8 marzo, Festa delle donne a Sestu

In occasione della Festa delle donne l’amministrazione comunale di Sestu ha creato e divulgato una serie di volantini che raccontano di donne che si affermano nella società per il loro talento, la loro cultura e preparazione, di donne coraggiose e tenaci che danno senso alla loro vita impegnandosi con passione nella dimensione collettiva della comunità, nella politica o nell’associazionismo.

Donne che a dispetto dei modelli deteriori proposti in questi ultimi tempi, esistono e resistono per affermare il valore e la dignità della persona. Donne che vogliono contare realmente per quante sono, quanto danno e quanto valgono.

Per sottolineare meglio questi aspetti, con un atto concreto e simbolico allo stesso tempo, il Consiglio Comunale, convocato in seduta straordinaria domani 8 Marzo 2012 alle ore 18.30 approverà il Regolamento per l’istituzione ed il funzionamento della Commissione pari opportunità.

S. M.

  1. Leggo che i tre consiglieri del PD che non si sono presentati al consiglio comunale dell’8 marzo perchè tutti e tre quella sera avevano altri impegni, se vi avessero preso parte avrebbero respinto il regolamento, tra le tante, anche per la seguente ragione: “Nel regolamento della commissione Pari Opportunità, oggi in esame, non è previsto alcun gettone di presenza per le commissarie che ne faranno parte… bisogna essere consapevoli che, negando il gettone di presenza e la giustificazione per l’assenza dal lavoro, non si riconosce alle commissarie il tempo da dedicare ai lavori della commissione” (http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10150503345337395&id=75539062394).
    Alla faccia della politica vissuta con spirito di servizio! Sbaglio o sono gli stessi consiglieri che si oppongono al bilancio comunale perché prevede l’aumento delle imposte? (La Nuova Sardegna, 20 marzo 2012). Da dove credono che si prenderebbero i soldi dei gettoni di presenza per retribuire le “commissarie”, se non dalle tasche dei cittadini che pagano le tasse?

  2. Davvero è successo tutto questo? Mi avevano detto (vivo a Sestu da pochi anni) che certi amministratori erano molto inesperti ma qualcuno glielo dovrebbe dire che così proprio non và. Le istituzioni sono una cosa seria, bisognerebbe averne più rispetto e con esse dei cittadini.

  3. P.S.: Quello che succede nel consiglio comunale di Sestu qualcuno lo spiega come lotte di potere interne al PD, beghe, guerre di pollaio e così via disprezzando. C’è poi chi, per giustificare il comportamento del capogruppo del PD in consiglio comunale, chiama in causa il diritto di dissenso (quest’ultima interpretazione peraltro è sostenuta da parte di chi lo stesso diritto di dissenso lo nega ad altri quando viene esercitato nei confronti di propri protetti e sponsorizzati). A me sembra che in qualunque altro paese normale quello che succede nel consiglio comunale di Sestu non potrebbe che apparire ASSURDO. Ma dove mai si è visto un capogruppo che si pone costantemente in contrasto con la maggioranza del suo gruppo e del sindaco espresso dallo stesso partito che rappresenta? Negli organismi democratici funziona diversamente. La scelta dell’amministrazione di dare senso alla festa dell’8 marzo accogliendo la proposta delle donne del PD di farla coincidere con la nascita di un organismo finalizzato a rendere concreto il diritto alla parità di genere non può che dirsi apprezzabile. Speriamo dunque che, almeno questa volta, dietro l’assenza di 2 consigliere PD su 3, registrata nella seduta di ieri, vi sia solo un virus influenzale contagioso. E non invece una strategia politica i cui contorni appaiono sempre più inquietanti. I cittadini di Sestu, e gli elettori di centro sinistra in particolare, si meritano amministratori più responsabili.

  4. L’approvazione del regolamento per le pari opportunità, fissata simbolicamente per la giornata di ieri, 8 marzo Festa delle donne, non c’è stata per mancanza del numero legale. E’ accaduto che non essendosi presentati alla seduta tre consiglieri del PD (partito che aveva promosso l’iniziativa), ovvero Michela Mura la capogruppo (nonché segretaria del circolo locale PD), Fabio Pisu e Valentina Ledda, il gruppo della Sinistra e “Sestu Domani” hanno ritenuto che non fosse politicamente opportuno procedere in assenza della maggioranza al completo e di conseguenza hanno abbandonato l’aula. Queste le cause immediate della mancata deliberazione. Attendiamo ora di conoscere le cause remote.

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