Antonio Pascale, un ambientalista senza dogmi

Quando si sente parlare di OGM, la reazione più comune in Italia è quella di una fortissima diffidenza, per motivi diversi e tutti comprensibili. Ci sono però ambientalisti come lo scrittore e giornalista Antonio Pascale, autore del libro “Questo è il paese che non amo”, che sostengono tesi e approcci al problema diversi da quelli dominanti. In una TED Conference italiana registrata l’8 ottobre 2011 come quarto intervento di una serie di 19 mini-lectio magistralis sul tema “Italia da esportazione“, ovvero una serie di buoni motivi (e persone) per cui vale ancora la pena vivere nel nostro Paese – tenutesi all’interno di TEDxReggioEmilia – Antonio Pascale spiega come abbiamo smesso di essere un paese agricolo. La paura dei cosiddetti ogm – sostiene – ha spinto i nostri politici a bloccare le sperimentazioni di queste tecniche anche in laboratorio, cosicché in Italia i nostri genetisti sono costretti a usare mezzi tradizionali e stentano a stare dietro alla modernità. Per di più, i limiti posti alla ricerca hanno consegnato la sperimentazione alle multinazionali, con tutto quello che di negativo ciò sta comportando. Comunque la pensiate, vale la pena ascoltarlo.

Sandra Mereu

Come abbiamo smesso di essere un paese agricolo (e perchè gli OGM sono buoni)

http://www.tedxreggioemilia.com/2011/10/antonio-pascale-minority-report/

Una risposta

  1. Il dibattito sugli OGM in questi giorni è tornato di attualità. Se ne discute anche in Sardegna. Così Budroni e Cannas dell’Università di Sassari: “I nostri governi (tutti) hanno sempre avversato la ricerca scientifica pubblica, i nostri ricercatori non sono mai stati messi in condizione di valutare i pro e i contro”. Il problema è serio non solo per le implicazioni scientifiche, ma anche – ed in questo Budroni e Cannas concordano – per la forza delle grandi multinazionali: “Bisogna evitare che i paesi più poveri, quelli che hanno più problemi alimentari, si trovino ad avere grandi estensioni di colture transgeniche. C’è, inoltre, il problema della pianta sterile, il cui seme non può essere riutilizzato e che, quindi, il contadino deve riacquistare di anno in anno”, rileva la scienziata.Se non c’è ricerca pubblica quei semi saranno brevettati dalle multinazionali, innescando un regime di monopolio. Occorre, dunque, valutare il caso con attenzione: “Basta con le crociate che banalizzano il dibattito. Il discorso deve essere: vediamo quanto possono e dove possono servire gli Ogm. Soprattutto, sono abbastanza convinta che se non ci fosse il problema dei brevetti sarebbe quasi inutile discutere di questo argomento”, conclude la microbiologa.
    (Da Tiscali notizie, http://notizie.tiscali.it/articoli/interviste/12/03/ogm-cannas-budroni.html)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...