Perché SESTU RELOADED, per una civiltà della conversazione?

Obbediamo alla Democrazia. Con onestà e senza volersi nascondere dietro la presunzione di neutralità, chi scrive in questo blog vuole raccontare e parlare della realtà che lo circonda dal proprio personale punto di vista, ma nel farlo obbedisce solo alla Democrazia. Un concetto che ci piace intendere nell’accezione di Norberto Bobbio, come una triade di libertà fondamentali: quella civile, che si basa sul riconoscimento dell’uomo come persona e sul principio che una società giusta “è soltanto quella in cui il potere dello stato ha dei limiti ben stabiliti e invalicabili” e dove prevale “lo spirito del dialogo, il metodo della persuasione contro ogni forma di dogmatismo delle idee, di fanatismo, di oppressione spirituale, di violenza fisica e morale”; quella politica dietro cui c’è “l’idea della fondamentale eguaglianza degli uomini di fronte al potere politico, il principio che dinanzi al compito di governare – essenziale per la sopravvivenza stessa e per lo sviluppo della società umana – non vi sono eletti e reprobi, governanti e governati per destinazione, potenti incontrollati e servi rassegnati” e, infine, quella sociale che sottende “il principio, tardi e faticosamente apparso, ma non più rifiutabile, che gli uomini contano, devono contare, non per quello che hanno, ma per quello che fanno, e il lavoro, non la proprietà, il contributo effettivo che ciascuno può dare secondo le proprie capacità allo sviluppo sociale, e non il possesso che ciascuno detiene senza merito o in misura non proporzionata al merito, costituisce la dignità civile dell’uomo in società.”

La civiltà della conversazione. Come ben sa chi ama scrivere, la vera motivazione che spinge una persona o un gruppo di cittadini a fare un giornale senza scopo di lucro, ad animare un blog, risiede nel piacere stesso della pratica di scrivere e condividere. E in questa pratica le relazioni con gli altri, attraverso i commenti, danno a chi scrive la possibilità di confrontarsi, di ripensare a ciò che scrive, di riflettere criticamente su una convinzione. Una buona conversazione aiuta a percepire le cose in maniera diversa e ad affinare lo sguardo sul mondo che ci circonda. Ma perché si realizzi una buona conversazione occorre darsi regole di chiarezza, misura e rispetto delle opinioni altrui. Come nei salotti culturali di qualche secolo fa, questo blog vuole essere un luogo dove si esprimono opinioni, ci si apre al confronto di idee con leggerezza e ironia, certo, ma senza cadere nella banalità e senza rifiutare la profondità che la comprensione di una realtà complessa come quella in cui viviamo, richiede. “La Civiltà della Conversazione” della Francia del Settecento, dove peraltro le donne giocavano un ruolo determinante, aveva informato di sé un’intera società tanto che ancora durante la Rivoluzione i deputati dell’Assemblea Costituente si distinguevano per la pacatezza del tono e per la loro capacità di mediazione (Benedetta Craveri, 2001). Quanto ci sia bisogno, oggi, che i nostri rappresentanti, nelle varie sedi istituzionali, recuperino un po’ di quello stile non sfugge a nessuno. E allora, come si usa dire nei migliori blog, su Sestu Reloaded non saranno ammessi messaggi offensivi verso terzi, allusivi o comunque tesi a calunniare e denigrare le persone.

SESTU RELOADED, dunque. Si riparte. Dalla nostra comunità. Dai libri, dalla Cultura.

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