Vi racconto il “mio festival”, ma non ditelo a nessuno!

Non è cosa facile parlare del Festival Tuttestorie di letteratura per ragazzi. E’ talmente intriso di storie e di poesia che sembra che le uniche parole per descriverlo debbano essere quelle dei poeti e degli autori che vi partecipano. O quelle dei bambini. A chi vuole leggere un bell’articolo sul Festival consiglio dunque l’articolo di Bruno Tognolini, pubblicato su Sardegna 24 del 4 ottobre Dentro l’Ufficio Poetico di Tuttestorie. C’è un problema però. Se è difficile parlare di Tuttestorie, è altrettanto vero che per me è quasi impossibile non parlarne. Soprattutto dal momento che, dopo averlo vissuto per anni da appassionata visitatrice insieme ai bambini, per la prima volta ho potuto viverlo un pochino anche dall’interno. E poi nel festival dei segreti svelati non si può proprio tenere la bocca chiusa, per cui, se ascoltate un po’ vi racconto cosa ho visto!

La mostra di Rebecca Dautremer, impossibile non partire da lei. Adoro questa illustratrice (per chi non ha familiarità con i suo libri illustrati è la creatrice del papavero di Kenzo e della linea grafica di altre linee del suo marchio) e al pensiero di vedere le sue illustrazioni originali, ispirate a “Il diario segreto di Pollicino” ero proprio emozionata. Mi avrebbero emozionato comunque, anche se fossero state appese in una stanza spoglia. Ma vederle lungo il tracciato del labirinto fiabesco creato dalle maestranze del Teatro Lirico di Cagliari è veramente uno spettacolo che lascia senza parole. I tecnici del Lirico hanno allestito anche la cucina dell’Orco piena di delizie gastronomiche e tanti altri suggestivi angoli, che dalla bocca dell’Orco dell’ingresso ti trasportano direttamente nella dimensione della fiaba. La mostra sarà visitabile anche dopo il Festival. Ma la storia di Pollicino è stata anche declinata in chiave ludica con il gioco “Il sentiero di Pollicino”, progetto speciale per il Festival Tuttestorie a cura delle bravissime Libriforas. Una specie di gioco dell’oca, nel quale il “tabellone” sul quale si muove Pollicino rappresenta simbolicamente il suo sentiero verso casa segnato dai sassi. Un dado speciale conduce verso fantasiosi laboratori paralleli, tutti curatissimi nei dettagli e rigorosamente ispirati al libro della Dautremer. Ho partecipato per due mattine alla gestione di questi laboratori e ho potuto constatarne personalmente il successo tra i piccoli visitatori. E pur non capendo assolutamente una parola di francese mi sembra di poter garantire che l’illustratrice stessa fosse particolarmente colpita dal tutto.

La parte del festival che ruota intorno a “Le Journal secret du petit Poucet ” è quella che ho vissuto di più, ma ci sono stati tanti altri momenti emozionanti. L’incontro con Mauri Kunnas per esempio. Il bravissimo illustratore finlandese che è riuscito a scalzare un po’ la versione disneyana di Robin Hood dall’immaginario dei nostri bambini, sostituendo la volpe con un simpaticissimo gatto selvatico. E’ un gentilissimo signore di mezza età dai capelli d’argento Kunnas, che non si è limitato ad autografare il nostro libro, ma ci ha fatto un disegnino e ha mostrato un’incredibile pazienza nel cercare di decifrare il nome dei miei due figli in base al mio spelling stentato, concludendo poi con mezzo sorriso “sorry, we have different names in Finland”. Da Emanuela Bussolati per il suo laboratorio in lingua Piripù ci ho mandato un agente segreto di 3 anni e a sentire Lupo Sabbioso di Asa Lind letto da Pino Costalunga un altro agente di 6 anni, che sono rientrati entrambi più che soddisfatti. Ecco, questo è stato finora il “mio” festival e sono sicura che mi rivelerà ancora altre emozioni. Ma non credo che ve le racconterò, o forse si, ma solo se mi promettete di NON DIRLO A NESSUNO!

Sandra Olianas

  1. Assolutamente, prometto di non raccontare a nessuno nulla di tutto ciò che hai raccontato….e che mi ha dato la possibilità di percorrere gli stessi spazi come se fossi li…. non ti nascondo che la parte di cui meno parlerei è la cucina dell’orco, non direi mai dei profumi di spezie e delle ombre inquietanti dei grandi utensili…. no, no….. di che parlavamo? 😀

  2. Ok Marina, allora te lo dico: Rebecca Dautremer mi ha autografato il libro e mi ha fatto un bellissimo disegno tutto per me! Solo che io ho fatto una figura veramente misera, perchè non ho riconosciuto il marito e autore dei testi dei suoi libri Tai-Marc Le Tan, quindi ho fatto i complimenti solo a lei. Ma peggio ancora anche dopo che ho capito chi era e essermi scusata, non ho pensato di chiedergli di firmare il libro e quindi mi ha chiesto lui se volevo che lo firmasse! Ero imbarazzatissima… Ma anche Rebecca era veramente mortificata per non avergli passato il libro. Che figura… Ma mi raccomando, tu non dirlo a nessuno! 😉

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