Se la memoria finisce nello sgabuzzino

Non ci poteva essere immagine più eloquente di un archivio buttato in uno sgabuzzino umido e polveroso (da Sardegna quotidiano di oggi, mercoledì 9 maggio 2012) per rappresentare la volontà di sopraffazione di un gruppo sui propri avversari. Chi aspira a dominare sugli altri infatti prima tenta di impossessarsi dei loro beni, poi di cancellarne la memoria del passato. (S. M.)

I comunisti di Sestu costruiscono la sezione di via Gramsci (anni ’50) – Archivio fotografico di Giuseppe Podda

Nella conferenza stampa convocata ieri per portare all’attenzione dei media la versione dei fatti dell’Associazione “Sestu per Enrico Berlinguer”, che dal 21 aprile scorso gestisce la sede ex DS di via Gramsci, dopo la pubblicazione su alcuni quotidiani regionali di diversi articoli che la accusavano di aver sbattuto fuori il circolo del PD (ospite da alcuni anni negli spazi del primo piano), è stata ribadita l’intenzione di garantire un utilizzo pluralistico e non esclusivo dei locali. Questo ci sembra infatti il modo più corretto per rispettare lo spirito di condivisione dei comunisti che oltre mezzo secolo fa hanno costruito la loro sezione, dedicando volontariamente tempo e lavoro, perché tutti si sentissero allo stesso modo proprietari. Oggi per noi rispettare quello spirito comunitario significa innanzitutto impedire che qualcuno si proclami arbitrariamente proprietario di questa sede estromettendo gli altri e facendo in modo che diventi una casa da mettere a disposizione di tutte le associazioni e formazioni politiche che a Sestu si riconoscono nei valori della sinistra. PD compreso, dunque. Per questo, come rappresentanti del Partito Democratico di Sestu all’interno dell’associazione, respingiamo e rifiutiamo le critiche che ci vengono mosse dalla segretaria del circolo. Non appartengono infatti alla nostra mentalità (e nemmeno a quella degli altri esponenti del PD di Sestu) certe logiche prevaricatorie per le quali perseguire gli interessi del proprio partito significa non guardare in faccia nessuno, calpestando senza ritegno le ragioni e i diritti degli altri. In questo specifico caso, appoggiando acriticamente le manovre di chi intende appropriarsi di un patrimonio immobiliare che con tutta evidenza non appartiene al Partito Democratico. Per come stanno le cose oggi e per come si è stabilito a livello nazionale all’atto della nascita del PD, il patrimonio dei DS non è entrato nella proprietà del nuovo partito, che come è risaputo è nato senza debiti e senza patrimonio.

Se qualcuno vuole mettere in discussione questa scelta lo faccia pure ma se ne assuma la responsabilità senza cercare pretesti. In questo caso pur di affermare la propria volontà si è arrivati a sostenere che il patrimonio degli ex DS viene usato per condizionare l’azione degli avversari politici e peggio ancora si incolpano i propri compagni di partito di aver commesso azioni illegittime (come il sequestro di beni). Tutto questo è falso e davvero indegno, soprattutto per chi si candida a ricoprire ruoli pubblici e di responsabilità. Sconcerta peraltro la spudoratezza con cui, per avvalorare il castello accusatorio, sono state divulgate ad arte fotografie accompagnate da arbitrarie, soggettive e incoerenti interpretazioni dei fatti. Se si può considerare scandaloso che alcune attrezzature metalliche vengano momentaneamente e con cura riposte nel disimpegno dell’ingresso per liberare la sala delle riunioni al fine di permettere lo svolgimento di un’assemblea, come giudicare allora la vista e le immagini dei documenti dell’archivio PCI-PDS-DS accatastati alla rinfusa in uno sgabuzzino umido e polveroso, esposti all’inevitabile degrado? Inutile dire che dentro quello sgabuzzino ci sono finiti, senza preventiva autorizzazione da parte dei proprietari, ad opera della segreteria del circolo del PD per fare spazio alle proprie iniziative. Quelle si, sacre e degne di rispetto.

Enrico Bullita (ex sindaco PCI, iscritto PD)

Roberto Bullita (assessore comunale, componente direttivo PD)

Pierpaolo Meloni (consigliere comunale, componente direttivo PD)

Alberto Manunza (componente direttivo PD)

Fine settimana con i gusti di Marmilla

Sabato 12 e domenica 13 , in Marmilla , il consorzio Due Giare inaugura due giornate all’insegna della cultura del cibo. La manifestazione intitolata “Gusti di Marmilla” è alla sua prima edizione e si svolgerà nei due piccoli centri di Senis e Curcuris, in un territorio tutto da scoprire e assaporare.

Il Programma

Sabato 12 sarà il comune di Senis a dare il via all’evento. In questo centro, a partire dalle 16, nella Casa Baronale si terrà un seminario dedicato alla “Tutela dei prodotti fra tradizione e innovazione”. Dopo i saluti del sindaco Salvatore Soi e del presidente del Consorzio Due Giare Lino Zedda, si potranno seguire le relazioni di Giovanni Antonio Farris e Francesco Nuvoli, docenti della Facoltà di agraria dell’Università di Sassari; le testimonianze dell’Associazione Italiana Cuochi di Oristano sull’utilizzo contemporaneo di prodotti della tradizione; gli interventi di Luca Saba, presidente della Coldiretti Sardegna e di Gianni Ibba, dirigente dell’Agenzia Laore Sardegna. E dopo tanto sapere il momento del sapore: al termine del seminario è prevista una degustazione a base dei prodotti tradizionali.               

Domenica 13 maggio, la manifestazione si trasferisce a Curcuris, che con i suoi 314 abitanti diventerà per un’intera giornata  il teatro di degustazioni e laboratori di cucina. Nel piccolo centro ai piedi del Monte Arci, le vie caratterizzate dalla presenza delle tipiche case in pietra dell’Alta Marmilla accoglieranno – a partire dalle 9.30 – stand espositivi e angoli per la degustazione. Oltre a soddisfare il palato, il percorso gastronomico offrirà ai visitatori l’opportunità di conoscere i prodotti di antichissime tradizioni e quelli più innovativi che da esse prendono spunto. Per i più curiosi (sempre dalle 9.30 in poi) c’è la possibilità di partecipare ai Laboratori del Gusto diretti dagli chef dell’Associazione Nazionale Cuochi della Provincia di Oristano. In “Gusti di Marmilla” c’è spazio anche per i più piccoli con “Giocare con il cibo”: un laboratorio di letture, disegni e attività di animazione dove il tema dell’alimentazione sarà affrontato in maniera ricreativa e divertente, per fare conoscere ai bambini i prodotti e le ricchezze della Marmilla. Alle 18.30 arriva il gran finale con il Festival del Gusto, dedicato alla promozione e valorizzazione degli 8 prodotti  individuati dal progetto: Pani ‘e saba, Olio extravergine di oliva, Mandorle, Lumache, Grano duro Senatore Cappelli, Coccoi a pitzus, Cipolla Rossa, Pibadra. Gusti di Marmilla sarà una gustosa occasione per trascorrere una domenica diversa, all’insegna dei saperi e sapori di una terra ricca di tradizioni.

Federica Zedda