Festival delle Pro Loco 2012

“Come raccontare dunque la nostra isola agli altri? E come si fa a spiegare ad un forestiero che anche la gastronomia da noi è particolare? Come si fa a dire che noi magari mangiamo il formaggio con i vermi che saltano, che cuociamo il maiale sotto terra (…), che facciamo sculture con il pane di semola quando ci sono le feste, che “tessiamo” le frattaglie attorno ad uno spiedo, che ci piace il formaggio fresco “acido”?”

Si può fare con un’antologia letteraria, come ha fatto MieleAmaro con Il gusto della letteratura in Sardegna”, da cui proviene la citazione di Giuseppe Pusceddu riportata sopra, o con un raduno regionale di Pro Loco, come si fa da diversi anni a Sestu, grazie ad una felice intuizione della Pro Loco locale guidata da Mariolino Ziulu.

La riproposta  e la riscoperta dei sapori e dei piatti tipici locali è una delle principali attività svolte dalle numerose Pro Loco nate in Sardegna per promuovere, a fini turistici, i rispettivi territori comunali in cui hanno sede. Oggi non c’è quasi paese che non abbia una sua sagra e per di più le varie manifestazioni, concentrandosi prevalentemente nel periodo estivo, spesso si sovrappongono le une alle altre, creando una controproducente sovrabbondanza di offerta turistica. Perché invece – hanno allora pensato a Sestu – non riunire le varie proposte a carattere eno-gastronomico in un’unica manifestazione? E concentrare quindi in uno stesso luogo la variegata gamma di prodotti e piatti tipici della Sardegna, in modo da raggiungere il maggior numero di persone e offrire nel contempo un’occasione di confronto alle Pro Loco?

La scommessa si è rivelata vincente e ogni anno si ritrovano a San Gemiliano – luogo scelto per il raduno – migliaia di visitatori. Alla buona riuscita di questa manifestazione contribuiscono, oltre ai volontari delle varie pro loco (vedi la Locandina del Festival delle Pro Loco 2012), gli studenti della Scuola Alberghiera di Pula. Né fa mancare il suo sostengo economico e logistico il comune di Sestu, considerandola un’iniziativa che ben si inquadra nel programma di valorizzazione della cultura e tradizioni popolari promossa dall’assessore Roberto Bullita.

L’appuntamento di quest’anno è fissato per sabato 6 e domenica 7 ottobre. Sarà possibile degustare una ventina di piatti tipici della Sardegna e il tutto – assicurano gli organizzatori – si svolgerà nel totale rispetto dell’ambiente. E’ infatti bandito l’uso di piatti e bicchieri di plastica e i cibi saranno serviti in una scivedda, con annesse posate, bicchieri e tovaglioli, di cui si potrà disporre versando una cauzione di 5 euro (che verrà ovviamente restituita alla riconsegna).

Sandra Mereu

Una risposta

  1. Ciao Sandra, leggo solo ora la tua pubblicazione sul festival.
    Semplicemente un affettuoso e cordiale GRAZIE.
    Mario Ziulu e gli altri 100 che con me hanno contribuito con sacrificio e abnegazione al risultato più che lusinghero di questa edizione.

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