Camilleri, non solo Montalbano

Ieri sera a Cagliari, nei pressi delle Scalette S. Sepolcro, il circolo dei lettori Mieleamaro, in occasione della Festa del libro, ha voluto dedicare una serata ad Andrea Camilleri. Chi sia questo scrittore e che volto abbia, non c’è italiano che non lo sappia. Nell’immaginario collettivo il suo nome è infatti immediatamente associato al commissario Salvo Montalbano: per tutti il protagonista della celeberrima fiction televisiva, per uno sterminato numero di lettori il personaggio principale della famosa serie di romanzi gialli di Sellerio. L’omaggio che Mieleamaro ha voluto dedicare a Camilleri mirava però ad andare oltre Montalbano, per mostrarne l’aspetto meno noto al grande pubblico, quello dell’intellettuale poliedrico, dotato di una vastissima cultura filtrata da una lunga esperienza di vita, che dall’ultima guerra lo ha condotto sino a questo secolo. Un patrimonio di conoscenze unito ad una vivissima intelligenza e curiosità che ancora oggi, all’età di 85 anni, gli permettono di leggere diversi libri al mese e con assidua costanza almeno 4 quotidiani al giorno, senza impedirgli di vedere la media di due telegiornali. Camilleri, come lui stesso ha tenuto a precisare nel filmato che ha inviato agli amici di Mieleamaro, è molto legato a Cagliari. Qui venne per la prima volta diversi anni fa, invitato da prof. Marci dell’Università di Cagliari, in occasione di alcuni corsi che stava tenendo su quello che allora era un pressoché sconosciuto scrittore, a cui guardava con attenzione in particolare per l’uso mescidato che faceva di lingua e dialetto. Ma in quegli anni in Sardegna l’interesse verso Camilleri non si limitava agli ambienti accademici. Anche lo scrittore Sergio Atzeni, per le stesse ragioni, non esitò a riconoscerlo come “fratello di scrittura”.

Intervenuto ieri alla festa, prof. Marci, non ha potuto fare a meno di ricordare il famoso aneddoto secondo il quale Camilleri, incontrandolo all’aeroporto per la prima volta, lo avrebbe indicato come il vero comissario Montalbano. Lui, e non Zingaretti, nella sua immaginazione di scrittore, era il volto che si era sempre figurato per il suo personaggio. A riprova della straordinaria vitalità e competenza dello scrittore, Marci ha ricordato come nei tre giorni in cui lo aveva accompagnato tra Cagliari e Sassari per incontrare gli studenti e i docenti delle due Università, Camilleri non smise un’attimo di parlare e soprattutto non corse mai il rischio di ripetersi. Questo straordinario scrittore, a parere di Marci, ha dato però le sue prove migliori soprattutto nei libri che si ricollegano alla grande tradizione letteraria siciliana, di cui Camilleri è un profondo conoscitore, e in particolare ai romanzi storici che si rifanno al genere dei cantastorie, come “Il re di Girgenti”. Per far emergere la figura di Camilleri come intellettuale “a tutto tondo”, tra i pochi capaci di sporcarsi le mani, irriducibile voce critica della realtà, Mieleamaro per la serata di ieri ha voluto invitare anche Francesco de Filippo, giornalista e scrittore, autore di un libro-intervista dal titolo “Questo mondo un po’ sgualcito” (Infinito Edizioni, 2011). In questo libro “il maestro” risponde alle domande dell’amico-allievo sulle più svariate questioni che riguardano la situazione nazionale (Berlusconi escluso: è infatti abbastanza noto il giudizio che ne da!) e sui grandi temi che riguardano l’intero pianeta. E’ un libro stimolante, ricco di spunti di riflessione, capace di affrontare argomenti serissimi con toni discorsivi e leggeri. L’ho letto d’un fiato ieri notte, al rientro dalla serata. E considerato che in questi ultimi giorni su SESTU RELOADED sono comparsi diversi interventi sul tema degli immigrati, voglio chiudere con le parole che Camilleri dedica all’argomento:

“Non credo siano le leggi, quella italiana Bossi-Fini o quelle analoghe che, credo, esistano in Spagna o negli Stati Uniti…non sono i fili spinati che possono risolvere questo problema…Quindi voglio dire: l’Europa dovrebbe per esempio mettersi intorno a un tavolo e dire: che capienza abbiamo? E poi fare in modo che la gente non si muova. Che significa che non si muova? Prima di tutto che devono vivere in pace [in Africa, Asia, America del Sud, ndr], secondo che devono avere l’acqua, terzo che devono avere mezzi di sostentamento…Sai cosa avverrà [invece, ndr]? Che questi che fanno politica oggi si troveranno a dover ospitare in casa loro e loro andarsene…”

I video:

http://www.youtube.com/watch?v=BfmkhmM7r7U

http://www.youtube.com/watch?v=ihs8AgSTTSA

Sandra Mereu

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