Verde pubblico a Sestu, una sfida per il futuro.

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Stefania Manunza, assessore all’ambiente del comune di Sestu

L’aumento del traffico e parallelamente il ridursi dei giardini privati negli ultimi anni ha fatto crescere nei sestesi la consapevolezza dell’importanza del verde pubblico. A volte però la questione viene trattata dagli amministratori, ma anche dai cittadini, senza considerare l’aspetto della sua sostenibilità. O meglio, troppo spesso questa condizione viene considerata come statica. Nella realtà invece i cambiamenti economici, demografici e sociali modificano continuamente gli equilibri del sistema. Pertanto – dicono gli esperti – quando si affronta il problema del verde pubblico è necessario un approccio che tenga conto di questo fatto e lo studio di strategie di lungo periodo. Esiste a Sestu un piano che, in quest’ottica, miri a creare per il futuro un paese più verde e più sano? Lo abbiamo chiesto all’assessore all’ambiente Stefania Manunza.

Gli spazi verdi sono elementi essenziali per la vivibilità delle città. Il livello quantitativo e la qualità dei parchi e delle aree verdi sono l’indicatore di una città/paese che si fa cura della qualità della vita dei propri abitanti. Come valuti l’offerta verde di Sestu in relazione a questi due parametri?

DSCN9377Sulla carta le aree a verde non sono poche, ma non sempre la loro qualità è sufficientemente alta. Alle scelte passate non proprio sostenibili si uniscono i forti limiti attuali alle risorse spendibili e ciò rende molto difficile mantenere il verde in condizioni accettabili. I regolamenti edilizi impongono a chi lottizza la cessione di aree destinate a verde pubblico, ma troppo spesso è difficile trovare i fondi per attrezzarle e, soprattutto, per mantenerle in buono stato. Gli obiettivi devono essere quelli della sostenibilità – ambientale ma anche economica – a guida di scelte ben ponderate che si rispecchiano in specie locali e in criteri di semina/piantumazione coerenti con il contesto in cui sono inserite.

Il miglioramento degli spazi verdi – l’esperienza ci ha insegnato – non può essere lasciata all’improvvisazione, a trovate estemporanee o alle mode del momento, ma comporta una pianificazione strategica di lungo periodo. Pena: alberi che devono essere abbattuti per sopravvenuta incompatibilità con il contesto urbano o spazi verdi che vengono deturpati e/o abbandonati a se stessi. Questa amministrazione si è posta degli obiettivi al riguardo? E nel caso, come intende raggiungerli?

Ogni volta che abbattiamo un albero, specie se grande, si fa un danno all’intera nostra comunità. Ma talvolta è necessario mediare fra diversi bisogni, fra il bene dell’albero e la stabilità di muri o di interi edifici, fra la necessità – estetica e salutare – di verde e quella di potersi spostare agevolmente su strade e marciapiedi privi di pericoli. Le sensibilità e conoscenze che ormai diamo per scontate non c’erano anni (o decenni) fa quando si sono piantati pini, eucalipti o altri alberi poco compatibili con la cementificazione che è cresciuta nel tempo. Ora si può, anzi si deve, scegliere meglio cosa piantare e dove, nell’ottica di uno sviluppo armonico del centro abitato. L’Amministrazione sta lavorando per identificare le specie vegetali più adatte ai nostri bisogni per inserirle in una sorta di Linee Guida del verde che possano migliorare la qualità delle nostre aree.

Le crescenti difficoltà di bilancio dei comuni e gli alti costi che la manutenzione del verde pubblico comporta (per piantare alberi e altre piante, innaffiarle con regolarità, potarle, vigilare contro il vandalismo, etc.) sono oggi indicate come un ostacolo al mantenimento del verde pubblico esistente e al suo sviluppo e potenziamento. Esperienze di altre città ci dicono che il coinvolgimento diretto della comunità può rappresentare una soluzione. Cosa si potrebbe fare concretamente a Sestu sotto questo aspetto?

DSCN9372Per quanto riguarda le nuove aree, è allo studio la possibilità di stabilire, così come avviene in molte città d’Europa, che le cessioni per il verde pubblico nelle lottizzazioni siano vincolate alla manutenzione da parte dei lottizzanti per un certo numero di anni. Il verde curato valorizzerebbe la lottizzazione e tutto il nostro paese. Riguardo all’esistente, alcuni nostri concittadini hanno esplicitamente chiesto di potersi far carico della manutenzione di aree verdi pubbliche e stiamo quindi mettendo a punto un regolamento per l’affidamento di aree a verde a privati che le vogliano curare o riqualificare.

Il verde pubblico diventa privato?

I beni comuni restano tali. Semplicemente il Comune prende atto dell’impossibilità di mantenere il verde pubblico in buone condizioni senza gravare ulteriormente sulle tasse dei cittadini ma, al tempo stesso, dà modo alle persone sensibili di dare un contributo al benessere di tutti. Esistono già a Sestu delle aree curate da chi abita lì vicino e sono esempi virtuosi che non possiamo far altro che incoraggiare. Speriamo che gli interessati siano tanti e che, con il loro impegno, possano trasmettere la cultura del bene comune a quante più persone possibili.

Sandra Mereu

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