La mozione sul gasdotto e le praterie di poseidonia

Stasera in consiglio comunale si discute la mozione sul gasdotto Italia – Algeria via Sardegna, sottoscritta all’unanimità nella seduta dello scorso 20 dicembre 2011, dietro sollecitazione dei consiglieri Perra e Zanda che già precedentemente avevano presentato un’interpellanza in merito. L’intero consiglio, in quel contesto aveva aderito all’iniziativa dei due consiglieri dell’opposizione ma poi qualcosa è andato storto.

La mozione presentata da Cino Perra e da Eliseo Zanda è finalizzata a impegnare il comune di Sestu a rappresentare presso il Governo nazionale e la Regione Sarda “l’urgenza di definire in tempi brevi l’iter amministrativo relativo all’autorizzazione finale per la realizzazione del metanodotto sollecitando una trattativa con la società Galsi e le società delegate alla realizzazione affinchè le imprese sarde siano coinvolte a pieno titolo nella realizzazione dell’opera” (dal sito Sestu libera http://www.sestulibera.org/wordpress/). Il consiglio nella sua interezza, condividendo pienamente la valutazione secondo cui “la realizzazione del metanodotto ha un importanza strategica per tutti i comuni della Sardegna in quanto la concretizzazione di tale opera porterebbe alla comunità sarda notevoli benefici”, si impegnava nella seduta successiva a discutere e arricchire di contenuti quelle valutazioni. Martedì scorso però, giorno stabilito per la discussione, per effetto di quello strano fenomeno di opposizione interna messo sistematicamente in atto dal capo-gruppo del PD e dai suoi due fedelissimi consiglieri Pisu e Ledda, il testo della mozione non è stato votato. La motivazione addotta per respingere il documento (lo riferiscono i consiglieri e gli assessori presenti alla seduta del 31 gennaio scorso) chiama in causa l’impatto ambientale dell’infrastruttura sul territorio e ne subordina l’approvazione alla richiesta di modifiche al tracciato del gasdotto. E così mentre il progetto galsi, dopo una lunga gestazione e innumerevoli pareri di impatto ambientale, è ormai in via di definitiva approvazione, e mentre dal mondo del lavoro e da parte di tutti i partiti politici responsabilmente preoccupati per le sorti dell’isola si leva alta la richiesta di portare al più presto a conclusione l’opera, qui da noi si sollevano discutibili e tardive obiezioni in difesa della poseidonia. Di più, si pretende che il comune di Sestu dia indicazioni per modificare il progetto. Sulla base di quali competenze tecnico-scientifiche non è dato sapere. Dando per scontato che mai nessuna infrastruttura industriale si realizza senza un minimo di impatto ambientale (d’altra parte neanche il turismo di massa, su cui alcuni puntano per risollevare l’economia dell’isola, è privo di effetti negativi sull’ambiente), Legambiente al riguardo sostiene che “nel complesso, la realizzazione del progetto GALSI è senz’altro auspicabile dal momento che i vantaggi ambientali appaiono prevalenti rispetto agli inevitabili impatti”. Il vero problema, per dirla ora con il sindacato, è semmai il rischio che il metanodotto venga bloccato, per ragioni economiche o di interessi diversi e più forti di quelli della Sardegna, prendendo magari a pretesto queste proteste. Ed è preoccupante il ritardo con cui tutti i soggetti coinvolti stanno portando avanti la realizzazione di un’opera utile ai cittadini e alle imprese. Pertanto, chi oggi si oppone all’individuazione dei siti, non ritenendo più giusto ciò che già si decise di concerto con i comuni interessati (come a Olbia), si deve assumere la responsabilità di indicare soluzioni alternative, realisticamente percorribili. Le argomentazioni ambientaliste – sostiene la CGIL per voce  del segretario responsabile all’Industria, Michele Carrus – appaiono infondate a maggior ragione in una realtà come Olbia, che ha ben altri motivi di preoccupazione per la tutela dell’ambiente e del territorio, a partire dall’eccessiva cementificazione costiera sino ai problemi dello smaltimento e trattamento dei rifiuti e delle discariche abusive. Se invece il tema, tanto per Olbia così come per il Sulcis Iglesiente, è quello di interventi compensativi nel territorio, allora lo si espliciti chiaramente. Quale sia invece il motivo che spinge alcuni amministratori di Sestu – i cui partiti di riferimento ad altri livelli di governo e nelle dichiarazioni ufficiali dei legittimi rappresentanti si dichiarano favorevoli alla costruzione del gasdotto in Sardegna – a sostenere ora le più radicali tesi ambientaliste, appare un mistero imperscrutabile. Ormai solo agli ingenui.

Sandra Mereu

  1. Ieri in consiglio la mozione è stata votata da tutti, si è astenuta solo la consigliera PD Michela Mura, mentre Nello Mura (FLI) non ha partecipato alla votazione. I consiglieri PD Pisu e Ledda hanno sottoscritto e votato la mozione senza sollevare obiezioni.

    • Ciò che riferisci è un dato politico che merita attenzione: il capogruppo del PD, partito più importante della coalizione che amministra il Comune, si ritrova ancora una volta in dissenso rispetto alla maggioranza e questa volta anche rispetto all’intero suo gruppo politico di riferimento. Chi sta rappresentando?

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