Il discorso pronunciato dall’ex presidente del Consiglio Giancarlo Angioni

Se qualcuno ancora crede che le cariche supreme del nostro ordinamento costituzionale siano il presidente della Repubblica e il presidente del Senato, in quanto garanti dell’unità della nazione, dovrà ricredersi. A quanto pare ce n’è un’altra: il capogruppo del PD nel consiglio comunale di Sestu. Questa carica infatti, secondo i tre consiglieri comunali collocatisi all’opposizione dopo aver votato contro il bilancio comunale 2012 e tentato di far cadere la giunta di centro-sinistra, sarebbe una sorta di nomina  a tempo indeterminato, non revocabile neanche per giusta causa. I consiglieri Ledda, Pisu e Mura oltre a disconoscere la volontà della maggioranza dei componenti del gruppo PD (4 su 7), pretendono anche di porsi al di sopra del regolamento comunale e dell’interpretazione che ne dà il segretario comunale. Impermeabili a qualunque ragione in contrasto con le loro logiche, continuano imperterriti a pestare i piedi, invocando pretesti e cavilli, per conservare nel ruolo di capogruppo la consigliera Mura. Qualunque persona di buon senso dotata di un minimo di coscienza democratica capisce che, trattandosi di una carica rappresentativa di un gruppo, chiunque la detenga, qualora venisse sfiduciato da chi lo ha eletto, non dovrebbe esitare un attimo a farsi da parte in nome dell’ interesse generale. Cosa spinge questi tre consiglieri ad agire invece nel senso opposto? Lo ha spiegato molto chiaramente l’ex presidente del consiglio Giancarlo Angioni nel discorso pronunciato nella seduta del consiglio comunale del 18 aprile 2012 (che potete leggere in estratto cliccando QUI). Se ne desume che dietro l’accanimento di questi tre consiglieri a voler mantenere nelle loro mani la carica di capogruppo c’è una precisa strategia per il controllo del potere, basata sulla convinzione che l’amministrazione comunale sia la cinghia di trasmissione della volontà della segreteria del PD, che non a caso è guidata dalla stessa consigliera Mura.

S. M.