A Sestu apre la “Scola de lingua sarda”

Il comune di Sestu insieme all’Unione dei comuni del Parteolla e Basso Campidano, a partire dal prossimo mese di ottobre, darà avvio ad un corso di lingua sarda. Il progetto si inquadra nell’ambito delle politiche dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione e Cultura tese a sensibilizzare la popolazione sull’importanza della tutela della lingua sarda col fine ultimo di favorire il bilinguismo italiano-sardo nella comunicazione interistituzionale e territoriale. La cartellonistica stradale con le indicazione nella variante linguistica sestese apposta nelle vie principali del paese e nei pressi dei monumenti più importanti sono uno degli interventi più visibili e riconoscibili delle scelte di segno identitario compiute nella precedente amministrazione dall’assessore Roberto Bullita.

La collaborazione con l’Unione dei comuni del Parteolla e Basso Campidano (Barrali, Dolianova, Donori, Serdiana, Settimo, Soleminis), finalizzata alla promozione della lingua e cultura sarda, ha invece avuto inizio nel 2007 e, tra le altre attività, ha prodotto una pubblicazione interamente curata da Marcello Pili, “Ominis e bestias”, sull’influenza dell’economia agro-pastorale nel lessico dei territori interessati. Con questo nuovo progetto, denominato “InSardu”, i sette enti partner istituiscono ora uno sportello linguistico presso ciascun comune con l’intento di diffondere l’uso della lingua sarda parlata e scritta, e nello specifico di favorirne l’utilizzo nella comunicazione istituzionale attraverso la formazione dei dipendenti pubblici e dei cittadini interessati. A questo scopo saranno impartite specifiche lezioni sul lessico e sulla sintassi amministrativa, ovvero su quella che viene tecnicamente denominata LSC (lingua comuna sarda), indicata dalla Regione Sardegna come standard linguistico da utilizzare per la scrittura ufficiale di alcuni atti.

La locandina:

Iscrizione ai corsi_2011

“Ai confini tra Sardegna e Jazz”, l’ultimo festival

Col mese di settembre, che segna la fine dell’estate, si è chiusa anche la serie delle rassegne che la Sardegna ogni anno dedica al genere Jazz. Da diversi anni l’ultimo atto è interpretato dal festival “Ai confini tra Sardegna e Jazz”, organizzato dall’Associazione Culturale Punta Giara, giunto alla XXVI edizione. Frequento questo festival per motivi di lavoro fin dai suoi esordi e ci sono particolarmente affezionato, non solo perché proprio qui ho svolto il mio tirocinio formativo ma anche perché, avendo in seguito partecipato per analoghe ragioni professionali a diversi altri festival internazionali, ho avuto modo di apprezzarne, con sempre maggiore convinzione, l’alta qualità dell’offerta artistica.

Negli ultimi vent’anni in Sardegna, come è noto, i festival Jazz hanno proliferato e non c’è angolo dell’isola dove non se ne organizzi uno. Ma la rassegna ideata da Basilio Sulis per il suo Sulcis, divenuta nel tempo uno dei migliori festival europei dedicati al Jazz, è senz’altro quella che più di ogni altra si è mantenuta fedele all’essenza stessa del genere. E’una musica, quella del Jazz, che per sua natura vive in costante rapporto con il presente, nella continua sperimentazione di nuovi linguaggi, per interpretarlo o innovarlo. Per questo sul palco di Sant’Anna Arresi, nella magica piazza del Nuraghe, fin dal lontano settembre del 1985 si sono avvicendati artisti come Don Cherry, gli Art Ensemble Of Chicago, la Dizzie Gillespie Orchestra, Albert Ayler, Chick Corea, Pat Metheny, Paco De Lucia, Butch Morris, Abrams, Braxton, William Parker, solo per citarne alcuni.

Seguendo la formula dei tributi ai grandi jazzisti, quest’anno la direzione artistica ha scelto di dedicare la rassegna alla memoria di Jaco Pastorius, considerato uno dei più grandi bassisti di tutti i tempi e figura simbolo del genere Jazz Fusion, morto tragicamente il 21 settembre del 1987, a soli 36 anni. Il festival si è aperto secondo il programma con l’esibizione del “Bendy Pastorius Group”, formazione di cui fanno parte due figli di Pastorius, Julius (batteria) e Felix (basso), coaudivati da Mike Bendy al basso e da John Bendy alla chitarra, ma a causa dell’uragano “Irene”, che ha impedito ad alcuni musicisti di raggiungere l’Italia, nelle serate successive ha subito alcune variazioni. Questo imprevisto in qualunque altro contesto avrebbe provocato un grande scompiglio tra il pubblico e tra gli organizzatori, ma non a Sant’Anna Arresi. Non “Ai confini tra Sardegna e Jazz”. Da sempre infatti l’improvvisazione musicale rappresenta la cifra di questa rassegna. La disponibilità e lo straordinario eclettismo degli artisti ospiti, hanno fatto sì che proprio i concerti fuori programma si rivelassero i più interessanti e coinvolgenti. Tra le performance “improvvisate” la più strepitosa è stata senz’altro quella eseguita in formazione da Julius Pastorius, Mike Sterne e Victor Bailey (di cui alleghiamo il filmato), che da sola ha riassunto in se lo spirito della XXVI edizione dedicata al grande bassita.

Il coraggio e la coerenza stilistica, che nel tempo hanno tenuto gli organizzatori di questa rassegna lontano da facili concessioni alle mode e alle esigenze del mercato, fanno del festival di Sant’Anna Arresi un riferimento per un attento pubblico proveniente da tutta l’isola e da varie parti d’Italia. La critica musicale nazionale e internazionale più accreditata gli dedica recensioni entusiaste e Radio Rai ogni anno ne propone la diretta radiofonica. Si sa però che i tempi per la Cultura e lo Spettacolo non sono dei migliori e le manovre del governo, destinate ad abbattersi come una mannaia sui fondi a disposizione degli enti locali, metteranno in seria difficoltà le associazioni che da oltre vent’anni progettano i cartelloni degli spettacoli, allietando le estati di tantissimi sardi e contribuendo a formarne  e affinarne il gusto musicale. La speranza è che la crisi, tra i tanti mali che sta provocando e che continuerà a provocare, si limiti a selezionare le migliori offerte culturali e garantisca pertanto a Basilio e al suo festival ancora tanti anni di scelte e programmi all’altezza della tradizione di “Ai confini tra Sardegna e Jazz”.

Il video del concerto (Mike Stern, Victor Bailey, Julius Pastorius)

http://www.youtube.com/watch?v=xSez7JjeKjY

Pierpaolo Meloni