La festa di sant’Isidoro a Sestu, ieri e oggi

Giovedì 10 maggio u.s si è svolta a Sestu la processione in onore di sant’Isidoro, santo protettore degli agricoltori venerato in numerosi paesi della Sardegna, le cui celebrazioni rappresentano una delle principali feste della primavera. Secondo la credenza, infatti, in questo periodo dell’ anno le spighe sono ancora tenere e soggette alle inclemenze del tempo, per cui hanno bisogno di particolare protezione, che non sempre l’ uomo, nonostante il suo tenace impegno, è in condizione di garantire. Da qui il ricorso ad un santo benefattore dei raccolti dotato di virtù taumaturgiche capaci di proteggere le messi e allontanare le carestie. Il culto per sant’ Isidoro, nato a Madrid intorno al 1070, illetterato ed umile contadino, fu introdotto nell’isola dagli spagnoli nel XVII secolo, se consideriamo che il santo fu canonizzato intorno al 1622 da papa Gregorio XV. La tradizione racconta che Isidoro dopo aver raggiunto un alto grado di virtù si distinse per la sua carità verso il prossimo, divenendo in breve tempo il santo più popolare tra i contadini, che lo elessero loro protettore affidandogli la cura e la protezione dei raccolti.

Per quanto riguarda Sestu, non sappiamo in quale periodo esatto fu introdotta nel nostro villaggio la festività di S. Isidoro, visto che allo stato attuale i documenti d’archivio non dicono molto al riguardo. Ciononostante sia la tradizione orale e sia numerose fotografie, alcune risalenti ai primi anni del ’900, testimoniano la venerazione dei sestesi per questo santo. In passato le processioni in onore di sant’Isidoro vedevano la partecipazione di numerosi bovi aggiogati e inghirlandati con fiori di campo, che con passo solenne e maestoso incedevano lentamente lungo le vie del paese, insieme ai fedeli che a spalla portavano in trionfo la statua del santo. Oggi, dopo l’abbandono dei mezzi di conduzione agricola tradizionali, al posto dei buoi, ridotti ormai a poche presenze, prevalgono invece i giganteschi e moderni trattori in dotazione agli agricoltori locali, che tutti ben adornati e infiorati tuttora procedono in processione per richiedere al Santo di propiziare un buon raccolto, affidandogli le messi e la tutela contro le carestie. Quella svoltasi il 10 maggio ne è stato un classico esempio: una quarantina di potenti mezzi meccanici hanno sfilato unitamente ai pochi gioghi di buoi rimasti in paese e ai numerosi fedeli che hanno voluto onorare in questo modo il Santo protettore delle messi e del mondo agricolo, che a Sestu rappresenta ancora oggi una fetta importante dell’economia locale.  (Roberto Bullita)


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