“Parole al vento”, poesie per iniziare il nuovo anno

reading poesia cif sestuNutrire l’animo per riempire quel senso di vuoto che spesso ci accompagna. Riempirlo di bellezza, spensieratezza, suoni, parole, musica, persone che amano conoscersi e desiderano riconoscersi nel desiderio di condividere tutto questo.

Poesia per iniziare il nuovo anno. Un momento di incontro poetico per trovarsi e conoscersi. Con l’intento di colmare un vuoto, il Centro Italiano Femminile di Sestu organizza una serata di poesia, sabato 2 gennaio alle 17:30 nei locali del parco comunale.

L’organizzatrice della serata, Marinella Fois, ha invitato a partecipare una ventina di autori provenienti da Sestu, da altre parti della Sardegna e del mondo, persone con esperienze umane e professionali diverse, che hanno in comune la passione per la poesia e trovano in quest’arte il modo di esprimersi e esprimere il mondo che li circonda.

‘Parole al vento’, il titolo della serata. Nel segno della massima libertà di espressione, parole che libere si lasciano raccontare, trasportare e interpretare.

La musicalità della parola. Ad accompagnare gli autori ci saranno Ignazio Murru alla chitarra e Michele Ugas al pianoforte. L’intreccio tra musica e poesia è insolubile, un legame profondo. Un mistero che ogni volta si rinnova: la risonanza tra suono e senso.

Vi invitiamo a rinnovare con noi il mistero, sabato 2 gennaio alle 17:30 nei locali del parco comunale.

Gli autori che hanno dato la loro adesione:

Ignazio Murru, Katia Debora Melis, Chicco Pais, Aldo Lai, Ramona Oliviero, Camillo Pili, Giuseppa Sicura, Bianca Mannu, Fabio Pisu, Giorgio Valdes, Maria Tina Biggio, Carlo Onnis, Aldo Loru, Pietro Cogoni, Enrica Meloni, Boucar Wade, Daniela Pia, Carlo Sorgia, Laura Ficco, Fernanda Pinna, Sergio Mereu, Angelica Piras.

Carla Cristofoli

Concorso letterario “Noi e gli altri” – II Edizione 2015-2016

Concorso letterario_SestuConcorso Letterario”Noi e gli altri” di Poesia e Narrativa, II Edizione 2015-2016, indetto dal Centro Italiano Femminile di Sestu col patrocinio del comune di Sestu.

Per partecipare scarica il bando e il modulo per l’iscrizione:

Bando concorso letterario Cif-Sestu_II Edizione_2015_2016

Modulo d’iscrizione_Concorso letterario Cif-Sestu_II Edizione_2015_2016

 

 

Le cifine sono tornate!

Colazione CAFFE' TORINO 009L’idea è nata un po’ cosi, quasi per sbaglio. Quando ne parla Anna Maria Pintus ancora oggi si spaventa, ‘Ma cosa mi sarà venuto in mente!?’.
Voleva Anna Maria che di questo paese, di Sestu, se ne parlasse altrimenti, che non i soliti articoli di cronaca, che si desse voce a chi, per fortuna, in cronaca non ci finisce, ma ha comunque qualcosa da dire, da raccontare.
Anna Maria pero’ non sapeva come fare tutta sola, aveva questa bella idea che covava nel cuore e diventava sempre più grande.
L’ostinazione delle cifine la conoscono bene i rispettivi mariti e tutti coloro che ci hanno avuto a che fare. Quando hanno un’idea in testa, con garbo e eleganza, vanno avanti come un treno, con la stessa pazienza e garbo e eleganza con cui sfornano dolci sardi e ricamano tovaglie. Caterpillar del savoir-faire. E pure del savoir-être.
Ad Anna Maria vengono in mente due o tre ‘giovani’ donne (uso le “…” che tanto giovane manco io sono!), di cui pero’ non ha né numero né indirizzo. Penserete mica che si sia arresa, vero?!
Eccola dunque, Anna Maria che va a bussare alla porta delle mamme di queste ‘giovani’ donne, mamme che conosce e che sa dove stanno. Le fa chiamare, le fa cercare, si fa dare il numero, l’indirizzo, le cerca, le trova. Insomma le stana!
Quando mia mamma mi ha chiamato, apposta!, e mi ha raccontato la faccenda, mi è talmente piaciuta questa storia di andar a cercare mamme per stanare figlie, che Anna Maria l’ho chiamata io, per ringraziarla, per aiutarla, per far mia un’idea sua, per farla diventare nostra, di tutti.
‘Noi e gli altri’, appunto.
È nato cosi ‘Sestu: noi e gli altri’, il primo concorso letterario per poesie e racconti brevi.
Quest’anno di figlie da stanare ne abbiamo trovato altre. Succede che quando una bella idea cova nel cuore di molti diventa sempre più grande.
Quest’anno il concorso è ancora più grande. Aperto a tutti in Sardegna, aperto ai bambini e ragazzi delle scuole di Sestu, il tema libero per lasciar spazio a tutti. Una giuria competente, composta da persone provenienti da diverse parti della Sardegna: insegnanti, scrittori, giornalisti, impegnati nella promozione e produzione della cultura.
State in campana, che il bando è pronto, si pubblica a giorni. Le cifine son tornate!

Carla Cristofoli

Mio bis-nonno era onda

tempesta in montagnaMio bisnonno non era nonno buono, non era eroe, che è morto vecchio e non ha mai pensato a nessuno, non era soldato, né soldato che non era mai più tornato, di quelli ‘ignoti’ che sono rimasti a far la guerra con i fantasmi. Non era neanche bandito, ché i banditi la fanno la guerra, la guerra nei boschi a nascondersi dalla prigione e dai carabinieri. Che poi la gente ti fa il ritratto sul muro, per ricordare a tutti che se fai le guerre nei boschi poi finisci al muro. Mio bisnonno era cattivo, era ladro e rubava le pecore agli altri e per questo era anche finito nella torre grande, che si chiama Pancrazio, perché aveva la pancia grande a forza di mangiarsi gente cattiva. Rubava anche le donne degli altri, che lo dice persino il comandamento che non devi desiderare la donna d’altri, ma lui non se ne importava niente e faceva peccare anche le donne più sagge del paese, che quelle lasciavano il telaio e spezzavano il filo per correre con lui la notte. E per questa storia aveva sparato uno, che si era messo a dire in giro che zia Mariuccia cuciva tele oscure con lui. E pure per questo era finito un’altra volta nella pancia grossa della torre grande, ma poi ne era uscito pulito come un bambino. Bugiardo lui e gli amici suoi. Dicono che la notte andava in giro a cavallo con gli amici suoi, disgraziati come a lui. E gridava facendo urla che svegliavano i bambini nelle culle, gli zoccoli dei cavalli sbattevano sui ciottoli nelle strade strette e rumoreggiavano come fanno i suoni nelle montagne, le donne si tiravano la coperta di lana grossa sopra alla testa e gli uomini si alzavano a sprangare ancora più forte le porte, ma il cuore loro tremava, perché avevano paura che la porta non reggesse all’urto di quel demonio. Era tuono. Terra che brucia sul colpo del fulmine.

Era nonno di mia nonna e lei se lo ricordava e se ne vergognava e non ne voleva mai parlare. La notte, quando le chiedevamo di raccontare del bisnonno cattivo, lei abbassava la testa bianca, che arrossiva alle fiamme del focolare e pure le fiammelle abbassavano le ciocche e le braci smettevano di chiacchierare e di giocare a cavalieri e draghi, tanto si mettevano paura. Lo sapeva anche il fuoco che le storie di bisnonno erano storie d’inferno e non voleva raccontarle perché aveva paura, il fuoco, di tornare all’inferno. ‘Solo l’acqua non aveva paura di quel farabutto’, diceva mia nonna. Acqua che a volte è maledetta pure lei, quando non viene giù a rinfrescare nei giorni caldi di sole e ti asciuga la lingua in bocca, acqua maledetta che viene giù come onda dal cielo, come valanga di montagna.

Quella notte pioveva una pioggia leggera, di quelle che ti cantano la ninna nanna, che ti fanno andare a dormire contento, che ti faranno dormire sogni belli. E tutti, infatti, andarono a dormire pieni di sonno, sicuri del risveglio. Ma era valle, non era montagna. Lassù un esercito di nuvole si riuniva scalpitando, chiamava a raccolta tutte le sue gocce. Una, mille, milioni, si fece l’esercito sempre più forte e al suono del tuono partì, invadendo i tre ruscelli che in primavera cinguettano tranquilli. Quelli imbaldanziti da tanto potere si trasformarono in terribili Arpie, erano Bufera, Rapida e Oscura. In quella notte di giovane autunno, tenendosi per mano, le tre si fecero fiume pieno e prepotente. Mio bisnonno, già fantasma, ma sempre vivo di ira e vendetta, stava lì al crocevia. Dove i due mondi s’incontrano. Lui stava sul suo cavallo nero, rossi erano gli occhi della bestia, rosso il fuoco che sbavava dalla bocca, sorrise soddisfatto quell’anima penitente quando vide le sue donne venirgli incontro, avevano il petto pieno e gran smania di far festa. L’acqua si arrestò ai suoi piedi, lambì le gambe del cavallo e salì sino alla sua mano che accarezzò le creste delle arpie. Si addolcirono sotto la carezza, s’incurvarono in un’onda sinuosa e lo seguirono. Sotto il suo controllo quelle scesero prendendo con sé roccia, alberi, bosco intero, diventando sempre più gravide di violenza.

Ora Bufera, Rapida e Oscura erano rumore e tempesta, la gente si affacciava alla finestra e guardava il cielo chiedendosi da dove arrivasse il tuono e quello arrivò, vigliacco, di spalle. All’onda il bisnonno indicava la direzione, ‘Passa di qua, dove abita il mio nemico’, gridava, e l’onda buttava giù la porta, entrava come ladra e portava via tutto, incurante delle urla dei padri, dei pianti dei bambini e delle grida delle madri che nel buio della melma cercavano pazze i figli, che già si erano trasformati in pesci e morivano nella fatica di ritornare alla madre, cercavano le figlie, che già si erano trasformate in ninfe e scivolavano dalle dita delle madri che non riuscivano ad afferrarle. L’onda guidata dal cavaliere spezzò, spazzò e passò. Fu morte e disperazione.

Fu pianto, che è acqua buona, poi venne il tempo della consolazione, che asciuga il pianto e dà forza per ricostruire mura, tetto, famiglia. Il ricordo resta a pilastro, che senza ricordi non c’è casa che tenga. Ma nella testa dei giovani il ricordo dei vecchi è come acqua che quando torna il sole si asciuga e sparisce. Io ora che sono vecchia come mia nonna quand’era mia nonna, invece, non me lo dimentico. Me lo ricordo che mio bisnonno era onda e non era buono. Me lo ricordo che quando lui passava tutti tremavano e chiudevano la porta. Oggi tutti dicono che fanno ‘allarmi’ per quattro nuvole, meglio a temere che non a piangere dico io e tutti ridono quando lo dico, che delle frasi dei vecchi nessuno si cura. Io i miei nipoti, quando piove forte e sento i tuoni gridare e le nuvole farsi valanga, me li tengo stretti al petto, che non voglio che diventino pesci o ninfa. Come ho cantato incantesimi per il sonno ai miei figli, cosi farò per questi miei ultimi figli:

sulle mie braccia dormite
siete rugiada sul petalo di rosa
il nonno antico non vi ruberà
né vento, né tuono, né bufera
sarà pioggia buona
al sole domani sboccerete.

Carla Cristofoli

Le promesse mancate del primo bilancio: tagli all’ambiente, alla cultura e molto altro.

Sestu_Anna Crisponi_C.C.Ieri sera (10 settembre) è stato approvato il bilancio di previsione del comune di Sestu con il voto contrario di una parte dell’opposizione (io, i consiglieri Usai e Serra e le due consigliere del M5S) e l’astensione di PD e lista civica “Ricostruiamo liberamente”.

E’ sostanzialmente un bilancio tecnico scritto dagli uffici, in cui non è visibile nessun indirizzo politico chiaro e che contraddice le promesse elettorali. L’assessore al Bilancio Andrea Pisu ha introdotto la discussione offrendo alcuni spunti di analisi condivisibili ma poi smentiti dalle scelte (e non scelte) fatte.

Il bilancio è privo di un allegato fondamentale, il programma annuale e triennale delle opere pubbliche che è obbligatorio per legge; si presentano quindi profili di illegittimità e la mancata approvazione è un chiaro segnale di incapacità di pianificazione persino nel breve periodo.

Per tutta la campagna elettorale siamo stati sommersi di cartoline che ritraevano Sestu come un luogo sporco e triste, privo di servizi, senza stimoli culturali, senza infrastrutture essenziali, un paese inospitale. Poi approvano il bilancio e tolgono fondi alla pulizia dell’ambiente e delle discariche, alla cura del verde, alla manutenzione delle strade di campagna che è fondamentale per la nostra agricoltura, alla cultura, alle attività produttive e molto altro.

Per la manutenzione delle strade di campagna i consiglieri Usai, Serra e io abbiamo presentato un emendamento (votato da tutta l’opposizione ma bocciato dalla maggioranza) per ripristinare in parte le risorse. Formidabile la motivazione del voto contrario espressa dal capogruppo dei riformatori: “le strade sono in dissesto per colpa degli agricoltori che vanno in campagna anche quando piove e portano il fango persino nelle strade asfaltate!”.

E’ stata disattesa un’altra promessa, cavallo di battaglia elettorale, ovvero l’attivazione di un servizio di videosorveglianza per la sicurezza dei cittadini (la sindaca lo propose addirittura come sistema anti stalking!) e il controllo del territorio. Anche su questo punto l’emendamento presentato dai consiglieri Usai, Serra e da me è stato bocciato perché non ci sarebbero i tempi tecnici per attivarlo entro l’anno. Scuse! I tempi ci sono tutti, sono i soldi che mancano! (ma loro in campagna elettorale dicevano di saper e poter fare tutto!).

Stessa cosa per lo streeming del consiglio comunale: sarebbero bastati poche migliaia di euro per attivare il servizio con la copertura finanziaria approvata dagli uffici, eppure i paladini della trasparenza hanno respinto anche questo emendamento proposto sempre da Gianluca Usai, Francesco Serra e da me e condiviso da tutta l’opposizione.

Nessuna opera pubblica, nessuna promessa mantenuta, nessuna volontà di apertura a proposte ragionevoli che pure erano parte del programma elettorale della coalizione che ha vinto le elezioni comunali.

Nessun accenno a Dedalo, Ateneo, Cortexandra, semplicemente non esistono.

Dicono di non aver aumentato i tributi ed è vero. Tacciono però di averlo fatto grazie al bonus della raccolta differenziata (+ 150.000 euro) e per un gettito straordinario di tributi relativi agli anni precedenti (+ 270.000 euro), risultati della collaborazione dei cittadini durante la nostra amministrazione. La responsabile del servizio finanziario ha già scritto nella relazione previsionale che il prossimo anno, a meno di miracoli del governo, dovranno aumentare tutte le aliquote tributarie.

E’ il primo bilancio approvato in tempi strettissimi, questa è l’unica attenuante che da sola non basta a giustificare una completa assenza di indirizzo politico. E’ inoltre incredibile il mutismo della sindaca che non interviene mai durante la discussione in consiglio, ormai parla solo tramite cartoline – telegramma su Facebook.

Ieri tutta l’opposizione ha dato prova di serietà, di capacità di studio e proposta concreta, di volontà di essere protagonista. Abbiamo svolto il ruolo di controllo democratico e di proposta per migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini. La maggioranza (che non è mai intervenuta durante tutta la discussione salvo le incursioni propagandistiche e demagogiche del capogruppo dei riformatori) ha invece eretto un muro.

Adesso aspettiamo le linee programmatiche per capire cosa vogliano fare, per ora c’è grande confusione sotto il sole.

Anna Crisponi

La cultura nei programmi elettorali per Sestu

libri sospesiLa campagna elettorale per le comunali 2015 a Sestu sembra procedere un po’ sottotono. Fatta accezione per i soliti insulsi dibattiti che si sviluppano su Facebook, poco si parla in generale delle iniziative elettorali che si sono svolte sinora e quasi nulla è stato riportato dalla stampa regionale. Altra caratteristica di questa tornata elettorale è la parsimonia usata da tutti gli schieramenti nel diffondere materiale elettorale informativo sui programmi. Un po’ la crisi, un po’ il fatto che si da per scontato che le persone non leggano, chi non si accontenta di cartelli e slogan ad effetto può avere qualche difficoltà a reperire informazioni compiute che diano un’idea esaustiva su cosa vogliono fare e quali sono le idee di governo dei vari candidati sindaci che si propongo di governare il comune. Chi ha interesse a informarsi può comunque farlo consultando il sito del comune dove sono scaricabili i pdf di tutti i programmi elettorali.

Per quanto di interesse dei lettori di questo blog, ho provato a focalizzare l’attenzione sul tema della cultura. Un argomento tutt’altro che secondario. Il modo stesso in cui viene trattato è infatti indicativo della visione di società e di sviluppo sottesa ai vari schieramenti in campo. Consideriamo per primi i programmi delle liste che si dichiarano estranee al sistema dei partiti, più o meno tradizionali, e che in quanto tali si vorrebbero portatrici di idee nuove e diverse.

Il programma elettorale del candidato sindaco Antonio Mura considera la cultura in stretto rapporto con il turismo. Beni e attività culturali sono finalizzati “a rendere interessante il paese per il visitatore”. In quest’ottica è significativo che la stessa Biblioteca comunale venga considerata solo in quanto edificio storico da inserire all’interno di percorsi turistici. Prevale dunque in questo programma un’idea di cultura asservita al Mercato, tutt’altro che nuova e originale.

Nel programma della lista civica della candidata Maria Cristina Perra al tema specifico della cultura sono dedicati alcuni punti che evidenziano il carattere vagamente sovranista e identitatario di questo schieramento. Oltre alla modifica dello statuto comunale per l’adozione del sardo come lingua ufficiale della pubblica amministrazione  (suppongo), si propone la creazione di uno spazio espositivo (un museo?) per i beni storici, archeologici, culturali e identitari della tradizione sestese e si annuncia l’intenzione di promuovere la cultura e le tradizioni sarde in sinergia con le associazioni locali. Sotto questo profilo dunque il programma culturale della lista “Rinnoviamo Liberamente” si pone in continuità con la politica culturale delle passate amministrazioni. Un’ultimo punto è infine dedicato all’individuazione di locali comunali per la Mediateca che dovrebbe, nelle intenzioni, fungere da polo di studio e incontro tra cittadini dediti alle varie attività culturali. Non è dato sapere che fine farà in quest’ottica la biblioteca comunale. Ci sarà ancora spazio per i libri e i servizi di promozione alla lettura per tutti i cittadini, di tutte le fasce d’età, dopo che l’avranno trasformata in centro di aggregazione per eruditi locali?

Il Movimento 5 stelle dichiara di voler far rinascere la cultura che, a suo dire, da qualche anno versa “in stato di notevole degrado”, stimolando la creatività dei giovani con i finanziamenti europei del progetto Creative Europe e facendo contestualmente leva su alcune strutture e istituzioni culturali del comune. Nel disegno del M5S, Casa Ofelia dovrebbe diventare un centro di aggregazione da mettere a disposizione di tutti, e la sede della Consulta dei giovani (che poi sarebbe il Centro sociale del comune!) il luogo privilegiato per sperimentazioni musicali e teatrali. Alla consulta degli anziani infine spetterebbe il compito di trasmettere alle nuove generazioni saperi, esperienze e memorie. I grillini si accingono dunque a trarre profitto dalle strutture create dalle passate amministrazioni che, per varie ragioni, non si era riusciti a sfruttare appieno. Altro perno della politica culturale del M5s è la biblioteca, su cui però il movimento non sembra avere le idee molto chiare. Nel programma elettorale della candidata sindaca Maria Fabiola Cardia (pg. 39) si legge che per rendere più fruibile e potenziare il sistema bibliotecario (sic!) sarebbe sufficiente ampliare gli orari di apertura, potenziare i laboratori aperti ai ragazzi e ai bambini, aumentare il patrimonio librario puntando anche sull’uso di sistemi multimediali. Mi piacerebbe sapere quand’è stata l’ultima volta che la candidata sindaca del movimento 5 stelle è andata in biblioteca? Chi la frequenta infatti sa bene che il patrimonio librario e multimediale viene costantemente aggiornato e che per favorire il pieno esplicarsi del servizio e il potenziamento dei laboratori di lettura, alla biblioteca comunale servono nuovi e più spaziosi locali. Nel programma del movimento 5 stelle di questa esigenza non c’è però la minima traccia.

Il centro-destra mostra al riguardo una maggiore conoscenza della realtà locale. Nel programma della candidata sindaca Paola Secci (pg. 22) si riconosce alla biblioteca il ruolo di fondamentale presidio culturale al servizio della popolazione e si individua come suo limite l’inadeguatezza dei locali rispetto alla crescente popolazione e di conseguenza all’aumento degli utenti attivi. Per questo motivo Paola Secci dichiara che, se toccherà al suo schieramento governare, la biblioteca sarà trasferita in locali più adatti. Il centro-destra punta inoltre a creare nuovi spazi di aggregazione per i singoli e le associazioni locali, essendo venuta meno la disponibilità dei locali Faccin, e alla valorizzazione delle attività di teatro dialettale locale. Non è invece chiaro quali saranno (o in che modo saranno scelte) le associazioni di promozione culturale a cui, sembra di capire, sarà affidato lo studio e la ricerca sui beni culturali locali e la successiva diffusione dei risultati, insieme all’attivazione di laboratori culturali e artistici.

Il programma del centro-sinistra, infine, dedica alla cultura un nutrito capitolo (pg. 12-13) in cui non ci si limita a elencare le azioni che si intendono portare avanti ma si definisce a monte qual è l’idea di cultura da cui esse discendono. Per la candidata sindaca Anna Crisponi la cultura è prima di ogni altra cosa un mezzo per formare i cittadini ed educarli alla cittadinanza attiva. Rifugge dalla concezione di cultura del centro-sinistra ogni visione nostalgica e acritica del passato o una concezione rigida e immutabile dell’identità. Obiettivo del programma culturale del centro-sinistra è la crescita culturale della popolazione nella convinzione che una società incolta è destinata a rimanere indietro rispetto alle sfide che la contemporaneità ci impone. Per questa ragione si punta prioritariamente a investire sulle infrastrutture della conoscenza e quindi sui servizi culturali di base del comune: scuola e biblioteca comunale. Alla biblioteca in particolare è dedicato un progetto speciale. Si riconosce l’importanza e l’urgenza di potenziare le capacità di lettura dei cittadini, anche in funzione di un uso attivo e critico delle tecnologie, e quindi il ruolo strategico che la biblioteca può svolgere per aiutare a contrastare le diseguaglianze sociali, prevenire il disagio, l’emarginazione sociale e l’analfabetismo di ritorno. Obiettivo prioritario della candidata sindaca Anna Crisponi è pertanto la creazione di una biblioteca più grande, che diventi “metafora della città”. E’ previsto a questo fine il trasferimento nella sede dell’ex asilo di via Donizetti dove, a partire dall’analisi della realtà demografica del paese, saranno creati spazi per differenziare il servizio in funzione delle diverse fasce d’eta. Il servizio sarà potenziato con la creazione di nuovi punti prestito attrezzati nei quartieri periferici di Ateneo, Dedalo e Cortexandra. Sarà inoltre incentivata la conoscenza del patrimonio documentario della biblioteca (sia librario che archivistico) che testimonia la memoria storica della comunità, attraverso l’istituzione di borse di studio da mettere a disposizione di giovani studiosi interessati a portare avanti progetti di ricerca e pubblicazioni di storia locale.

Sandra Mereu

Pedalata della Liberazione 2015

Anche quest’anno in occasione del 25 aprile, l’amministrazione comunale ha dedicato la pedalata ecologica al ricordo della liberazione dall’occupazione nazifascista, di cui quest’anno ricorreva il settantesimo anniversario. Per rimarcare l’avvenimento, i ciclisti hanno sostato nella piazzetta Andrea Costa dove è apposta una lapide in memoria del partigiano Pietro Meloni, originario di Sestu, medaglia d’oro per la Resistenza. Qui l’assessora Stefania Manunza ha letto un estratto della testimonianza della partigiana Giovanna Hrovatin, “Stanka”, pubblicata in “Io sono l’ultimo. Lettere dei partigiani italiani” curato da S. Faure, A. Liparoto, G. Papi (Einaudi).

“Quel giorno, già vicina al capolinea, a un certo momento alzai gli occhi per attraversare la via Nazionale e vidi Rozalija penzolare da un albero lí appresso, un albero che oggi non c’è più. Ancora oggi ho davanti agli occhi i suoi calzettoni scuri, i piedi infilati in pantofole felpate, una sciarpa al collo, un cappotto o forse una giacca striminzita nascosta da un enorme cartellone appeso al collo, di cui ricordo solo tre parole: «Ich bin Bandit». Era una mattina come molte altre, quella del 7 marzo 1944, non troppo fredda, ma un po’ nebbiosa. Rozalija venne arrestata dai tedeschi sul tram di Opicina, non si saprà mai se per delazione o soltanto per essere caduta in un’imboscata. Il corpo di Rozalija rimase appeso a quell’albero per due giorni, perché tutti potessero vederlo. Anche i piú piccoli, per andare a scuola, dovevano passargli accanto. È stato il parroco, don Zink, a intercedere presso il comando tedesco affinché al povero corpo martoriato venisse data pietosa sepoltura. Fissai solo per un attimo il suo corpo immobile e pensai a mia madre ed ebbi una gran paura. Scappai con il pensiero, perché le mie gambe erano diventate pesanti, ingombranti, come se non appartenessero al mio corpo, non fossero mie. Non so come arrivai a scuola e che cosa feci quel giorno. Una sola domanda mi perseguitava: perché, perché… e una risposta ben chiara: continuare la lotta contro l’invasore, contro l’oppressore, contro il nemico dei diritti umani. Resistere. Giovanna Hrovatin, nome di battaglia “Stanka”

Alla fine, i numerosi partecipanti alla pedalata hanno intonato “Bella Ciao”, inno della Resistenza e simbolo sempre attuale dei più sinceri valori di libertà dei popoli, contro l’oppressione e la barbarie.

“Sestu: noi e gli altri”, letture pubbliche

Il CIF, Centro Italiano Femminile di Sestu, presieduto da Anna Maria Pintus, alla fine dello scorso anno ha bandito un concorso letterario intitolato “Sestu: noi e gli altri”. L’idea era nata dalla constatazione che nel nostro comune “sono tanti coloro che amano esprimere le proprie emozioni e raccontarsi attraverso la scrittura”. Non essendo però pervenuto un numero sufficiente di elaborati il CIF non ha ritenuto opportuno stabilire meriti di valore e assegnare i premi previsti dal bando.

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Le donne del CIF Sestu

Gli organizzatori del concorso hanno comunque letto con attenzione i testi ricevuti  e hanno valutato che gli autori avessero risposto appieno al tema del concorso, interpretando ciascuno a suo modo il luogo dove sono nati o dove sono arrivati per caso o per scelta e rappresentandolo come lo ricordano, come lo vivono e come lo vorrebbero.

Ritenendo che i testi fossero tutti degni di essere conosciuti e apprezzati da un pubblico più vasto, giovedì 26 marzo, nella sala consiliare il CIF  ha organizzato la lettura pubblica delle poesie e dei racconti pervenuti. Un folto pubblico ha seguito con attenzione i brani letti da Carla Caboni e commentati da Carla Cristofoli.

Colazione CAFFE' TORINO 006

Gli autori. Da sx: Marinella Fois, Ramona Oliviero, Aldo Loru, Aldo Lai, Giorgio Valdes

Per l’occasione è stato distribuito un libretto contenente tutte le poesie e i racconti, con l’introduzione curata da Carla Cristofoli, che potete leggere scaricando il pdf allegato: Sestu, noi e gli altri_CIF

Sandra Mereu

Primarie di marzo, tra sogni e realtà.

Le primarie del centro-sinistra per la scelta del candidato sindaco si terranno domenica 29 marzo. Parteciperanno alla competizione due esponenti del partito democratico: Anna Crisponi e Michela Mura. Due personalità politiche molto diverse tra loro. Vediamo dunque cosa hanno fatto sinora e cosa si propongono di fare per il futuro di Sestu.

Anna CrisponiAnna Crisponi è l’attuale assessora alle politiche sociali. E’ un’informatica, originaria della provincia di Nuoro. Vive a Sestu da vent’anni. Ha scelto il comune di Sestu  tra i tanti dell’Hinterland cagliaritano come luogo ideale per costruire una casa in campagna dove far crescere, insieme al marito, le sue due figlie. L’impegno nel sociale per Anna Crisponi non è solo un proposito ideale da sbandierare nei volantini elettorali ma una vera e concreta scelta di vita. Da anni è impegnata, con altri volontari, nella difficile battaglia per difendere la specificità dell’Ospedale Microcitemico, a tutela della salute dei tanti sardi affetti da talassemia e per la prevenzione di questa malattia, un tempo molto diffusa e invalidante. L’ energia e la propensione all’ascolto delle persone in difficoltà sono stati tratti caratterizzanti nella conduzione del suo assessorato. Altro aspetto che merita di essere messo in evidenza è la pubblicazione degli open data nel sito del comune, una importante scelta di trasparenza amministrativa che colloca Sestu tra i pochi comuni della Sardegna ad essersi adeguati alla normativa nazionale in materia. La candidatura di Anna Crisponi nella carica di sindaco rappresenta una duplice novità. Una novità di genere, innanzitutto, legata al fatto che per la prima volta una donna si presenta per questo ruolo. In secondo luogo questa candidatura riassume e interpreta il mutamento demografico, sociale ed economico degli ultimi decenni che ha trasformato Sestu da piccolo centro contadino del campidano di Cagliari in un comune di oltre 20 mila abitanti, la metà dei quali è composta da immigrati (provenienti per lo più da altri centri dell’isola) e dove i servizi e il commercio costituiscono una consistente fetta della sua economia. Forte della sua esperienza nell’esecutivo, Anna Crisponi vuole migliorare la qualità della vita dei cittadini partendo ovviamente da ciò che rivendica come fatti positivi dell’amministrazione uscente. Tra le tante cose che si prefigge di fare, considera prioritario occuparsi dei bambini e dei giovani che a Sestu, contrariamente ad altri centri che si stanno spopolando, sono una quota importante della popolazione. Ci piace che a questo fine abbia individuato nei servizi culturali uno dei perni fondamentali per la crescita e lo sviluppo delle singole persone e dell’intera comunità.

Michela MuraMichela Mura è una consigliera comunala del partito democratico, passata tra le file dell’opposizione per dissenso verso le scelte dell’amministrazione. E’ una guida turistica e conduce in proprio un’attività legata al turismo. Tiene a far sapere che trascorre il tempo libero all’aria aperta tra trekking e attività sportiva. Per le sue scelte politiche trae ispirazione guardandosi allo specchio. Non essendoci niente che le sia piaciuto di quanto sinora è stato fatto per Sestu, Michela Mura sogna. Così si legge nel volantino che ha distribuito al mercato. Sogna una città con un’anima. Sogna rapporti tra cittadini fondati su valori culturali. Sogna una città che funzioni e si prenda cura di chi la vive. Fa del suo essere originaria di Sestu un punto di forza. Ma per raggiungere la meta agognata non si limita a chiedere l’aiuto dei suoi concittadini. Per essere più sicura – e qui la realpolitik prende il sopravvento sui sogni –  ha chiesto il sostegno a influenti forze esterne, nientemeno che alla sottosegretaria al Ministero per i beni e le attività culturali. Da ieri accanto all’immagine del profilo facebook dell’onorevole Francesca Barracciu campeggia in primo piano quella della sua protetta, Michela Mura, la donna che sogna una città con un’anima. Speriamo che, in cambio dei potenti aiuti ricevuti, quell’anima non sia anche disposta a venderla.

Sandra Mereu

Chi ha paura delle primarie?

In questi ultimi tempi nel comune di Sestu si è assistito a un vero e proprio imbarbarimento del confronto politico. Dopo le minacce al vicesindaco, l’aggressione fisica al sindaco, e prima ancora le accuse agli amministratori di essere i mandanti di atti vandalici ai danni di una consigliera dell’opposizione, ora è arrivato il momento delle lettere minatorie, recapitate presso il comune all’indirizzo dell’assessora Anna Crisponi. Lettere scritte a mano e con linguaggio incerto. Lo staff di C.S.I., con una scientifica perizia calligrafica, avrebbe trovato il colpevole in un giorno. A chi l’ha letta è comunque bastato poco per capire che le eccessive sgrammaticature del testo tradivano una simulazione, denunciando che l’autore è tutt’altro che un analfabeta. Scopo dichiarato di tale atto vigliacco era quello di spingere Anna Crisponi a ritirarsi dalle primarie. Lei non si è scoraggiata, ha raccolto le lettere, le ha portate dal maresciallo Pirali e ha sporto denuncia contro ignoti. E poi ha dichiarato che parteciperà alle primarie. Chi la voleva intimidire a quanto pare non ci è riuscito. Così ha commentato l’accaduto:

Anna Crisponi«Qualche giorno fa ho ricevuto una lettera anonima che riporta affermazioni squallide e oscene e in cui mi viene intimato di ritirare la candidatura alle primarie previste per il 29 marzo, pena la divulgazione dei contenuti in tutta Sestu.
Oggi è arrivata una lettera di uguale tenore.
Sono stata in caserma e ho sporto denuncia contro ignoti.
Avrei preferito non rendere pubbliche queste miserie ma non vorrei che qualcuno pensasse di avermi spaventata, per questo oggi sono qui a scrivere che IO NON MI RITIRO.
Vado avanti con tutti gli amici e compagni che mi hanno circondata del loro affetto e del loro entusiasmo. Queste azioni fanno crescere in me la determinazione a continuare con maggiore convinzione e questo è lo spirito che anima tutti quelli che mi accompagnano in questa avventura.
E non può non essere così, la nostra sarà anche una sfida per imporre un modo di intendere la politica che ripudia e combatte questi metodi con forza e in modo trasparente.
Chi mi sostiene e i nostri concittadini si aspettano che focalizziamo la discussione sui temi che riguardano l’intera comunità, che riusciamo a costruire proposte, a risolvere problemi, a dare risposte oneste ed efficaci, consapevoli che solo con il confronto si può costruire la buona politica.
Devo questo impegno a loro e lo devo al mio partito, il PD, che non è e non sarà mai il partito di chi china la testa ne’ quello di chi usa la minaccia e la diffamazione come arma politica. 
NOI andiamo avanti.»

Chi sarà il candidato sindaco del centrosinistra? E chi lo sceglierà?

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Le elezioni si svolgeranno probabilmente a metà maggio ma ancora non si conoscono i nomi dei candidati sindaci dei vari schieramenti che parteciperanno alla competizione elettorale. Nel campo del centrosinistra è stata avviata la procedura per la scelta del candidato tramite lo strumento delle primarie di coalizione. Le candidature emerse sono quella di Anna Crisponi e Michela Mura, ciascuna espressione delle opposte componenti che negli ultimi anni hanno segnato la spaccatura interna al partito democratico locale e determinato gli equilibri in seno al consiglio comunale.

Le primarie, però, che in occasione delle amministrative 2010 venivano osannate come supremo strumento di democrazia, da contrapporre agli accordi “nelle segrete stanze dei partiti” – così andava di moda esprimersi a quei tempi – oggi non sembrano più godere della stessa considerazione. Sicuramente non interessano più al gruppo che compone la maggioranza del circolo territoriale del PD. Vale la pena ricordare che nel 2010 quello stesso gruppo le pretese con forza, nonostante fosse naturale per il sindaco uscente (PD) al suo primo mandato chiedere la riconferma. Aldo Pili vinse le primarie con larga maggioranza (70%) e poi vinse anche le elezioni. Per merito delle primarie, dissero coloro che le avevano richieste (e perse).

Archiviata quell’esperienza e messi in soffitta i “sani principi di democrazia” oggi l’obiettivo si persegue passando per altre vie, ovvero attraverso i tanto vituperati, un tempo, accordi tra le segreterie dei partiti. Incurante dell’avallo dato alle primarie dagli organi provinciali del partito, la segretaria cittadina Monica Mereu ha infatti diramato su fb un comunicato in cui Michela Mura viene data come unica candidata del PD e lo svolgimento delle primarie di coalizione come ipotesi ancora tutta da valutare.

Stando a quanto si legge sull’Unione Sarda di oggi, giovedì 5 marzo 2015, sembra proprio che a Sestu a volere le primarie sia soltanto il gruppo degli iscritti del PD che si riunisce nel circolo tematico “Sestu Plurale”. Le primarie non appassionano più neanche SEL che pure a Cagliari, a dispetto del suo reale peso elettorale, qualche anno fa grazie a questo strumento ha ottenuto la carica di primo cittadino della città.

Il gruppo del PD che ha indicato Anna Crisponi come candidato ha maturato la decisione di chiedere le primarie dopo aver giudicato la proposta della maggioranza del circolo territoriale fortemente provinciale, escludente e carica di pregiudizio. In un paese di 20 mila abitanti dove almeno il 50% dei residenti è composto da immigrati (provenienti per lo più da altri paesi e città della Sardegna), si pretendeva di indicare quale candidato ideale per Sestu un sestese doc, capace di rispondere inequivocabilmente alla fatidica domanda: fill’è chi ni è (sic!). Salvini non avrebbe potuto inventarsene una migliore! Inoltre il candidato sindaco doveva essere una donna dotata di consenso, comprovato dall’aver ottenuto almeno 200 voti alle ultime elezioni. Un identikit abbastanza preciso, mi pare. Per finire, il candidato sindaco non doveva aver rivestito incarichi assessoriali nell’amministrazione uscente.

A questo punto, le primarie sono sembrate l’unica risposta capace di riaprire un confronto aperto. Personalmente rispetto chi diffida delle primarie cogliendone gli evidenti limiti e le imperfezioni, ma mi domando se chi oggi a Sestu chiede che si evitino “perché potrebbero essere laceranti” si renda conto fino in fondo di quali profonde fratture esistano nel centrosinistra del nostro comune. E se davvero c’è ancora chi crede che possa esistere nel panorama politico locale una donna o un uomo della provvidenza capace di mettere tutti d’accordo, suggerirei loro, visto che ci siamo, di verificare prima che non si sia compromessa/o con la passata amministrazione. Potrebbe non passare al vaglio del Sacro Tribunale dell’Inquisizione ovvero la segreteria del circolo territoriale PD di Sestu.

Sandra Mereu

Un sindaco donna? Certo. Ma di sinistra.

sondaggio AblativIl profilo del nuovo sindaco. L’Unione sarda ha riportato nei giorni scorsi il parzialissimo risultato di un sondaggio lanciato sul sito di una nota società di informatica che opera nel nostro comune. Il sondaggio mira a definire il profilo del nuovo sindaco. Il risultato che il quotidiano proponeva all’attenzione dei lettori si basava però sulle risposte di una cinquantina di persone, o forse anche meno dato che una stessa persona può votare da diversi apparecchi, pc tablet smartphone. Un campione troppo limitato per considerare i suoi desiderata come la proiezione di ciò che vogliono realmente gli elettori di Sestu. Evidentemente il sondaggio era un pretesto per attirare l’attenzione di un ampio pubblico sul più generale tema delle elezioni comunali. Gettare il sasso nello stagno può essere un modo per stimolare il dibattito e far scaturire nuove e più concrete notizie in proposito.

Parliamone, dunque. Dal sondaggio emergeva il profilo di un sindaco di genere femminile con laurea. Non si conoscono le ragioni che hanno spinto i votanti a fare questa scelta. Forse avevano in mente qualcuno. Ma è più probabile che volessero semplicemente indicare in astratto le qualità più importanti del sindaco ideale per Sestu. Lo dimostra il fatto che la caratteristica a mio avviso più significativa, cioè la collocazione politica, è passata in subordine.

Perché una donna laureata? L’elezione di un sindaco donna sarebbe effettivamente una grande novità. Sarebbe la prima donna sindaco nella storia del comune. Il riconoscimento e la conferma anche nelle istituzioni del ruolo paritario che le donne rivestono in una società democratica. Un segno di progresso. Il fatto però che la si voglia anche laureata lascia perplessi. Si intravede una riserva mentale che contrasta con l’immagine di una comunità di elettori capace di fare una scelta evoluta e libera da pregiudizi. Nasce insomma il sospetto che proprio perché donna le venga richiesto un surplus di garanzie.

Riconosciuta la piena parità di diritti e di doveri alle donne, occorrerebbe però smetterla di spacciare come verità scientifica la favola della diversità delle donne in politica. Secondo questa teoria le donne sarebbero portatrici di un valore aggiunto, conseguenza di doti innate proprie del genere femminile, riconoscibili nella dolcezza e gentilezza che si esaltano nel ruolo di moglie e madre. Questa concezione risente di forti venature maschiliste ma soprattutto è priva di ogni attinenza con la realtà. Per capire quanto sia infondata basterebbe considerare che in Europa le più brutali e assai poco compassionevoli misure liberiste che hanno portato al licenziamento di migliaia di lavoratori, ridotto in povertà le loro famiglie e fatto piangere i loro bambini sono state portate avanti da capi di stato donne. La Tatcher era una gentile e garbata signora che la sera raccontava le favole ai nipotini eppure non si è fatta intenerire dalla disperazione dei minatori del Galles. La stessa triste sorte è toccata più di recente ai greci, baciati dalla “sensibilità femminile” di Angela Merkel.

Un sindaco donna a Sestu io certo lo vorrei. Purché di sinistra. In questo schieramento negli ultimi anni sono emerse diverse personalità che potrebbero egregiamente ricoprire questo ruolo. Alcune di loro, penso ad Anna Crisponi e a Stefania Manunza, oltre all’esperienza come amministratori del comune hanno maturato anche una più ampia esperienza politica come delegate nelle assemblee nazionali dei rispettivi partiti di appartenenza. I tempi dunque a Sestu sono maturi non solo per avere una donna sindaco ma anche per sceglierla tra diverse donne di notevole spessore politico.

Sandra Mereu

Fondo di riserva… mentale

Si avvicina la data per le prossime elezioni comunali. Entro giugno Sestu avrà un nuovo sindaco e una nuova amministrazione e già le forze politiche che si propongono di governare il comune si preparano per la campagna elettorale. I cittadini che in questi anni hanno dedicato un po’ del loro tempo a seguire i lavori del Consiglio, per rendersi conto direttamente dei problemi del comune e del modo in cui vengono affrontati, possono già immaginare quali saranno gli argomenti e lo stile che verranno utilizzati dalle forze dell’opposizione. Ma chi si candida ad amministrare Sestu nei prossimi 5 anni non potrà limitarsi a vendere sogni o a demolire l’operato degli amministratori uscenti. Dovrà dimostrare di conoscere la realtà e di saper interpretare i bisogni veri della collettività. Non basteranno demagogia e populismo per vincere. Servirà onestà intellettuale e soprattutto bisognerà dimostrare di sapere di cosa si sta parlando. Per esempio quando si parla di “fondo di riserva”. (Sandra Mereu)
Anna Crisponi

Anna Crisponi, assessore agli affari sociali del comune di Sestu

Spigolando per siti web e bacheche Facebook mi è capitato di leggere molte critiche riguardo all’azzeramento del fondo di riserva del bilancio 2014 del comune di Sestu che abbiamo deliberato in giunta la mattina del 30 dicembre e rettificato il pomeriggio dello stesso giorno. Critiche di illegittimità trascinate da inesattezze divulgate ad arte. Qualche informazione potrebbe essere utile a capire come stanno realmente le cose.
Sulla prima delibera del 30 dicembre c’è il parere negativo della ragioneria e della segretaria generale che però non riguarda la legittimità delle richieste (restituzione oneri Bucalossi, fondi da trasferire a Settimo San Pietro per il PLUS, quota di incremento del fondo di produttività e relativi oneri e irap, contributi alle associazioni di volontariato e culturali), quanto piuttosto l’ordine di priorità. Ripeto: nessun rilevo di illegittimità ma solo di priorità.
Poiché gli oneri Bucalossi hanno priorità assoluta (ammontano a circa 210.000 euro e il fondo di riserva è di circa 202.000 euro) e il richiedente non ha accettato che si rateizzasse la restituzione, si è ritenuto di ritirare la prima delibera del 30 e di approvarne in successione un’altra con cui si destinava l’intero fondo di riserva alla restituzione di tali oneri. Questa operazione si è resa necessaria in quanto la richiesta è arrivata ad assestamento chiuso (dopo il 30 novembre), quando cioè non è più possibile fare modifiche al bilancio. La nostra “sfortuna”, se così si può dire, è stata dunque la tardiva richiesta (arrivata a dicembre) della restituzione di oneri che un’impresa aveva versato per la costruzione di un complesso edilizio, a cui  poi non ha dato seguito.
Aggiungo che anche i 40.000 euro da trasferire al comune di Settimo sono un obbligo a cui tutti i comuni del PLUS 21 hanno già ottemperato, molti usando lo stesso sistema (prelevamento dal fondo di riserva). Ma appunto le priorità sono altre.
Riguardo all’azzeramento del fondo va detto che dal primo gennaio 2015 il fondo sarebbe stato comunque INUTILIZZABILE perché non si può prelevare durante l’esercizio provvisorio, cioè il periodo in cui non è stato ancora approvato il bilancio “di competenza”, ovvero il bilancio 2015. Per tutte le necessità urgenti e impreviste si utilizzeranno i dodicesimi dell’assestato dell’anno precedente, cioè ogni mese si potrà spendere un dodicesimo di quanto si è speso complessivamente per quella voce nel 2014.
In conclusione, se è accettabile che un semplice cittadino non conosca bene la materia, lo è molto meno che ne siano completamente digiune persone che già amministrano il comune o che si propongono per farlo. Non basta dirsi “nuovi” per portare miglioramento e qualità, serve studiare! Altrimenti, come già visto, si diventa tristemente inutili.

Anna Crisponi

Festa di San Sebastiano 2015

San Sebastiano 2015Da una decina d’anni anche a Sestu, così come in altri centri della Sardegna, il nuovo anno si apre con la celebrazione della festa di san Sebastiano. Nel nostro comune – spiega Roberto Bullita, cultore di storia e tradizioni popolari – questa festa era gradatamente caduta in disuso con l’avvento degli stili di vita legati alla società dei consumi e soprattutto per effetto della contrazione, nell’ambito dell’economia locale, del settore pastorale, cessando definitivamente di esistere intorno alla metà degli anni ’60 del Novecento. Come accade ancora oggi, in quei paesi della Sardegna che hanno portato avanti questa tradizione senza soluzione di continuità, negli ultimi secoli la festa era organizzata da un comitato di pastori che portavano il nome del santo (Pittanu, Srebastianu).

Fuoco di Sant'AntonioA riscoprire e riproporre la festa all’attenzione della comunità e delle autorità civili e religiose di Sestu è stata un’associazione culturale locale, Is Mustaionis e s’Orku foresu, interessata a evidenziare e valorizzare i legami che questa ha con l’avvio del Carnevale. La popolazione fin da subito ha accolto la festa e i suoi riti con curiosità e interesse e in breve tempo ne ha fatto uno gli appuntamenti più attesi e partecipati dell’anno. Ha certamente giocato a suo favore la memoria che di essa avevano conservato gli anziani e tutti coloro che l’avevano conosciuta da bambini. Ma il suo rilancio si deve anche alla partecipazione dei tanti nuovi residenti provenienti da zone della Sardegna dove la tradizione del falò di san Sebastiano (su fogaroni) è ancora molto viva e sentita.

La festa di san Sebastiano – come dimostrano le ricerche di Roberto Bullita – affonda le sue radici in un lontano passato e faceva parte di una triade di feste che si svolgevano a Gennaio, accomunate dal rito del fuoco (Sant’Efisio, Sant’Antonio Abate, San Sebastiano). Al fuoco la tradizione pagana, su cui si è poi innestata quella cristiana, attribuiva una funzione purificatrice. Le fiamme bruciavano tutti i mali del mondo e i santi proteggevano e guarivano gli uomini e gli animali dalle malattie, in particolare dalle pestilenze, portatrici di lutti e dolori. Nella notte tra il 19 e il 20 gennaio tutta la comunità si incontrava intorno al fuoco e si intratteneva, tra canti e balli, fino all’alba. Rientrando ciascuno nelle proprie abitazioni, gli uomini e le donne del paese recuperavano dalla cenere ancora calda gli ultimi tizzoni ardenti (munzionis), per conservarli come amuleti contro le malattie e i temporali.

I musicistiLa festa ritrovata si svolge, anche oggi, all’insegna della tradizione, intorno all’accensione di un grande falò. Nuovi e vecchi residenti dopo il tramonto si riuniscono nel piazzale lungo l’argine del fiume e lì si fermano per ore a scaldarsi e contemplare il grande fuoco che continua a conservare intatto l’antico alone di magia. Accompagnati dalla musica delle launeddassulittu e organetto, molti si uniscono in un grande cerchio per ballare su ballu tundu, altri cenano all’aperto, in compagnia, con pane, formaggio e salsiccia.

San Sebastiano_SestuAll’improvviso, quando le fiamme si levano alte, compaiono sulla scena le terrificanti maschere del carnevale arcaico. Si muovono lente a ritmo cadenzato e interpretano una pantomima di morte e rinascita che contribuisce a rendere ancora più suggestiva e misteriosa l’atmosfera. All’apice della festa, ad aggiungere fuoco al fuoco, si inserisce uno spettacolo pirotecnico che saluta coloro che devono rientrare a casa per alzarsi presto la mattina.

La comunitàCome tante feste tradizionali, la festa di san Sebastiano ha perso molti dei significati e dei valori che rivestiva in passato. Ma i tanti elementi simbolici di cui è intessuta ci permettono oggi di attribuirgliene di nuovi. La comunità che si stringe in cerchio intorno a uno degli elementi della natura, se vogliamo, può essere letto come l’affermazione del valore della collettività che si oppone all’individualismo e ai suoi modelli culturali e sociali, il cui dominio oggi sta umiliando le speranze di milioni di persone e contribuendo a distruggere l’ambiente in cui viviamo.

Sandra Mereu

Raccolta differenziata 2015

A partire dal 1 gennaio 2015, il comune di Sestu ha introdotto alcune variazioni nelle modalità della raccolta differenziata dei rifiuti. L’assessora all’ambiente Stefania Manunza, costantemente impegnata nella ricerca di soluzioni che rendano il servizio più razionale e meno oneroso per i cittadini, in una nota su Facebook spiega che “i recenti cambiamenti servono per provare a migliorare un sistema molto complesso.” E anticipando le prevedibili polemiche che solitamente accompagnano ogni cambiamento, aggiunge: “Capisco che molti preferiscano seguire le abitudini, ma è chiaro che un piccolo sforzo da parte di ognuno di noi porterà a un grande risultato collettivo. Le norme, poi, sono necessarie. Una comunità di 20.000 persone non può autoregolarsi nemmeno nel migliore dei mondi possibili”. Nel sito ufficiale del comune di Sestu sono presenti tutte le informazioni utili insieme a un video che spiega sinteticamente in che cosa consistono le novità: