Thomas Hirschhorn e il “Gramsci Monument” di New York

Monumento a Gramsci_N. Y.

New York ospita per due mesi e mezzo il monumento temporaneo dedicato a Gramsci dall’artista svizzero Thomas Hirschhorn. Inaugurata all’inizio di luglio, la monumentale casa di legno arricchita al suo interno da aforismi gramsciani – costruita a Forest Houses, nel Bronx – resterà in piedi sino a metà settembre. A chi come noi da anni è impegnato con le associazioni Casa Natale Antonio Gramsci e Casa Museo Antonio Gramsci a promuovere la conoscenza del pensiero e delle opere del grande intellettuale sardo, l’evento non poteva sfuggire. Tanta era la curiosità di conoscere le motivazioni che avevano spinto un artista come Thomas Hirschhorn a dedicare un simile monumento al nostro filosofo, che abbiamo pensato di chiederglielo direttamente.

SchemaNella lunga intervista che ci ha rilasciato e che potete leggere QUI in versione integrale, ci ha spiegato che il monumento a Gramsci è l’ultimo di una serie di opere dedicate a grandi filosofi. Prima di lui Spinoza, Deleuze, Bataille. Gramsci, nello schema ideato da Hirschhorn, un cerchio diviso in 4 parti che rappresentano le 4 forze del mondo, copre l’intersezione Politica/Amore. La scelta di Gramsci non è però legata solo a fattori razionali. L’artista svizzero si definisce infatti un “Gramsci-Fan”.

Perché Gramsci dunque? Hirschhorn lo spiega così: “Perché era un eroe; perché era un rivoluzionario; perché era pronto a pagare il prezzo del suo impegno; perché era uno stratega; per via della sua passione per la Politica; per il suo proposito di auto-definizione della propria posizione; per via del suo odio dell’indifferenza; perché ha scritto i Quaderni e le Lettere in Prigione, ed ognuno costituisce una base forte e bella su cui poter costruire un’educazione; perché la sua fede nelle capacità e competenze umane era illimitata; perché ha scritto «ogni essere umano è un intellettuale». E ancora “perché i suoi testi sono una scatola degli attrezzi per chiunque voglia confrontarsi con la realtà dell’oggi, per la sua definizione di cosa sia la crisi. E naturalmente perché scrisse: «L’Arte è interessante, è interessante in se stessa, in quanto soddisfa una necessità di vita» e «Il contenuto dell’Arte è l’Arte stessa».

Thomas Hirschhorn

Thomas Hirschhorn

La scelta del luogo. Nella prospettiva di Hirschhorn la produzione artistica sul campo presuppone il coinvolgimento degli altri. A partire dalla scelta del luogo. La decisione “artistica” di realizzare il Gramsci Monument a Forest Houses, nel Bronx – spiega Hirschhorn − è il risultato della cooperazione tra diversi soggetti: Erik Farmer, il Presidente della Resident Association of Forest Houses, l’artista stesso e i residenti del quartiere. “Discutere con tutti loro − ha sottolineato Hirschhorn – è stato istruttivo, divertente e di grande aiuto. Ho ammirato il loro impegno, la loro implicazione e i loro pensieri verso e per il vicinato, ciò che ha rinforzato la mia convinzione che la questione del luogo sia una questione di incontri umani”.

Presenza e Produzione. Il coinvolgimento dell’altro non ha specifici legami con l’estetica. “Rivolgersi ad un pubblico non esclusivo – precisa Hirschhorn – significa affrontare realtà, fallimento, insuccesso, la crudeltà del disinteresse, e l’incommensurabilità di una situazione complessa”. Per questo essere presente tutto il tempo al Gramsci Monument è importante. Significa “dare il proprio tempo, condividerlo”. Significa “prendersi la responsabilità”. Nell’Arte come la intende Hirschhorn “le porte restano aperte per incontrare ciò che l’altro non conosce e non vuole”. Ciò accomuna l’arte alla filosofia. Ciò fa sentire Hirschhorn vicino a Gramsci. L’artista svizzero non fa distinzioni “tra una persona che può essere un partecipante ricettivo e la persona che gironzola”. E questo si giustifica “rispetto al principio di Uguaglianza, che richiede di non fare differenza nei confronti di tutte le differenze”. Il “Gramsci Monument” è per Hirschhorn l’affermazione di un lavoro artistico autonomo, “utopico e concreto” allo stesso tempo, concepito come “atto d’amore che non richiede necessariamente una risposta, destinato a un “audience non esclusivo”.

Gramsci Monument_2

Gramsci Monument, Mappa

Nel solco della “fruizione pubblica dell’arte”. In Sardegna ci sono altri due monumenti d’arte contemporanea dedicati ad Antonio Gramsci. “Il piano d’uso collettivo Antonio Gramsci”, edificato ad Ales nel 1977 dallo scultore Gio Pomodoro, e il monumento “Il topo e la montagna” di Maria Lai, la grande artista sarda scomparsa di recente, che attualizza la favola ecologica di Gramsci. Tutti e due sono inseriti nella battaglia per la fruizione pubblica dell’arte. Anche il lavoro di Hirschhorn, che l’artista definisce “una nuova forma di Monumento”, sembra rientrare a buon titolo in questa concezione dell’arte. A denunciarlo ci sono la stessa scelta del destinatario (Antonio Gramsci), le modalità della sua produzione (gli incontri, i dialoghi, il confronto, l’avvenimento), la località individuata per l’installazione (Forest Houses), insolita rispetto ai luoghi tipici della cultura newyorkese, e infine la durata dell’esposizione limitata nel tempo (11 settimane).

Gramsci Monument_3

Thomas Hirschhorn e Alessandra Marchi, Atellier di Parigi (marzo 2013)

Il monumento di Thomas Hirschhorn e il pensiero di Gramsci. Il Gramsci Monument non è l’illustrazione di una delle teorie gramsciane, tanto meno di quella riassumibile nel rapporto egemonico – subalterno. “Sarebbe semplicistico, ingiusto, ma anche infondato – avverte Hirschhorn – prendere l’ubicazione Forest Houses nel Bronx per un’illustrazione di questa teoria. “Se dei legami possono essere fatti – precisa – questi sono con “l’universalità ed il genio del pensiero di Gramsci”. Alla base del Gramsci Monument, come di ogni altro suo monumento, c’è solo la sua “competenza per fare dell’Arte”.

Ancora su Gramsci, in Sardegna e nei luoghi gramsciani. Thomas Hirschhorn ha tenuto a dirci che nell’elaborazione dell’idea per la realizzazione del progetto Gramsci Monument fondamentale è stata la visita alla Casa Gramsci di Ghilarza e il contatto diretto con gli oggetti appartenuti ad Antonio Gramsci, alcuni dei quali sono proprio esposti al Gramsci Monument. Accogliendo il nostro invito a lavorare ancora su Gramsci, ci ha confessato che “la sua missione, fare il Gramsci Monument, è ancora lontana dall’essere compiuta”. “Per riuscirci – ha precisato – ci vorrà tutta la mia passione, tutto il mio lavoro e tutto il mio amore”. E alla fine ci ha salutato con una solenne promessa: “Non ho ancora pensato al seguito sinora, ma tornerò in Sardegna a trovarvi di nuovo!”

Alessandra Marchi

Pier Giorgio Serra

Una risposta

  1. Siamo rimasti molto colpiti dall’iniziativa di questo artista, anche perché stiamo producendo un documentario sul pensiero moderno di Antonio Gramsci. Vorremmo saperne di più e poter contattare l’artista. Grazie e complimenti. EMISFERI TV (www.emisferitv.it). Francesco Vocino, direttore

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