Presentazione del libro “Ominis e bestias in su campidanu de iossu” di Marcello Furio Pili (2011)

Stasera a Sestu, alle ore 18, presso l’aula consiliare di via Scipione sarà presentato il libro “Ominis e Bestias in su campidanu de iossu”, curato dal nostro concittadino Marcello Furio Pili. Il libro è il risultato di un’accurata ricerca finanziata con i proventi della legge regionale 26 sulla lingua e la cultura sarda. Un lavoro che, nell’ambito della produzione editoriale orientata dalla legge, si colloca nel filone del recupero della cultura tradizionale. “Ominis e bestias in su campidanu de iossu”, prende in esame il rapporto tra gli uomini e gli animali nelle società preindustriali del passato, un rapporto molto stretto determinato – come dice l’autore – da un’economia fondata essenzialmente su agricoltura e allevamento in cui la forza degli animali rappresentava l’energia che rendeva possibile ogni trasformazione della natura in funzione della produzione. Prima di ogni altra cosa gli animali erano dunque una risorsa indispensabile per la sopravvivenza e pertanto, come si può leggere nel libro, la loro necessaria presenza nella vita dei sardi ne ha profondamente segnato la cultura e quindi la lingua. Il volume è strutturato in cinque monografie autonome, una per ciascuno dei paesi oggetto di indagine: Nuraminis, Monastir, Ussana, San Sperate e Sestu. Per ogni singola comunità esaminata sono presenti schede articolate in note storiche, tassonomiche (per la trattazione degli animali), toponomastiche, onomastiche e linguistiche, che raccontano sia le specificità che gli elementi comuni ai vari paesi. Il volume è corredato da un ricco apparato iconografico di foto, realizzate prevalentemente dallo stesso autore e, a riprova della scientificità di questo lavoro, è presente una bibliografia generale e dettagliate bibliografie particolari per ogni sezione curata, senza trascurare la citazione delle altre fonti utilizzate.

Interverranno con l’autore: Giulio Angioni, antropologo dell’Università di Cagliari, Vittoriano Pili, studioso di lingua e cultura sarda, scrittore e poeta, Plinia Natalia Falferi, studiosa di lingua e cultura sarda.

(S. M.)

Una risposta

  1. Numerosi gli anziani, ieri, alla presentazione del libro di Marcello Pili. Erano i testimoni diretti di quella civiltà ormai scomparsa descritta in “Ominis e bestias”, un mondo che – come ha sottolineato l’antropologo Giulio Angioni – conoscono bene ma per la prima volta nella storia della civiltà, per effetto delle rapidissime trasformazioni tecnologiche le competenze che hanno acquisito quando erano bambini o ragazzi sono oggi assolutamente inutili, non solo per i loro nipoti ma anche per se stessi. Il mondo in cui è vissuta quella generazione, gli strumenti da lavoro, il rapporto con gli animali non era molto diverso da quello dell’età nuragica e se ad esso non bisogna guardare con nostalgia è giusto che sia conosciuto ora dai nipoti perché possano vivere il presente consapevoli di far parte del flusso della storia. Questo libro in particolare aiuta a capire che gran parte del lessico di quella lingua sarda che oggi in tanti dicono di voler salvare, è strettamente legato alla cultura, in senso lato, di un popolo e che pertanto perché possa continuare a vivere come lingua parlata deve diventare disponibile ad accogliere i termini della modernità, lasciando che siano le sue leggi interne a selezionare i vocaboli più efficaci, a contaminarli nel rapporto con la lingua ufficiale e con le altre lingue di cui ci serviamo per comunicare, a pronunciarli con i suoni che abbiamo dentro. Per allargare le nostre capacità di espressione e non per chiuderci nel recinto di un’ipotetica identità fissa e immobile quanto astratta.

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