Sa buttega de su ferreri a Sestu

In occasione di Monumenti Aperti in tanti hanno visitato la bottega del fabbro, prospicente la piazza SS. Salvatore. In questa piccola officina, tutta tappezzata di attrezzi e utensili di vario genere, l’ultimo erede di questo antico mestiere, Ninetto Dessì, chiamando gli strumenti coi loro nomi in sardo, ha dato pratica dimostrazione di quanta pazienza, tenacia e abilità siano necessari per forgiare il ferro. Quello del fabbro e’ un mestiere ricco di fascino e di suggestioni. Non a caso intorno a questa figura, assurta a metafora dell’uomo che non si piega alle vicissitudini della vita, sono nati alcuni dei romanzi più belli dello scrittore sardo Marcello Fois. Michele Angelo Chironi, il capostipite di Stirpe e di Nel tempo di mezzo, è davvero un personaggio indimenticabile. (S. M.)

«Certo Michele Angelo era arrabbiato contro questa sorte che con una mano dava e con due prendeva, ma lui non piegava la testa, aveva imparato che certe leghe cedono quando meno te lo aspetti, basta un colpo in più. Il metallo è cosa viva, lui capisce la mano che lo forgia. Capisce il cuore di chi lo lavora»

(Marcello Fois, Stirpe)

Sa buttega de su ferreri

«Tutta la sua esistenza era trascorsa in questo imprimere tracce, lasciare segni, dare vita all’inanimato, senza sosta».

(Marcello Fois, Nel tempo di mezzo)

Sa buttega de su ferreri_2

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