“cara, cosa c’è stasera in lavastoviglie?” – ovvero: la creatività in tempi di crisi

“Ah no, non mi fregano! Io non mi comprerò mai una lavastoviglie: riga i bicchieri e spesso non pulisce bene e fa anche un sacco di rumore! meglio lavare i piatti a mano.”
Questo mi sono sempre detta in un delirio di ripudio per lo sferragliante e sempre odiato elettrodomestico, così caro a mia mamma e alle signore della sua generazione e, per la verità, anche a parecchi amici e conoscenti miei coetanei, soprattutto se con prole.
Ma devo anche dire che la sollecitazione e la curiosità suscitatami dall’articolo che parla del libro di Lisa Casali, uscito quest’anno per i tipi della Gribaudo, per un attimo fa vacillare il mio ferreo senso della coerenza…. Se avessi il mostro in casa potrei sperimentare qualche ricetta e verificarne la fattibilità, con buona pace dei commensali-cavie. Sembra il concentrato contemporaneo del detto, sempre valido, secondo il quale “la necessità aguzza l’ingegno”, e la Casali sembra proprio voler guidare scettici e curiosi, tutti noi, alla scoperta di un mondo che non è solo rumore e sapone, ma anche possibilità di sfruttare il calore dei lavaggi a scopi culinari con finalità di risparmio energetico (della stessa Laura Casali si veda l’interessante blog http://www.ecocucina.org/).
Immagino già le espressioni sui volti di scettici mariti (o scettiche mogli) un po’ “vecchio stampo” al vedere manicaretti fumanti uscire dalla lavastoviglie e non dal forno, e vedo già le mogli (o i mariti attivi nelle cose di casa) vellicare il lato “portafoglio” della coscienza del coniuge per perorare la causa della nuova frontiera della modernità e della fantasia in cucina….
Mi rimane il rammarico di non poter provare direttamente….

Le cose sono due: o mi compro una lavastoviglie (cosa al momento decisamente poco praticabile) o qualcuno di voi mi ospita per farmi provare metodo e ricette: io sono disponibile!
Buona sperimentazione a tutti e… chi ci prova davvero è pregato di riferire sui risultati!
Anna Pistuddi

Fonte:
l’Espresso online http://espresso.repubblica.it/food/multimedia/home/30544564/1/1

  1. Che stravaganza. La morte della creatività in cucina! Devo dire che sono assai scettica. Al momento, inoltre, non ho ancora la lavastoviglie, ma pur cercando di puntare sul risparmio energetico preferisco metodi più tradizionali, come la cottura al vapore, sfruttando il calore di un tegame su cui si sta cucinando qualcosa di diverso. Ad esempio, mentre si prepara la pasta si può scaldare qualcosa o cuocere delle uova o altro.

    • Cara Carla, capisco bene il tuo punto di vista, ho avuto anche io una sensazione straniante a primo impatto…. ma poi….. può di più la curiosità! credo che la creatività non venga uccisa: in questo caso risiede nell’invenzione di un nuovo metodo utilizzando qualcosa assolutamente slegata dalla pratica culinaria. Ovviamente poi ognuno interpreta in modo del tutto personale la cosa, e suppongo che non saranno tantissime le persone disposte a provare. Nemmeno io ho la lavastoviglie (però utilizzo molto volentieri e spesso – da molti anni ormai – la cottura a vapore su più strati o con la pentola a pressione), e non l’avrò mai (per scelta, per lo meno a breve termine) per cui mi rimane sul gozzo la curiosità 😀 . Mentre aspetto che qualcuno provi e mi faccia sapere, sorrido ottimista per l’originalità che le capacità umane tirano fuori per far fronte ai periodi di crisi….

      • Sì, è vero, la creatività non manca, in senso generale, tuttavia, penso alle caratteristiche nutrizionali degli alimenti e al fatto che per mantenerle occorre utilizzare particolari temperature e adeguate tecniche di cottura. Pare che anche il forno a microonde non sia molto sano. Soprattutto da alcuni mesi a questa parte, io sto molto attenta a tutto ciò, e ho rispolverato una batteria dietetica donatami da mia madre, perché “il cibo è salute”.
        Sull’uso della lavastoviglie in modo tradizionale, in realtà io la vorrei proprio perché pare si risparmi acqua ed energia, oltreché tempo, e detesto i piatti di plastica: immagina se si hanno ospiti a cena…
        Ad ogni buon conto, magari si può studiare una lavastoviglie con molteplici funzioni proprio per ottimizzare i consumi. Sebbene la ricerca sia bistrattata in Italia, come ben sai, potrebbe produrre un nuovo elettrodomestico ecologico multifunzione 😉 che magari consenta anche di non avere tanti ingombri sparsi per la cucina!

  2. Al di là dell’effetto straniante generato dall’idea di cucinare in una lavastoviglie, la sostanza è assolutamente in linea con i consigli che ci ha dato ieri Andrea Mameli, autore del libro sui risparmi energetici presentato in biblioteca comunale. Abbassare i consumi di almeno il 20% è l’obiettivo che ci impone la crisi economica ma è anche un dovere etico, considerando che su sette miliardi di abitanti del pianeta solo un miliardo vive in condizioni di benessere proprio in quanto dispone dell’energia.

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