno fatto in nome di principi di giustizia e di equità? Chissà se con un assessore in più (a loro gradito) equità, giustizia, democrazia, solidarietà, vandalismo, violenza di matrice politica, avrebbero avuto lo stesso significato?

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