Trinità di Saccargia – Codrongianus (SS): 900 anni e non dimostrarli?

SS. Trinità di Saccargia, facciata e fianco meridionale (Giovanni Capuano)

SS. Trinità di Saccargia, facciata e fianco meridionale (Giovanni Capuano)

Si festeggia quest’anno un compleanno molto speciale, i novecento anni della chiesa dedicata alla Trinità e ubicata nella splendida pianura dell’agro di Codrongianus. A torto o a ragione si possono considerare anni ben portati e hanno fatto si che l’edificio in questione sia diventato il simbolo dell’attività edilizia romanica della Sardegna. A ragione perché si tratta di un sito di indiscutibile importanza per la storia dell’architettura (e della pittura) medievale sarda, a torto perché le parti più note, e cioè l’altissimo campanile e il prospetto principale col portico, sono in realtà frutto di ricostruzioni figlie del cosiddetto restauro filologico, in voga ancora nella prima metà del XX secolo, che oggi (e dalla Carta del Restauro di Cesare Brandi datata al 1972 e più che mai attuale per i principi che sottende) non è più possibile. Resta il fatto che anche quella ricostruzione è ormai parte della vita dell’edificio e testimonia un momento storico preciso, portatore di una filosofia del restauro e di un modo di studiare e salvaguardare un bene culturale che di fatto connota in parte molti dei monumenti di nostra conoscenza. Ai festeggiamenti legati al millenario dell’ordine benedettino dei Camaldolesi è collegato il convegno svoltosi a Sassari nei giorni 15 e 16 dicembre 2012 e organizzato in collaborazione tra il Comune di Codrongianus e l’Arcidiocesi di Sassari. Diversi studiosi – archeologi, storici, storici dell’arte e archivisti – hanno proposto interventi tali da contribuire a far conoscere lo stato degli studi e gli apporti delle diverse discipline alla conoscenza del monumento, della sua storia e dell’importanza che ha ancora oggi per la cultura e per la vita della comunità che lo custodisce. Ospitiamo per l’occasione il contributo di Stefania Mele, Storica dell’arte, che ha dedicato la sua tesi di laurea allo studio dei capitelli romanici erratici della SS Trinità di Saccargia. (A.P.)

L’abbazia romanica della Santissima Trinità, inserita in modo mirabile nella suggestiva valle di Saccargia, è stata edificata con filari alternati di pietra vulcanica e calcarea, che creano un effetto spettacolare.
Le notizie sulle origini della chiesa e del monastero si evincono dal Condaghe della solenne consacrazione dell’abbazia della Santissima Trinità di Saccargia, fondata e dotata, per adempiere a un voto, dal giudice di Torres Costantino I de Lacon e da sua moglie Marcusa de Gunale. È uno dei pochi monumenti sardi a comparire nei manuali di storia dell’arte, ma è stato alterato da numerosi restauri proprio nelle parti che più lo caratterizzano.
La chiesa è stata costruita in due tempi [R. Coroneo]. All’impianto, realizzato tra il 1110 e il 5 ottobre 1116 (data di consacrazione) da costruttori pisani, risalgono il transetto con le tre absidi e circa due terzi dell’aula. All’ampliamento del 1180-1200, dovuto a maestranze pisano-pistoiesi, sono da assegnare la sagrestia, il campanile, l’allungamento della navata verso ovest e la sua sopraelevazione, la facciata, il portico e parte del monastero benedettino appartenente all’ordine dei Camaldolesi.

SS Trinità di Saccargia, prospetto con portico (Foto Giovanni Capuano)

SS Trinità di Saccargia, prospetto con portico (Foto Giovanni Capuano)

L’abside maggiore mostra un ciclo pittorico neotestamentario [S. Sedda] di notevole importanza, attribuito a pittore tosco-laziale e datato alla seconda metà del XII secolo [R. Serra], con l’Ascensione di Cristo entro una gloria, organizzato in quattro fasce.
Nel corso degli scavi che hanno interessato l’area del distrutto monastero sono stati rinvenuti quattro capitelli erratici, in marmo, del tipo definito binato o “a coppia”. Due presentano un decoro vegetale (uno con foglie, l’altro con cespi), uno è scolpito con motivi zoomorfi (sei coppie di leoni) e nel restante sono istoriate due scene evangeliche fra loro collegate: le Marie al sepolcro e la Resurrezione.
È possibile che provengano dalla bottega di Guglielmo [S. Mele], scultore e architetto attivo a Pisa tra il 1150 e il 1175, autore, con aiuti, del Pergamo di Guglielmo [A. R. Calderoni Masetti], la più importante scultura romanica presente in Sardegna, attualmente nella cattedrale di Santa Maria a Cagliari, divisa in due pulpiti addossati ai muri ai lati dell’ingresso. Da due lastre dell’ambone sono riprese infatti le scene neotestamentarie del capitello figurato, mentre i leoni che lo sorreggevano, ora nel presbiterio, ricordano quelli del capitello zoomorfo.

Stefania Mele

Per approfondire:

– Renata Serra, Pittura e scultura dall’età romanica alla fine del ’500 = Storia dell’arte in Sardegna, vol. I, schede e apparati di Roberto Coroneo, Nuoro, Ilisso, 1990;
– Roberto Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo ’300 = Storia dell’arte in Sardegna, vol. IV, Nuoro, Ilisso, 1993;
– Anna Rosa Calderoni Masetti, Il pergamo di Guglielmo per il Duomo di Pisa, oggi a Cagliari = Opera della Primaziale Pisana, Quaderno n. 14, Pontedera, Bandecchi & Vivaldi, 2000;
– Sandra Sedda, “Per una rilettura degli affreschi della Santissima Trinità di Saccargia”, in Biblioteca Francescana Sarda, a. X, Oristano, 2002;
– Stefania Mele, “I capitelli binati dell’abbazia della Santissima Trinità di Saccargia”, in Annali della   facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Cagliari, nuova serie XXIII, vol. LX-2005, Cagliari, 2006.

Il programma del convegno sassarese in un articolo di Marco Milanese:

La Nuova Sardegna

  1. Un articolo che restituisce con intenso lirismo la sacralità del sito, risalente all’età giudicale e dedicato alla Trinità. Complimenti di cuore a Anna, Stefania e Sandra.

    • Io ho ben poco merito riguardo a questo articolo. Però concordo con te sul fatto che articoli così ben fatti, divulgativi e allo stesso tempo scientifici, attenti cioè a rendere conto delle fonti di riferimento e citare la bibliografia aggiornata per gli approfondimenti contribuiscono a fare di Sestu Reloaded un blog di qualità!

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