Mostellaria o La commedia del fantasma

Scena dello schiavo rifugiato sull'altare, davanti alla casa (Mostellaria, vv. 1094 segg.)

Tra le iniziative culturali del programma natalizio di quest’anno segnaliamo lo spettacolo teatrale curato dal Teatro Iskra e tratto dal repertorio classico del più importante commediografo latino Titus Maccius Plautus, meglio noto come Plauto. La commedia che verrà rappresentata il 4 gennaio prossimo è conosciuta sia come Mostellaria che come “La commedia del fantasma”, ed è considerata tra le più spassose della commediografia plautina. Il regista Diego Massa e i bravi attori della compagnia “Teatro Iskra”, ne siamo certi, faranno il resto garantendo agli spettatori una serata di puro divertimento.

Di Plauto non si conosce con esattezza l’anno di nascita, ma, grazie alle notizie pervenuteci, si sa che morì per certo nel 184 a.C. Commediografo assai prolifico, ha goduto da subito di molta fortuna tra i suoi stessi contemporanei, ma la sua “sterminata” produzione ebbe subito necessità di una sistemazione, giacché non era facile stabilire quali delle tante commedie a lui attribuite fossero sicuramente di suo pugno. Fu Varrone il primo a selezionare gli scritti sui quali tutti concordavano circa la paternità plautina. Fino a noi ne sono giunte integre una ventina, di altre si conoscono frammenti.
Sullo stile di Plauto sarebbe troppo lungo soffermarsi e non è certo questa la sede opportuna, ma si può senza dubbio ricordarne la particolare abilità nell’esaltare le situazioni comiche cogliendone gli aspetti immediati, tradotti con un linguaggio mirato e salace, inserito in un contesto in cui sono i personaggi stessi a spingere l’espressione verbale fino all’estremo per far scaturire nello spettatore la reazione voluta. Sono presenti nell’intreccio di questa commedia i due capisaldi dell’opera di Plauto: la beffa e l’inganno.
La trama: Teopropride rientra ad Atene dall’Egitto e, dietro le spoglie apparenti del nobile pater familias della tradizione, Plauto gli affida il ruolo di senescente rimbambito, vizioso e credulone, vittima designata degli inganni di Trainone, giovane arrivista senza scrupoli. Servo degenere di Teopropride, dietro la parvenza del servitore fedele, approfitta di tutte le situazioni per un tornacconto personale, di fatto sfruttando le debolezze del suo padrone. Alleato del figlio di Teopropride, sperpera tutte le ricchezze della famiglia e, alla notizia del rientro improvviso del padrone, architetta un piano per salvare tutta la combriccola di banchettanti dissoluti dalla giusta collera ventura del vecchio. Fermatolo lungo la strada, il servo lo convince che la sua casa è infestata dal fantasma di un uomo ucciso da un precedente padrone, e ne provoca la fuga. Da questo momento il vecchio sarà letteralmente invischiato in una trama fitta di bugie e sotterfugi finalizzati a nascondere i debiti contratti dal figlio e la vita degenerata condotta da tutta la famiglia. Aperti gli occhi sulle trame del servo e del figlio, dopo aver parlato con i servi di un amico di quest’ultimo, Teopropride medita vendetta su entrambi i traditori. Ma il finale rivela l’umanità del vetusto protagonista, che finirà per lasciarsi distogliere dai suoi propositi e perdonerà Trainone e il figlio Filolachete.

A. P.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...