Approvato il bilancio comunale 2012, tra le polemiche e gli insulti

Dopo un’intera giornata di lavori stasera è stato approvato il bilancio comunale. Il bilancio della crisi, che ha messo i consiglieri comunali della maggioranza “nella condizione frustrante di dover chiedere ai cittadini di garantire le risorse necessarie” per permettere al Comune di procurare i servizi indispensabili per la comunità e assicurare il regolare funzionamento dell’Amministrazione. In realtà, come si prevedeva, non tutta la maggioranza si è assunta la responsabilità di approvare il bilancio. I tre consiglieri comunali del PD Ledda, Pisu e Mura hanno votato contro, in un clima di grande tensione e nervosismo in cui – raccontano i presenti – all’assessore Anna Crisponi sono stati rivolti disgustosi insulti da parte di persone vicine ai tre consiglieri di maggioranza dissidenti. Le prime gocce di fango in realtà erano già schizzate nel primo pomeriggio, provenienti da una macchina che vanta al riguardo un lungo rodaggio, e c’è da aspettarsi che l’ondata seguirà con tutto il suo carico mefitico di bugie, calunnie e offese. All’assessore Crisponi esprimiamo tutta la nostra solidarietà. Ad Anna tutta la stima e il rispetto che si devono a  una donna intelligente, competente e preparata e a una madre coraggiosa come lei. In un comunicato divulgato stasera il gruppo Per l’Unità della Sinistra analizza e spiega la complicata e paradossale situazione che si è venuta a creare all’interno della maggioranza che amministra il comune. Di seguito ne riportiamo un’ampio stralcio.  (S. M.)

“La maggioranza di Centro Sinistra, il gruppo per l’unità della Sinistra con grande sofferenza e senso di responsabilità hanno fatto tutto il possibile per attenuare il carico fiscale ai cittadini, eliminando, anche se ben poco c’era da eliminare, qualunque spesa inutile.

Ci piace ricordare che il Comune di Sestu non ha consulente, nessuna auto blu, nessuna spesa politica e di rappresentanza, se non quella del funzionamento della Giunta e del Consiglio Comunale.

Proprio per questo appare ancor più incomprensibile la scelta fatta dai tre consiglieri del PD tra i quali anche la segretaria cittadina, di votare con il resto della minoranza  contro l’approvazione del bilancio.

I tre consiglieri del PD hanno scelto di non partecipare alla prima riunione del Consiglio Comunale e di astenersi o assentarsi alle votazioni  durante la seconda seduta, fino ad arrivare all’atto finale del voto contrario.

Stupisce la superficialità e l’incongruenza delle motivazioni portate da chi lamenta il mancato coinvolgimento sulle decisioni importanti, compresa la elaborazione del bilancio 2012, dimenticando però di dire della sistematica assenza alle riunioni dei gruppi consiliari e di maggioranza dove si discutevano e si assumevano le decisioni.

Questa è la parte del PD che non ha mai accettato il risultato delle primarie per la scelta del candidato a sindaco.

Pur essendo il sindaco uscente espressione dello stesso PD, così come non ha mai accettato il risultato del voto popolare, che ha premiato dopo una campagna elettorale durissima il sindaco Pili.

Forse non era del tutto casuale la mancata indicazione di voto al sindaco nel materiale elettorale personale della segretaria del PD, fino a ieri capogruppo in consiglio comunale.

Abbiamo la brutta impressione che il nuovo che avanza in politica a Sestu, che si presenta con un volto giovane e serioso, non sia molto diverso dalla vecchia e consumata politica fatta di ricatti e di imboscate alla ricerca di qualche poltrona in più per se stessi o per gli amici.

Il voto contrario al bilancio, che rischia di aprire una crisi irreversibile nel nostro comune, è solo l’ultimo dei tanti segnali, compreso il tentativo di trascinare il gruppo “Per l’Unità della Sinistra” in una polemica pretestuosa sull’eredità della sezione politica dell’ex PCI-PDS-DS di Sestu.

Responsabilmente non abbiamo raccolto quella provocazione e tanto meno intendiamo raccoglierne altre…”

  1. Cito dall’Unione Sarda di oggi, Sabato 31 marzo 2012, dichiarazione del sindaco Aldo Pili: “C’è poco da dire: si vuole ammantare di etico quello che, invece, è una guerra di poltrone. Ma non accetto ricatti: questi tre consiglieri, del mio stesso partito, hanno deciso di uscire dalla maggioranza che ora non c’è più…E’ accaduto un fatto di una gravità inaudita, … nel nostro partito non era mai accaduto prima: hanno votato col centrodestra, ottenendo anche i complimenti da alcuni esponenti dell’opposizione…Dietro quello che è accaduto c’è il comportamento irresponsabile di qualche dirigente regionale del PD, come Francesca Baracciu. Erano qui nel mio studio con tanti altri testimoni, quando sono venuti a chiedermi un assessorato”. E in apertura: “Ho negato un assessorato alla Barracciu”.
    Mi sorge un dubbio: ma se i tre consiglieri dissidenti avessero ottenuto un assessorato tutto per loro, l’odiosa addizionale irpef che – stando alla propaganda – affama la popolazione, sarebbe stata accettabile?
    E ancora: cosa c’entra la Barracciu con Sestu? Credevo che i comuni fossero autonomi…

  2. Ora che lo strappo si è consumato miserevolmente… tra ipocrisie e menzogne pepate di mefitiche mistificazioni della verità da parte della segretaria locale del circolo e dei due seguaci in consiglio… ci sentiremo più liberi di esprimere i nostri pareri su questa fosca e disgustosa vicenda… che fino a ieri ci ha portato a tenere un atteggimaneto responsabile e riservato sul tutto.

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