“Nino mi chiamo” di Luca Paulesu (Feltrinelli 2012)

Nino mi chiamo è la prima fantabiografia di Antonio Gramsci, e non a caso è stata scritta da uno di Casa: “Luca Paulesu”, nipote di Teresina Gramsci, la sorella prediletta di Nino. Infatti solo uno di famiglia poteva concepire un’opera sull’intellettuale italiano del novecento più studiato al mondo in cui la figura dell’unico teorico comunista sopravvissuto al crollo del comunismo riesce a rivitalizzarsi mettendo insieme passato e presente, scrittura e disegno, il Gramsci  familiare con il Gramsci globale. Il lavoro di Palesu non è un saggio storico ne un’opera filologica sul pensiero gramsciano, è un libro che avvicina Gramsci al mondo quotidiano delle moltitudini che vivono il mondo caotico delle tante comunicazioni di massa che oggi avvolgono il globo terracqueo. Il fine tratto del disegno dell’autore riesce a cucire insieme tutti i giganti della storia presenti nel lascito gramsciano, da Croce a Gentile, da Bukarin a Tolstoj, e a farli interagire con le due grandi famiglie di Nino Gramsci: quella comunista e quella naturale.

Nino mi chiamo è’ una graphic novel, un racconto disegnato, che ha una storia da raccontare seguendo la struttura del romanzo, un racconto fantastico che metaforicamente ci riporta alla storia familiare di Antonio Gramsci. Non una biografia qualsiasi, dunque, ma un testo divulgativo che ben si inserisce nella nuova fioritura degli scritti su Gramsci che dal 2007, anno del settantesimo anniversario della morte, ad oggi, ha prodotto, solo in Italia, decine di saggi e centinaia di articoli in giornali e riviste. Si tratta di scritti che se da una parte ci propongono filologiche ricostruzioni dell’opera dell’autore dei Quaderni e delle Lettere dal carcere, dall’altra ne ricostruiscono la biografia intellettuale, spesso con il vezzo di tirarlo per la giacchetta facendone talora un bolscevico talaltra un liberaldemocratico, un materialista o un  idealista seguace di Croce e Gentile. Fino ad arrivare alla tragicommedia della sua presunta conversione in punto di morte. Bene fa Paulesu ad introdurre la fantabiografia  con una vignetta in cui il ritratto del piccolo Nino viene accompagnato da una efficace didascalia: “Sono sardo, sono gobbo, sono pure comunista. Dopo una lunga agonia in carcere spirerò. Nino mi chiamo”.  A ben guardare è proprio quel posporre il verbo alla fine della frase che riavvicina Gramsci al suo mondo, la Sardegna da cui si è allontanato per studiare a Torino. E nel libro troviamo ben descritta la storia della sua infanzia sarda che si snoda tra Ales, Sorgono, Ghilarza, Santulussurgiu e Cagliari, ascoltata dall’autore bambino, che ha soggiornato a Ghilarza fino all’età di nove anni, dalla viva voce di nonna Teresina.

Non è una descrizione lineare, ma com’è tipica della tecnica delle graphic novel, procede per episodi e libere associazioni tra testo ed immagine. Uno degli aspetti più convincenti del libro è la facilità con cui l’autore ci porta fin dentro l’animo del Gramsci bambino che vive in prima persona le ingiustizie sociali e che lo porteranno da grande ad inventare categorie come quella di subalterni e concetti come quello di subalternità culturale. Concetti che troviamo esplicati e reinventati attraverso i rapporti familiari soprattutto tra Antonio e la piccola Teresina, con la quale Gramsci discute di letteratura e i due si scambiano opinioni sui loro gusti letterari, la Grazia Deledda di Teresina e il Tolstoj di Nino, da cui viene fuori un simpatico esempio di egemonia culturale esercitata da Nino nei confronti della sorella. Il fumetto aiuta ed avvicina ancora di più Gramsci al grande pubblico e riesce a suscitare domande di storia culturale e politica che ancora oggi conservano la loro pungente attualità. A ben vedere forse è proprio questo il merito principale del libro di Paulesu: riportare Gramsci e il gramscismo nel mondo dei subalterni e toglierli da dosso quella sorta di sacralità in cui l’aveva rinchiuso l’accademia.

Pier Giorgio Serra

Il libro di Luca Paulesu verrà presentato ad Ales sabato 27 ottobre nei locali dell’ex cine arena San Luigi, alle ore 10,30, nell’ambito di un incontro organizzato dall’Associazione Casa Natale Antonio Gramsci che vedrà l’autore in dialogo con Sara Sanna e Luisa Ledda.

Per i dettagli dell’iniziativa clicca su: Incontro con Luca Paulesu

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