Lux in arcana: l’archivio segreto vaticano si rivela

L’archivio segreto vaticano da sempre evoca il mistero, complotti e intrighi, capace per questo di accendere la fantasia di scrittori e registi in tutto il mondo. “Angeli e Demoni” scritto da Dan Brown e adattato cinematograficamente da Ron Howard è uno dei casi più famosi. Queste storie sono molto affascinanti e stuzzicanti, non c’è dubbio, ma se vogliamo riportare questo istituto a una dimensione più reale va detto innanzitutto che l’appellativo “segreto” è un retaggio di un’epoca in cui,  così come avveniva per tutti gli archivi dei Principi di ancien régime, l’archivio del Papa era separato e riservato. L’apertura di questo importantissimo archivio agli studiosi “qualificati e interessati” a compiere indagini di carattere scientifico risale al 1881. Piuttosto, come per tutti gli archivi storici, anche per l’archivio segreto vaticano è stabilito un limite temporale per la consultazione dei documenti che attualmente coincide con la fine del pontificato di Pio XI (1939). Per volontà di Paolo VI e di Giovanni Paolo II, in deroga alla regola generale, è possibile consultare anche il fondo degli atti prodotti dal Concilio Vaticano II (1962-1965) e il fondo Ufficio Informazioni Vaticano, Prigionieri di Guerra (1939-1947). Data la difficoltà di lettura e interpretazione dei documenti e degli stessi strumenti di ricerca (per decifrare i quali occorre conoscere il latino e le scritture antiche), per poter accedere all’archivio segreto vaticano è inoltre necessario possedere il  titolo di Laurea specialistica (quinquennale) o di altro diploma universitario equivalente e, naturalmente, non chiamarsi Dan Brown.

Ma eccezioni a parte, l’accesso all’archivio segreto vaticano da parte di semplici studenti universitari e operatori dei beni culturali è sempre stato possibile, prenotando apposite visite guidate. In una di queste, a metà degli anni ’90, ho avuto la fortuna di visitare questo straordinario luogo della memoria. Attraverso i depositi dislocati nei vari ambienti del Palazzo Apostolico e nel bunker sotterraneo in cemento armato scavato sotto il cortile dei Musei vaticani, per un’intera giornata il gruppo di cagliaritani di cui facevo parte fu accompagnato in un affascinante ed emozionante viaggio nel tempo e nella storia. Che è storia della Chiesa ma, per il ruolo rivestito in passato da questa istituzione, è anche storia dell’Umanità. Tutta quella storia studiata per anni sui libri si materializzò allora davanti a noi, secolo dopo secolo, avvenimento dopo avvenimento. La damnatio memoriae inflitta da Bonifacio VIII a Filippo il Bello era lì, in quelle abrasioni provocate sul supporto in pergamena del “registro vaticano”, per cancellare per sempre il nome del sovrano scomunicato, colpevole dello schiaffo di Anagni. E c’era anche il Concordato di Worms datato 23 settembre 1122, che mise fine alla lotta per le investiture.

Grande effetto fece la “Causa anglica”, una lettera sottoscritta da 85 membri del parlamento inglese e munita di una cascata di sigilli pendenti in ceralacca rossa. E’ il documento datato 13 luglio 1530, con cui duchi, marchesi, conti, visconti, baroni, vescovi, arcivescovi, abati e teologi, “sollecitati” nottetempo dal sovrano, chiedevano al papa Clemente VII l’annullamento del matrimonio di Enrico VIII da Caterina d’Aragona, da cui prese avvio lo scisma anglicano. Ma il documento più solenne e spettacolare che ci fu mostrato fu il processo all’ordine dei templari, una pergamena di 60 metri contenente le drammatiche deposizioni di 231 cavalieri templari francesi, rese quando già erano a conoscenza della condanna al rogo di decine di loro confratelli, che la nostra guida srotolò sul pavimento di un ampio salone, tra lo stupore e l’ammirazione di tutti. Non sempre però la solennità del documento corrisponde all’importanza del fatto testimoniato e del peso che questo ha poi avuto nella storia. Con un po’ di delusione scoprimmo infatti che il processo a Galileo, fatto storicamente ben più rilevante del processo ai templari, è al contrario un anonimo volumetto di piccole dimensioni.

Questi e un centinaio di altri documenti originali, dal 29 febbraio scorso sono esposti in una straordinaria mostra allestita nei Musei capitolini di Roma in occasione del IV centenario dalla fondazione dell’archivio segreto vaticano (1612-2012), scelti tra quelli che hanno segnato i momenti più significativi della storia millenaria della Chiesa, a partire dalla fine dell’VIII secolo. Si tratta di un evento di eccezionale importanza, per il valore storico-culturale dei documenti esposti e per il fatto che questi vengono per la prima offerti in visione ad un vasto pubblico fuori dal loro contesto naturale. L’intento dichiarato della mostra è quello di fare “lux in arcana”, senza alcun tipo di rimozione o di censura. Tra i documenti esposti pertanto non poteva mancare il processo a Galileo Galilei, condannato nel 1633 per le sue teorie copernicane esposte nel “Dialogo sopra i due massimi sistemi” e costretto all’abiura, e il sommario del processo a Giordano Bruno, redatto nel 1598 e contenente ampi stralci degli atti riguardanti il filosofo mandato al rogo dall’Inquisizione il 17 febbraio del 1600. Non meno imbarazzante per la Chiesa, tra i documenti esposti è inoltre presente una copia cinquecentesca della falsa donazione di Costantino composta dopo la metà dell’ VIII secolo.

La mostra è stata studiata per favorire la lettura e l’interpretazione dei documenti da parte di un pubblico di non specialisti per cui ciascuno dei pezzi esposti è accompagnato da una presentazione semplice ma esaustiva, anche su supporto multimediale, contenente le informazioni necessarie utili a definirli e inquadrarli nel contesto storico di riferimento. Scopo della mostra è anche quello di catturare l’attenzione di quei visitatori abituati a modalità di ricerca dell’informazione modellate sull’uso di internet, dove la curiosità delle persone è alimentata da suggestioni e da impulsi emozionali. E tra “Conclavi, eresie, papi e imperatori. Crociate, scomuniche, lettere cifrate. Manoscritti, codici, antiche pergamene” c’è davvero di che emozionarsi. Lux in arcana è un evento da non perdere. La mostra resterà aperta sino al 9  settembre.

Sandra Mereu

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