Appunti di viaggio: Berlino, una capitale da vivere

“Berlino mi era piaciuta pazzamente e avevo pensato che, se non fosse esistito l’inverno, avrei volentieri vissuto in quella città. Mi era addirittura venuta voglia di studiare il tedesco e, insomma, ero tornato entusiasta come mi era successo poche altre volte, dopo una vacanza” (da Le perfezioni provvisorie di Gianrico Carofiglio).

Suggestioni novecentesche. Berlino è una città dalle mille suggestioni. Prime fra tutte quelle legate alla sua storia. Qui si respira la storia del Novecento: centro decisionale delle più atroci vicende di sterminio di massa del secolo scorso, fu impietosamente bombardata dai paesi offesi dalla politica di aggressione della Germania nazista. Una storia con cui i tedeschi hanno saputo fare i conti fino in fondo e che oggi è raccontata in tutta la sua drammaticità tra le pieghe della Berlino ricostruita. L’ascesa del nazismo segnata dal rogo dei libri non allineati o scomodi, da parte degli studenti nazisti nel 1933, è ancora oggi ricordata da un monumento costruito sotto la piazza dove si consumarono quei tragici esordi (Bebelplatz), una stanza bianca visibile da una botola nell’asfalto che evoca il silenzio e la desolazione di una libreria vuota. La tragica vicenda della Shoah viene mostrata alle nuove generazioni nei modi più svariati: dal labirinto formato da 2700 blocchi di cemento scuro dove si sperimenta quasi fisicamente la perdita dell’orientamento dell’Umanità, alla mostra denominata “Topografia del terrore” allestita a cielo aperto nei luoghi dove tra il 1933  e il 1945 si trovavano i principali edifici degli organi di polizia politica, tra cui il carcere della Gestapo e il Comando Generale delle SS, oggi distrutti. Qui, nei pannelli esplicativi che si snodano lungo un ampio percorso, sono raccontati con fotografie e documenti storici – molti dei quali provenienti dagli stessi archivi degli uffici che diressero la politica di sterminio e di persecuzione nazista – le varie tappe di quella vicenda. E si capisce subito che siamo ben lontani dalla mentalità di casa nostra che invece ha preferito nascondere analoghi fatti nell’“armadio della vergogna”. E poi c’è il muro, ancora visibile in alcuni tratti. Oggi è meta privilegiata dei turisti ma nella memoria dei berlinesi il muro è uno dei luoghi simbolo di sofferenza per eccellenza.

Storie di vita vissuta. Si capisce allora il fastidio provato dall’amico berlinese che ci accompagna nella visita alla città, di fronte al giovane che posa per i turisti a caccia di una foto ricordo davanti alla porta di Bradenburgo, folkloristicamente vestito con la divisa della DDR. L’anno in cui il muro venne quasi nottetempo costruito, il 1961, lui e la fidanzata, che viveva nella parte est della città, furono improvvisamente separati. Riuscì a sposarla diversi anni dopo e a portarla all’ovest dopo mille peripezie e soprattutto in cambio di una cospicua somma di denaro elargita al governo della DDR tramite un funzionario corrotto. Successivamente i coniugi subirono incessanti pressioni da parte dei servizi segreti dell’est e dell’ovest in cerca di collaboratori e dopo la caduta del muro lei scoprì di essere stata a lungo spiata, nella migliore tradizione della STASI, dalla sua migliore amica. Come si viveva nella DDR, la Repubblica Democratica Tedesca che gravitava nell’orbita sovietica, è raccontato in un museo di moderna concezione, originale e interattivo. Vi sono ricostruiti i vari aspetti della vita quotidiana dei tedeschi dell’est: la casa tipo, le vacanze che li voleva rigorosamente nudisti, il lavoro dove la paga di un operaio specializzato poteva superare quella dell’ingegnere, il ruolo della donna, emancipata socialmente in quanto ammessa nel mondo del lavoro al pari degli uomini ma riportata a un ruolo subalterno all’interno della famiglia.


Città vivibile
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 Berlino è la sua storia ma è anche una delle città più vivibili d’Europa. Su un’estensione territoriale otto volte superiore a quella di Parigi vive una popolazione di 3,5 milioni di abitanti pari a circa la metà di quella parigina. Niente stress da affollamento. Ampi spazi si alternano ai parchi, tra cui il Tiergarten, il più grande parco dentro una città in Europa, abitato da una ricca fauna e dove è perfino possibile imbattersi in una volpe. Il parco è il cuore di un sistema di verde pubblico composto anche da giardini per i bambini, gli spielplatz, che punteggiano tutta la città (in certi casi in un raggio di 100 metri è possibile contarne anche 4), dallo zoo e da lunghi viali alberati. Berlino è circondata da laghi e foreste, ma la natura non sembra essere interrotta dalla città: quasi la attraversa. Il fascino di questa città è anche legato al fatto di essersi sviluppata intorno a un complesso sistema fluviale. Lungo le sponde dei fiumi più importanti, l’Havel e la Spree, si incontrano gli strandbar, baretti dove i berlinesi si raccolgono a prendere il sole durante il giorno e la sera per bere birra e ascoltare musica, mollemente adagiati sulle sdraio in dotazione gratuita. Seguendo il corso del fiume Spree anche fuori città, con un comodo treno che si dirige verso sud-est, in poco più di un’ora si raggiunge una regione di grandissimo pregio naturalistico (la Spreewald). Qui il fiume si ramifica in centinaia di canali tra i quali sorgono numerose isolette dove fiorisce una rigogliosa foresta e si coltivano i famosi cetriolini che si esportano in tutta la Germania e dove sorge una cittadina raggiungibile solo in canoa. In canoa arriva la posta e in canoa si ritira la spazzatura. Le case dai tetti spioventi sono circondate da giardini curatissimi e rigogliosissimi con una varietà di fiori che si scopre improvvisamente non essere il frutto della fantasia degli illustratori dei libri di fiabe e neppure di fotomontaggi studiati per le copertine dei cataloghi Stassen. A Berlino si vive bene perché l’estensione della città si concilia con la fluidità dei trasporti pubblici che sono tra i più efficienti d’Europa e rendono assolutamente superfluo il possesso e l’uso dell’auto. Molte stazioni sono dotate di ascensori che permettono il trasporto di carrozzine per bambini, agevolano gli spostamenti dei disabili e favoriscono l’uso della bicicletta. Inoltre, un’accorta politica sociale messa a punto per favorire l’integrazione delle due Germanie ha tenuto sotto controllo il prezzo degli affitti, tanto che un appartamento di 110/120 metri quadri in pieno centro costa quanto a Sestu (o forse a Sestu costa quanto a Berlino?). I disoccupati, che sono tanti, possono fruire dei servizi di trasporto, del cinema e dei musei pubblici, comprese le esposizioni temporanee, a costi ridotti. Se la temperatura d’inverno non scendesse anche a -20°, Berlino sarebbe davvero una città dove scegliere di vivere.

Sandra Mereu

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