The heart and the bottle

Possiedo un lettore ebook già da qualche tempo e mi ci trovo benissimo (se a qualcuno interessasse la mia opinione sul modello specifico, Bookeen Cyborg Orizon, può leggerla qui).  Anzi, dopo le riserve iniziali (ero anche io una di quelli che l’odore della carta e il fruscio della pagina etc. etc.), una volta scoperte tutte le potenzialità ne sono diventata una entusiasta sostenitrice e non mi è mancata occasione di dover elencare i vantaggi dell’ebook a persone che mostravano le stesse resistenze che avevo avuto anche io. Uno di questi vantaggi è a mio parere lo spazio.  “Io non so più dove mettere i libri” dicevo e aggiungevo che acquistando i libri per me in formato elettronico avrei guadagnato spazio per gli albi illustrati per i bambini (e non solo per loro), dei quali non conoscevo ancora versioni elettroniche soddisfacenti. Qualche giorno fa però mi è capitato di leggere su FB, nella bacheca del gruppo MLOL-Ragazzi, di una app per iPAD tratta da un albo illustrato di Oliver Jeffers e la notizia aveva dei commenti assolutamente entusiasti. Non possiedo (ancora) un iPAD, ma a quel punto la curiosità personale e professionale era altissima, per cui ho chiesto a un amico di poter scaricare e leggere la app nel suo. Meraviglia. Non so quale altra parola utilizzare. Non voglio qui entrare nel merito del fatto che sia più o meno giusto che nel fare promozione alla lettura si debbano promuovere anche libri digitali (comunque, se a qualcuno dovesse interessare il mio parere, per me è giusto), voglio solo esprimere quello che ho provato io nel leggere questo libro. Ho sempre avuto la sensazione di leggere un albo illustrato. Anche quando muovendo un po’ l’iPAD ho fatto volare via il cappello del signore per strada o ho fatto brillare le stelle con un dito. Un albo illustrato un po’ speciale, ma sempre un libro. Ho utilizzato altre app per iPAD fatte per i bambini, ma non ho mai avuto questa sensazione. La sensazione che in quella specie di “incantesimo” frutto di molte abilità la cosa più importante era la storia che veniva raccontata. Una bellissima storia con quel tocco di magia in più che possono dare le stelle che brillano o un cappello che vola “davvero”. E volersi privare di un tocco di magia è, a mio parere, quasi come rinchiudere il cuore in una bottiglia.

 Sandra Olianas

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