La lunga notte dei VIR e il “fomento de la lectura”

Negli ultimi giorni (23 e 24 marzo 2012) l’Unione Sarda ha dedicato ampio spazio all’iniziativa della libreria “Piazza Repubblica libri” e al dibattito che si è sviluppato a margine sulla pagina facebook dello scrittore cagliaritano Francesco Frisco Abate sul ruolo delle librerie e delle biblioteche nella promozione del libro e della lettura. A dare il via al dibattito di cui riferisce Matteo Sau nell’Unione di ieri è stata la bibliotecaria Sandra Olianas, collaboratrice del nostro blog. Come giustamente ha notato Sandra Olianas, mentre si accendono con grande enfasi i riflettori della stampa su iniziative come questa, promosse da privati, non è altrettanto facile trovare sui giornali notizie sull’attività che le biblioteche pubbliche svolgono quotidianamente e capillarmente per promuovere la lettura sul territorio. Per quanto interessante e meritoria, per il valore culturale che riveste, l’iniziativa della libreria cagliaritana ha infatti un limite: si rivolge – come dichiara la stessa organizzatrice – prevalentemente ai VIR (very important readers), ai lettori forti che aderiscono all’Associazione Lìberos che fa capo alla scrittrice Michela Murgia.

Queste iniziative così come i festival letterari (che però usufruiscono di finanziamenti pubblici) sono cioè essenzialmente “elitarie” in quanto hanno come unico effetto quello di far aumentare le vendite dei libri, di questo o quell’autore, presso una cerchia di popolazione ristretta che già abitualmente legge oltre 12 libri l’anno (Giovanni Solimine, “L’Italia che legge” 2010). Ciò che invece fanno le biblioteche pubbliche, soprattutto quelle comunali e di quartiere – dice Sandra Olianas citando Chiara Carminati – è il “fomento de la lectura”, in tutti gli strati della popolazione. La parola spagnola fomento, infattimeglio di altre spiega il lavoro che si svolge all’interno delle biblioteche, fa sentire il calore vivo, la fiamma che arde, mentre “promozione” evoca la logica del consumo. Alla biblioteca pubblica, luogo amichevole e spazio neutro per eccellenza, dove il libro non te lo devi comprare e si fruisce gratuitamente di servizi vari legati alla società della conoscenza, si avvicinano persone con i più diversificati livelli di istruzione e reddito. “Molti dei bambini che partecipano alle attività e ai laboratori della biblioteca comunale – si legge ancora nei commenti di Sandra Olianas – sono figli di genitori che non frequentano le librerie o i festival, ma magari da grandi le frequenteranno”. E spesso succede che quei genitori attraverso i figli si avvicinano loro stessi ai libri.

Si sa che sono tempi duri anche per le librerie indipendenti e bisogna avere rispetto per iniziative come questa, incoraggiarle e sostenerle, ma far conoscere il valore culturale e sociale del servizio svolto dalle biblioteche pubbliche e difenderlo come servizio di prioritaria e strategica importanza, senza per questo venire etichettati come “spocchiosi”, come fa Michela Murgia, è un fatto di estrema importanza. Il perché ce lo dice Gino Roncaglia, uno dei massimi esperti italiani del fenomeno dell’editoria digitale: “I dati sulla lettura, il forte tasso di analfabetismo funzionale e il ritardo dell’Italia sul terreno della information literacy ci dicono che il costo dell’ignoranza non è più sostenibile per il nostro Paese, che rischia di allontanarsi ulteriormente dagli obiettivi della strategia Europa 2020 che la Commissione Europea ha individuato come via per uscire dalla crisi, per costruire una crescita fondata sulla conoscenza, l’innovazione, l’istruzione e la società digitale. In una società che voglia essere realmente inclusiva i diritti di cittadinanza si realizzano anche attraverso una più forte partecipazione di tutti alla vita culturale. Gli articoli 3 (“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”) e 9 (“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura”) della nostra Costituzione costituiscono il riferimento ideale cui ispirare un’azione che voglia andare in questa direzione.” Speriamo ci credano anche i nostri amministratori e se lo ricordino quando in settimana andranno ad approvare il bilancio del Comune.

Sandra Mereu