A Sestu senza la mia auto

Per il momento solo su facebook, sta circolando la notizia che il comune di Sestu ha aderito a “European Mobility Week”, la settimana europea della mobilità sostenibile promossa dalla Commissione Europea. L’iniziativa dall’eloquente titolo “In città senza la mia auto” si svolgerà dal 16 al 22 settembre 2012. Si tratta di un appuntamento internazionale che ha l’obiettivo di incoraggiare i cittadini all’utilizzo di mezzi di trasporto alternativi all’auto privata per gli spostamenti quotidiani: a piedi, in bicicletta o con mezzi pubblici. In vista di questo appuntamento si prevede di stimolare il dibattito tra i cittadini per preparare l’evento.

Sarebbe auspicabile che la discussione oltre che sul web si sviluppasse anche in assemblee pubbliche frequentabili da tutti, in aperto confronto con gli amministratori. Supponendo infatti che le azioni dimostrative e simboliche da realizzare nella settimana dedicata alla mobilità sostenibile possano poi trovare una qualche attuazione concreta nella nostra realtà, mi sembra importante che i cittadini siano informati su quali sono le strategie dell’amministrazione che hanno attinenza col tema. Se un comune aderisce a una campagna di sensibilizzazione di questo tipo è lecito ipotizzare che lo faccia perché è poi disposto a costruire piste ciclabili (se promuove una pedalata) o a creare aree pedonabili (se per l’occasione chiude al traffico qualche strada), e allo stesso tempo a investire nel trasporto pubblico. Nessuna significativa modifica della situazione attuale, infatti, si potrà ottenere se parallelamente non si incentiva anche il trasporto pubblico, il vero punto di svolta per invogliare le persone a rinunciare alla macchina. Aree pedonabili e piste ciclabili rischiano di infrangersi sullo scoglio delle resistenze degli stessi cittadini su cui prevalgono legittimi interessi di segno opposto. I commercianti potrebbero opporsi alla riduzione dei parcheggi per le auto o alla chiusura al traffico di certe zone, intravedendo in queste scelte un danno economico per la loro attività. Altrettanto potrebbero fare i residenti di un quartiere ai quali si negasse la possibilità di parcheggiare sotto casa ma che in assenza di mezzi pubblici di trasporto, e nonostante l’aumento della benzina, la macchina sono comunque costretti a tenersela per andare a lavoro.

L’eccessivo numero di auto che circolano e si parcheggiano a Sestu non necessariamente dipende da stili di vita poco ecologici dei cittadini, al contrario sempre più spesso la rinuncia alla macchina di questi tempi non è più una scelta ma una necessità, dettata dall’aumento del costo della vita a fronte dell’aumento della disoccupazione e di salari bloccati da anni. Una situazione che per chi vive a Sestu, allo stato attuale, si traduce in una vera e propria negazione del diritto alla mobilità. In questo senso mi sembra importante che la manifestazione legata alla campagna europea diventi l’occasione per un serio e aperto confronto tra i cittadini e l’amministrazione. Aiuterebbe a ragionare meglio, a trovare soluzioni sostenibili e compatibili con il contesto di riferimento e a mantenere autonomia di giudizio rispetto a certe proposte, le quali dietro lo scudo di principi ideali buoni e giusti spesso nascondono modelli di sviluppo urbano che calati in una realtà come la nostra hanno già provocato danni e altri potrebbero continuare a generarne.

Sandra Mereu

 

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