Oltre ARST, CTM e congestione del traffico

ARST o CTM pari sono. Dopo aver letto il post in cui, nell’ambito del dibattito promosso dal comune di Sestu per la Settimana della Mobilità sostenibile, si spiegavano le ragioni per cui Sestu non è servito dal CTM mi sono domandata quale impatto questo fatto abbia sul numero delle auto possedute nel nostro comune rispetto alla popolazione e quindi, in qualche misura, sulla circolazione delle stesse e sulla necessità di destinare spazi per parcheggiarle. I dati più aggiornati che ho trovato (risalenti al 2009) fotografano una situazione su cui vale la pena riflettere. Considerata la crisi economica accentuatasi negli anni successivi a quello del rilevamento (2009), che come è noto ha comportato un calo nella vendita di automobili e una difficoltà crescente per i cittadini a possederne una, questi dati non dovrebbero essere molto diversi da quelli attuali. Pur non essendo aggiornatissimi sono comunque validi ai fini del ragionamento, in quanto ciò che conta non è tanto il loro valore in termini assoluti quanto il fatto che mostrano come essere serviti dal CTM anziché dall’ARST non incide sul rapporto tra abitanti e automobili e quindi sulla scelta di rinunciare all’auto. Emerge ad esempio che Elmas, tra i centri più vicini a Cagliari, servito oltreché dal CTM anche dalla ferrovia, registra la più alta densità di auto (625 auto per ogni 1000 abitanti). Di contro Sestu, collegata alla città dall’ARST, con le sue 596 auto ogni 1000 abitanti non si discosta dalle medie degli altri paesi serviti dal CTM (Monserrato: 585; Quartu: 599; Selargius: 604; Quartucciu: 574; Assemini: 569; Decimomannu: 549). Appare evidente che per diminuire il numero delle auto possedute, parcheggiate o in circolazione a Sestu (così come negli altri centri vicini) bisogna migliorare l’efficienza del sistema dei trasporti nell’area vasta di Cagliari nel suo complesso, ma soprattutto occorre creare un vero sistema urbano di trasporto locale, diverso da quello attuale impostato sulla direttrice centro-periferia. Ciò che servirebbe veramente è un sistema di trasporti integrato che copra l’intera area vasta di Cagliari seguendo un percorso circolare e radiale che permetta, da qualunque punto si parta, di raggiungere facilmente le varie zone della città e i diversi comuni dell’hinterland. Bisogna, in definitiva, dare attuazione a quel progetto di cui ci parlò in questo stesso blog Luca Mereu in veste di presidente della commissione Trasporti della Provincia di Cagliari.

SALVAGUARDARE ambiente e qualità della vita. Non esistono soluzioni singole capaci di garantire l’equilibrio ottimale per una mobilità sostenibile e queste risultano efficaci solo se tengono conto del contesto. Migliorare la viabilità interna nel nostro comune, costruire piste ciclabili e marciapiedi più larghi renderà sicuramente più vivibile Sestu. Nondimeno, se non si vuole che tutto ciò venga avvertito come una concessione all’elité “verde” della popolazione, il problema della mobilità sostenibile va considerato in un’ottica di sistema complesso e integrato. Non si può dimenticare che l’auto utilitaria ha concesso a una moltitudine di sardi, di tutti gli strati sociali, di uscire dal millenario isolamento (interno ed esterno), ha offerto la possibilità di varcare gli angusti confini del proprio paese e quindi la libertà di scegliere dove vivere e dove lavorare. Per questo in tempi di crisi, di gravi difficoltà economiche per le famiglie e per una larga fascia di giovani, in Sardegna e quindi anche a Sestu il problema della salvaguardia dell’ambiente va affrontato in stretta relazione con la salvaguardia del diritto alla mobilità. Se non vogliamo tornare indietro e non vogliamo che solo per alcuni andare a piedi e in bicicletta per le vie di Sestu sia una scelta, e permettere ancora a tutti di muoversi senza sforzo, occorre prima di tutto impegnarsi per garantire un sistema più efficiente di trasporti pubblici, ad ampio raggio e su più direttrici. Nello stesso tempo occorre incoraggiare un cambiamento di mentalità, che ci vede ancora troppo legati alla proprietà privata dell’auto, per promuovere su vasta scala la pratica dei veicoli condivisi, da cui peraltro potrebbero venire anche inedite opportunità di lavoro, come dimostrano le ormai numerose esperienze in tal senso attive e rodate in alcune realtà comunali italiane ed estere.

La TED CONFERENCE di Bill Ford. Sul tema della mobilità sostenibile merita di essere ascoltata una TED CONFERENCE, pubblicata circa un anno fa, in cui si sottolinea l’urgenza di contenere il numero di auto in circolazione nelle nostre città. A farlo è Bill Ford, attuale presidente esecutivo della Ford Motor Company, nipote di Henry Ford, cioè uno che la passione per le auto e l’interesse a costruirle ce le ha nel sangue. Ragione per cui se dice di essere preoccupato per l’impatto delle automobili sull’ambiente e sul problema della congestione stradale globale non possiamo che credergli. Nella sua visione sul futuro della mobilità il ruolo del trasporto pubblico risulta centrale, all’interno di un sistema integrato e “intelligente” basato sulle nuove tecnologie.

Per ascoltare la TED CONFERENCE cliccare su: Bill Ford: Il Futuro Oltre la congestione del Traffico | Video on TED.com

Sandra Mereu

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