La biblioteca al centro

Biblioteca comunale di Sestu, accoglienza adultiI dati. Quanto sia diventato urgente invertire la tendenza che ci vede tra le nazioni più ignoranti d’Europa è stato confermato anche dall’ultimo rapporto OCSE PISA. I ragazzi italiani dimostrano di avere scarse capacità matematiche e scientifiche e per il 21% della popolazione dei quindicenni sono emerse ridotte capacità di leggere e interpretare un testo. Di gran lunga inferiori a quelle dei francesi, tedeschi e inglesi che rappresentano le nazioni più industrializzate e ricche, le cui economie sono in gran parte economie della conoscenza. In Italia un quindicenne su cinque risulta essere semianalfabeta, ovvero privo delle capacità fondamentali di lettura e scrittura. Lacune che per i giovani italiani si tradurranno in una più ardua ricerca di un lavoro e in un alto rischio di esclusione sociale.

Un contesto desertificato. Alla luce di questi dati, avvicinare la popolazione alla cultura scritta risulta essere oggi la sfida più impegnativa della nostra società. Viviamo però in un contesto culturalmente desertificato da classi dirigenti che già ai più alti livelli ostentano la propria ignoranza senza vergogna, assecondano quella dei propri cittadini e fanno del disprezzo degli intellettuali il proprio vessillo. Una visione che ha come naturale conseguenza la costante riduzione dei finanziamenti per la scuola e per le biblioteche di pubblica lettura. Qualche mese fa l’AIB (Associazione Italiana Biblioteche) ha denunciato la paradossale situazione per cui, a causa dei tagli che gli enti pubblici territoriali fanno ai servizi, molte biblioteche comunali si sono ritrovate nella condizione di non poter più acquistare le novità editoriali. Il che per una biblioteca di pubblica lettura equivale a una vera e propria condanna a morte. Una situazione che anche quest’anno non migliorerà poiché i tagli al bilancio nazionale 2011, stimati tra il 15 e il 35%, si andranno a sommare a quelli del 7-10% già sofferti nel 2010. La biblioteca “Sala Borsa” a Bologna quest’anno ha ridotto il suo bilancio del 40%. E in Lombardia, dove pure nell’ultimo triennio i lettori sono progressivamente aumentati, si registra una parallela diminuzione dei fondi destinati alla lettura pari a 6 milioni di euro.

Scommettere sulla biblioteca comunale. In questo sconfortante scenario, allora, la scelta di confermare i finanziamenti alla propria biblioteca e di ampliarne gli spazi a disposizione, come quella che si appresta a fare il comune di Sestu, non può che suonare come un importante segnale di lungimiranza. L’amministrazione comunale e nello specifico l’assessore Roberto Bullita hanno in programma un ambizioso progetto di promozione culturale che intende dare alla biblioteca un ruolo centrale nella vita culturale del paese. Una centralità che si lega innanzitutto al suo trasferimento in una nuova sede, più ampia e accogliente. La nostra biblioteca come è noto vanta un patrimonio librario tra i più ricchi della provincia di Cagliari, una mediateca con una nutrita raccolta di film e musica, registra alte prestazioni in termini di impatto lettori attivi/popolazione nonché una notevole capacità di progettazione culturale che si somma alla capacità di intercettare i finanziamenti pubblici per la loro attuazione. Disporre di nuovi spazi è oggi una condizione imprescindibile per mantenere questi standard ma soprattutto consentirà in prospettiva futura di avvicinare, attraverso l’offerta di nuovi servizi, un’utenza più numerosa. Una sala capace e attrezzata dove svolgere presentazioni di libri e incontri con gli autori, che faccia diventare queste attività una consuetudine come avviene in molte altre biblioteche della provincia (Monserrato ad esempio), è un potente strumento di promozione della biblioteca e della lettura.  Ma non solo. Ci spiega Antonella Agnoli nel suo stimolante libro “Le piazze del sapere” (Laterza 2009) che una biblioteca con locali adeguati, come già avviene in molte città europee e italiane, per la sua natura di spazio pubblico neutro può diventare un luogo dove non solo sarà più facile per genitori e nonni leggere con i propri bambini e si potrà organizzare un cineforum, ma sarà anche possibile per un numero maggiore di cittadini usufruire del servizio internet gratuito, seguire corsi di alfabetizzazione informatica, e per i disoccupati consultare le offerte di lavoro, ottenere assistenza per compilare e inviare il loro curriculum, fare domande per il sussidio.

Un luogo neutro. La scelta politica di mettere la biblioteca al centro di una rete di servizi culturali e sociali, che ci auguriamo si realizzi al più presto, offrirà alla cittadina tutta un luogo neutrale, non commerciale, amichevole e multifunzionale. Un luogo democratico dove combattere concretamente contro le esclusioni sociali. Che è molto di più di quanto possano dare e dire parrocchie e circoli di partiti politici. Come potrà mai essere neutro e paritario il rapporto tra un partito politico che per sua stessa natura ha l’obiettivo di allargare il consenso di cui gode, concretizzandolo al momento opportuno in voti a suo favore, e chi trovandosi in condizioni di disagio sociale riceve servizi e sostegno? Difendere e pretendere adeguati finanziamenti pubblici a vantaggio della cultura e dell’offerta di servizi e spazi fisici neutri che diventino parte del tessuto civico può essere anche un modo per risvegliare energie e coinvolgere persone oggi disinteressate o diffidenti verso la politica. E naturalmente per sfuggire all’inganno di chi, per un equivocato senso del proprio ruolo, pensa di usare il servizio sociale per fare propaganda politica.

Sandra Mereu

Annunci

Una risposta

  1. Contrariamente a quanto sarebbe auspicabile per ridare speranza a questo nostro triste Paese, il mondo della cultura continua a subire danni dalle politiche nazionali. Le biblioteche di pubblica lettura in particolare per effetto della recente “legge Levi”, che fissa al 15% il tetto massimo degli sconti sul prezzo di copertina, saranno costrette a ridurre ulteriormente gli acquisti dei libri. La legge infatti, nata per proteggere le librerie indipendenti dalla concorrenza delle grandi catene di distribuzione e da Amazon, sembra ignorare che le biblioteche comunali, fondamentali mediatori della conoscenza, sono già penalizzate dalle drastiche e progressive restrizioni dei trasferimenti che gli enti pubblici territoriali stanno subendo a causa delle manovre del governo. Non conosciamo ancora nel dettaglio quali saranno le ricadute dell’ultima manovra finanziaria sul nostro comune, ma c’è seriamente di che preoccuparsi. Speriamo solo che l’amministrazione attuale, ponendo il valore della Cultura tra le sue priorità, resista alla facile tentazione di ridurre le voci di spesa destinate a questo settore, da cui solo apparentemente “non si mangia”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...