Sestu ricorda il socialista Sandro Pertini

La sezione locale del partito socialista, guidata da Maria Fedela Meloni, erede di Emilio Meloni primo segretario socialista del dopoguerra, ha voluto intitolare la storica sezione di via Roma alla figura di Sandro Pertini, uno degli esponenti più noti ed emblematici del partito socialista italiano. Venerdì scorso, in occasione della cerimonia per la scoperta della targa, si è svolto un interessante convegno in cui la personalità politica di Pertini è emersa in tutta la sua complessità. Uomo d’azione piuttosto che ideologo. Un tratto prevalente della sua personalità che permette di assimilarlo al nostro Emilio Lussu, ha detto l’on. Giovanni Nonne, e che per lo storico Gianluca Scroccu spiega invece il motivo per cui di Sandro Pertini si ricorda soprattutto la sua fervente attività di antifascita e non invece la militanza nel partito socialista. La politica – ha detto Scroccu – per lui era una fede in nome della quale si poteva sacrificare la gioventù e la stessa vita, o andare contro la propria madre, che per salvarlo dal carcere, a sua insaputa, aveva chiesto la grazia a Mussolini. Pertini il socialista – hanno sottolineato tutti i relatori – per tutta la vita ha creduto nei valori di giustizia sociale coniugati con la libertà. Dove per giustizia sociale intendeva qualcosa di sostanzialmente diverso dalla solidarietà con la quale oggi si tende a sostituirla. La giustizia sociale era per Pertini un valore per il quale ogni essere umano, per il solo fatto di essere venuto al mondo, è portatore di diritti fondamentali come il lavoro, la casa e l’istruzione. E per godere dei quali non deve dipendere dalla benevolenza di chi per scelta esistenziale (individuale) decide di concederglieli.

La vita politica di Pertini si svolse lungo una parabola che lo vede passare dalle stalle alle stelle, dall’esilio al carcere e quindi – attraversando una fase di emarginazione politica all’interno del suo stesso partito – ricoprire la massima carica dello Stato. Una vicenda politico-esistenziale che – ha detto Bobo Craxi, ospite centrale del convegno – ricorda quella di Nelson Mandela. Divenuto Presidente della Repubblica, ha sottolineato invece Gianluca Scroccu, Pertini ha saputo interpretare un nuovo modo di vivere le istituzioni. Strenuo sostenitore del ruolo del Parlamento come sede dove tutti i cittadini italiani dovevano potersi rispecchiare come in “una casa di cristallo”, era fermamente contrario ad ogni apertura in senso presidenzialista. Il suo stile nell’affrontare i viaggi all’estero, vissuti nella piena consapevolezza di rappresentare gli interessi della Nazione e la coscienza civile del suo popolo, offrivano un’immagine alta e pulita dell’Italia, che oggi appare irrimediabilmente offuscata.

La statura di Sandro Pertini è dunque tale che la scelta di intitolargli la sezione non può risolversi in un rito fine a se stesso o in una rimpatriata tra vecchi “compagni”, ma si tinge necessariamente di un profondo significato simbolico e politico. E di questo sono sembrati ben consapevoli i rappresentanti della rete degli amministratori socialisti della Sardegna intervenuti al convegno. I valori incarnati da Sandro Pertini – ha detto Rocco Meloni di Lanusei – rappresentano le radici a cui tornare in tempi di grande confusione, come sono quelli in cui viviamo, per ritrovare la strada che conduce al futuro. Occorre agire e affrontare col coraggio e la concretezza di Pertini i problemi della gente partendo proprio dai comuni. Solo così si può sperare di avere una nuova politica, oggi che i politici vengono visti per lo più come una categoria di cui non fidarsi, portatori di interessi esclusivamente personali.

Bobo Craxi, a questo proposito, ha però tenuto a precisare che non bisogna cedere alla retorica della casta. Non è certo tagliando i consigli comunali o regionali che si risolvono i problemi: i bilanci degli enti presumibilmente non ne trarranno grande beneficio ma di sicuro molti territori resteranno senza rappresentanza. Pertini – ha continuato Bobo Craxi – sapeva parlare alla gente, usando un linguaggio comprensibile al popolo, senza però mai scadere nella retorica populista, come invece fanno i politici attuali, i quali fingono di agire in nome dei cittadini ma in realtà sono esclusivamente protesi alla conquista del potere. L’amministrazione della cosa pubblica in se – ha quindi precisato – non è sufficiente, deve avere una visione politica. E i valori di giustizia sociale, rinnovamento delle istituzioni, unità della Nazione in cui Pertini credeva a costo della sua stessa vita, devono rappresentare oggi i cardini dell’azione politica dei socialisti. Per questa ragione – ha concluso – i socialisti non devono in nessun modo andare in soccorso al governo attuale: “uno dei peggiori della storia del nostro Paese”.

Sandra Mereu

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