Incontro con Gherardo Colombo

“La giustizia non può funzionare se il rapporto tra i cittadini e le regole è malato, sofferto, segnato dall’incomunicabilità. La giustizia non può funzionare se i cittadini non comprendono il perché delle regole.”

“La Democrazia implica che ciascuno di noi assuma un ruolo consapevole e attivo, non si accontenti di delegare chi lo rappresenta. Per governare una società complessa occorre infatti stabilire principi, regole, finalità, limiti, ma anche educare alla cittadinanza”

(Gherardo Colombo)

Mercoledì 14 dicembre alle ore 17 , Gherardo Colombo sarà a Elmas per discutere di Legalità, Giustizia e Democrazia. L’incontro promosso da EQUILIBRI, Circolo dei lettori e Presidio del libro di Elmas, sarà moderato dal giornalista Ottavio Olita.

L’incontro si terrà presso il Teatro comunale di Elmas in via Goldoni. L’ingresso è libero.

Una risposta

  1. Ha parlato a tutto tondo ieri a Elmas Gherardo Colombo, affrontando temi come il rapporto tra democrazia e regole, democrazia e partecipazione, istituzioni carcerarie e perdono responsabile. Stimolato da Ottavio Olita il dibattito ha sostanzialmente oscillato tra due poli: quello della responsabilità individuale, fortemente sostenuta da Colombo, e quella della responsabilità delle istituzioni democratiche di mediazione degli interessi (i partiti, il parlamento, la rai), sulla cui importanza continua a scommettere invece Olita. Mai come oggi gli individui hanno la capacità di scegliere dove informarsi, mai la libertà individuale è stata così ampia eppure la tendenza generale è quella di lamentarsi di tutto e di scaricare sugli altri senza assumersi responsabilità, sosteneva l’ex magistrato di mani pulite. Ma in un momento come quello attuale in cui la gran massa delle persone è impegnata per gran parte della giornata a guadagnarsi il pane – e se magari donna continua a lavorare anche a casa per far quadrare i conti – come può farsi anche carico di partecipare attivamente alla vita pubblica, informandosi puntualmente per farsi sentire su ogni questione, replicava Olita? Come può sobbarcarsi il cittadino medio anche questa “fatica” quotidiana, così come richiederebbe l’esercizio vero della Democrazia? E qual è la condizione del cittadino che non può verificare la veridicità dell’informazione – aggiungeva ancora il giornalista sardo – laddove in una città come Cagliari i dati, citati da Giorgio Todde nel suo intervento ad Elmas, ci dicono che su una popolazione di 160 mila abitanti 10 mila sono analfabeti e 51 mila hanno solo la maturità elementare? Dunque, tutto parte dall’individuo per l’uno, mentre l’organizzazione sociale continua ad avere un peso notevole, per l’altro. Alla fine ci ha lasciato tanti dubbi questo dibattito. Accanto alla certezza che quei dubbi dovremo sempre coltivare nell’interpretare la realtà che abbiamo intorno, ciò che leggiamo e che sentiamo, evitando – come ha detto Gherardo Colombo – di farci troppo condizionare dai miti.

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