La Festa di San Sebastiano a Sestu

Da tempo immemorabile il 20 gennaio la Chiesa festeggia San Sebastiano. Una passione del V secolo e soprattutto la leggenda che ben presto si fuse con i pochi dati storici disponibili fanno di Sebastiano un ufficiale dei pretoriani intimo amico dell’imperatore Diocleziano che, grazie al suo ruolo di prestigio a corte e nell’esercito, ebbe modo di soccorrere tanti cristiani in carcere o condotti  al supplizio. Quando il suo “gioco” venne scoperto, fu convocato dall’Imperatore che cercò di riconquistarlo alla propria visione del mondo facendo appello alla vecchia amicizia. Di fronte alla fede incrollabile di Sebastiano, all’Imperatore che si “considerò tradito dentro la sua stessa casa” non restò altra scelta che quella di condannarlo e per ciò fu legato al tronco di un albero in un bosco e trafitto dalle frecce dei suoi commilitoni. Una versione della leggenda evidenzia che l’ufficiale, creduto morto dai romani, venne raccolto e curato dalla matrona romana Irene. Appena guarito, tuttavia, si ripresentò al cospetto di Diocleziano, che stavolta lo fece flagellare e uccidere a frustate, ordinando che il corpo esanime fosse gettato nella fogna affinché nessuno potesse più trovarlo. Tuttavia, una notte il Santo comparve in sogno alla matrona Lucina (un’altra versione della leggenda parla di un compagno di fede) e le indicò il luogo dove giacevano le sue membra spoglie.  Recuperate le spoglie, Lucina diede poi a Sebastiano degna sepoltura nelle Catacombe che in seguito presero il suo nome. Dopo la sua morte il culto per Sebastiano  si diffuse in ogni luogo e anche in Sardegna, dove la devozione per questo Santo è attestata dalle tante chiese a lui dedicate in moltissimi paesi isolani.

Per quanto riguarda Sestu, la certificazione storica di una chiesa rurale a lui consacrata attesta che San Sebastiano era venerato dai sestesi già dal lontano 1500, ma è probabile che il suo culto possa risalire a tempi ancora più antichi. In ogni caso, i documenti d’archivio attestano che già dai primi anni del Seicento i vari obreros de San Sebastian si alternavano nella ricerca di fondi per celebrare la festa in suo onore e per effettuare le dovute manutenzioni alla chiesa, che purtroppo nella seconda metà del Settecento sarà profanata e infine, sconsacrata. Ciononostante i festeggiamenti per il Santo continuarono ancora per qualche secolo, finché non andarono in disuso verso il 1964. A Sestu la festa di San Sebastiano era organizzata dai pastori e da coloro che portavano il suo nome (Pittanu, Srebastianu) e il Santo era invocato come guaritore e protettore contro le pestilenze che, soprattutto in passato, decimavano sia uomini che bestie. Per questo motivo, secondo l’antica tradizione, era consuetudine attribuire alle fiamme de su fogadoni che veniva tenuto acceso la notte della vigilia una funzione purificatrice, in quanto si credeva che il fuoco potesse bruciare tutti i mali del mondo ed in particolare la tanto temuta peste, portatrice di lutti e dolori. La festa naturalmente continuava fino all’alba tra canti e balli  che si svolgevano attorno al fuoco e all’indomani, prima dello spegnimento degli ultimi tizzoni ardenti, la gente si preoccupava di portare a casa recipienti pieni di brace o monconi di legno carbonizzato (munzionis) recuperati dalla cenere ancora calda, per conservarli come amuleti contro le malattie e i temporali.

Is mustaionis e s’orku foresu

Nei primi decenni del secolo scorso, inoltre, la festa di San Sebastiano segnava in paese anche l’inizio del Carnevale, con la comparsa delle prime maschere che andavano in giro casa per casa alla ricerca delle tanto sospirate frittelle. In seguito l’avvio del ciclo carnevalesco fu fatto coincidere con la Candelora, altra festa di carattere religioso ma dai forti influssi propiziatori legati ad antiche credenze e ai culti agrari. Come già evidenziato in precedenza però, così com’era successo per Sant’Antonio Abate o Sant’Antoi de su fogu agli inizi del primo decennio del novecento, anch’esso venerato a Sestu come Santo guaritore e portatore del fuoco purificatore e rigeneratore dai mali, dopo il 1960 la festa di San Sebastiano andò in disuso e rimase soltanto nella memoria degli anziani e di coloro che, ancora bambini, riuscirono a vedere per l’ultima volta il grande falò acceso in suo onore, lasciando in tal modo un gran vuoto nel ciclo invernale delle feste tradizioni locali. Tuttavia, dopo circa quarant’anni di oblio, da quasi un decennio la festa in onore di San Sebastiano è stata riabilitata grazie all’impegno dell’Associazione culturale “Is Mustayonis e S’Orku Foresu”, che in collaborazione con le autorità civili e religiose hanno deciso di recuperare e riorganizzare l’antica festa, dando così la possibilità alla Comunità e soprattutto alle nuove generazioni di riacquisire un importante tassello della cultura tradizionale locale, nella speranza che questa antica festa possa continuare a vivere ancora per lungo tempo.

Festa di San Sebastiano 2012

 Roberto Bullita

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