La rotatoria della discordia: parla il sindaco Aldo Pili.

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Aldo Pili, sindaco del comune di Sestu

Nella seduta del consiglio comunale del 17 luglio,  a margine dell’approvazione della delibera per la costruzione di una rotatoria spartitraffico in via Monserrato, un consigliere dell’opposizione auspicava la costituzione di un comitato di cittadini – un comitato “No Ring”, lo definiva – per contestare l’esecuzione di quest’opera. Neanche il tempo di dirlo, il comitato fa la sua comparsa nella piazzetta delimitata da via Monserrato e via Tripoli con relativo apparato di striscioni e tavolini. Il comitato, ufficialmente composto dagli abitanti del rione, sta raccogliendo firme a sostegno della richiesta di fermare la costruzione della rotatoria. Il motivo principale della protesta è legato al ridimensionamento della piazzetta che la costruzione della rotatoria comporta e quindi alla riduzione di uno spazio verde e ombroso, fatto di qualche albero e una serie di alti cespugli. Sostengono la protesta dei residenti del quartiere le forze politiche dell’opposizione, compresi i tre consiglieri dissidenti del PD, che sostanzialmente considerano la rotatoria un’opera inutile e non risolutiva dei problemi del traffico in quella zona. A completare il quadro le ripetute e pesanti minacce ricevute nei giorni scorsi dal vicesindaco Sergio Cardia (anche assessore all’urbanistica) per spingerlo a desistere dalla realizzazione dell’opera. Ma quali sono le ragioni che portano l’amministrazione comunale a ritenerla invece utile? Lo abbiamo chiesto al sindaco Aldo Pili.

Sig. Sindaco, qual è l’utilità di una rotatoria in via Monserrato, all’altezza dell’incrocio con via Bologna e via Tripoli?

La realizzazione della rotatoria, secondo i progetti ideati dall’amministrazione da vari anni, ha la funzione di regolatore del traffico automobilistico in un punto cruciale del nostro sistema viario. Nessuno può negare che la crescita esponenziale della popolazione di Sestu in questi ultimi quindici anni rende urgente adeguare con efficienza l’intero sistema ai fabbisogni attuali di mobilità, per cui la sua realizzazione rientra in questa logica. Oltretutto, quel particolare contesto viario è messo sempre più a dura prova dal traffico proveniente dai centri ad ovest della SS 131 e da quello del bacino del Parteolla e Trexenta diretto verso il policlinico e la annessa sede universitaria. Inoltre, la rotatoria consentirà ai mezzi pesanti e ai pullman snodati di poter manovrare con maggiore facilità e funzionalità in un punto oggi molto difficile.  Peraltro,  tale opera rientra nella programmazione generale della sistemazione delle strade locali che finora hanno conservato una configurazione urbanistica più adatta al vecchio centro agricolo che a quello moderno e dinamico quale è la nostra cittadina.

Le forze politiche dell’opposizione sostengono che non si tratti di un’opera prioritaria e che sarebbe più utile destinare le risorse stanziate ad altri scopi, come la sistemazione delle strade o delle fognature. Cosa risponde a queste obiezioni?

La risposta è molto semplice. Le motivazioni che ho esposto in precedenza danno la misura della esigenza di intervenire quanto prima in quella parte del sistema. Favorendo peraltro, fatto non secondario, l’attenuazione del pericolo rappresentato dal deflusso delle acque da via Bologna nei momenti di grande piovosità. Per quanto riguarda la lamentela della sistemazione delle strade, forse certe persone piuttosto che farsi  accecare da pregiudizi o furori ideologici da nostalgici conservatori, dovrebbero semplicemente osservare la realtà o ascoltare quanto viene ripetuto continuamente o leggere quanto viene scritto nei programmi annuali e pluriennali dell’amministrazione per capire che si sta portando avanti un grande investimento nelle strade di Sestu. Ciò grazie allo sforzo di questa amministrazione che, a differenza di altre, sta portando avanti investimenti come mai era avvenuto negli ultimi vent’anni. Per quanto riguarda le fogne, la cecità si accompagna a una certa ignoranza di chi dovrebbe sapere ma non fa nulla informarsi, nonostante io personalmente abbia spiegato più volte queste tematiche. Ma proprio per non lasciare nulla di intentato, ribadisco anche per chi non vuole ascoltare che l’investimento nel sistema fognario, importante e fondamentale per la nostra realtà, non è compito dell’amministrazione ma della “A.T.O.” che per motivi politici ben noti non ha certo favorito il nostro fabbisogno in questi ultimi anni.

Nella seduta del consiglio in cui è stata approvata la realizzazione della rotatoria si sono sentite motivazioni contrarie basate su opposti presupposti. Da un lato c’era chi (Michela Mura, consigliere dissidente del PD) lamentava la mancanza di una visione d’insieme e quindi considerava l’opera una soluzione di carattere contingente; dall’altro chi invece (Luciano Muscas, consigliere dei Riformatori) vi accusava di voler realizzare un’opera che guarda al futuro ma di nessuna utilità nell’immediato. Come si inquadra la rotatoria di via Monserrato nell’idea di sviluppo urbano che ha in mente questa amministrazione?

Chi come la consigliera Mura lamenta la mancanza di una visione di insieme, dovrebbe non farsi condizionare da sterili e inutili pregiudizi nei confronti degli amministratori. Se fosse un po’ più serena e libera da un sentimento che è rivolto in tutt’altra direzione rispetto ai temi amministrativi, si accorgerebbe che questa amministrazione ha sempre operato, non solo in questo settore ma in tutti quelli di competenza, con un intento programmatorio generale, rivolto a ricercare le soluzioni migliori per l’intera comunità. Per quanto riguarda la seconda osservazione, mi pare che i chiarimenti si evincano dalle considerazioni già svolte.

Da tempo “piazzetta Pertini” non assolve a quella che è una delle funzioni tipiche di una piazza: favorire l’aggregazione dei cittadini. Ciò è in parte legato alla sua posizione al centro di strade sempre più trafficate e rumorose, in parte alla mancanza di panchine in cui sedersi. Prima del divampare della protesta infatti a nessuno veniva in mente di godere dell’ombra degli alberi portandosi una sedia da casa. Il suo valore sta dunque nella presenza stessa degli alberi, che abbelliscono il quartiere e aiutano a depurare l’aria. Che fine faranno quegli alberi una volta costruita la rotatoria? E come si pensa di supplire al “danno” estetico e salutare?

Innanzitutto, gli alberi non verranno abbattuti ma semplicemente rimossi e trapiantati nelle aree del quartiere Dedalo su cui stiamo intervenendo con investimenti continui per migliorare la vivibilità della zona, nonostante le grandi difficoltà frapposte dal fallimento. Il danno estetico, se di ciò si può parlare, verrà del tutto attenuato dall’arredo urbano che a breve e nel medio termine arricchirà la zona e non solo. E’ opportuno ricordare, tra l’altro, che finora la Piazza Pertini era abbandonata e per nulla frequentata proprio per le condizioni ambientali del sito.

La protesta contro la rotatoria si interseca con il diffuso bisogno dei cittadini di disporre di più aree di verde pubblico curato e attrezzato. Non le sembra che il Comune dovrebbe dare decise risposte anche a questa sentita esigenza?

L’amministrazione fin dai primi momenti si è preoccupata del verde pubblico. Non come fatto singolo o episodico, cioè cura di uno o pochi alberi o messa a dimora di qualche tratto di manto erboso. Invito tutti a fare memoria di come erano le nostre piazze nel 2005,  il parco comunale  e il cimitero, per capire quale grande passo in avanti sia stato fatto. Continueremo ancora nel miglioramento del sistema con progetti realizzabili che riguardano le aree interne all’abitato oggi non gestite dal comune, in quanto non competente, e stiamo per proporre al consiglio l’approvazione di un regolamento generale per la cura e la gestione del verde, che permetterà senza dubbio di fare progressi in questo ambito. Tutto per il benessere della nostra comunità che è sempre il nostro primo interesse. Ringrazio per l’attenzione. Giungano ai lettori di Sestu Reloaded e ai concittadini tutti i più cordiali saluti.

Sandra Mereu

  1. L’altro giorno ho parlato casualmente con un cittadino direttamente interessato, dato che abita proprio in vicinanza della ormai famosa piazzetta. Questo signore è decisamente favorevole alla rotatoria, perché oltre che migliorare il traffico della zona, secondo lui la piazza, facendo da ostacolo all’acqua che arriva da via Bologna quando ci sono forti piogge, causa l’allagamento della sua casa. Quindi anche in questo caso ci sarebbero cittadini e cittadini.
    By the way, il comitato non nasce proprio spontaneo: a casa del signore in questione si è presentato un personaggio politico molto importante negli anni scorsi a Sestu per perorare la causa antirotatoria! C’è qualcosa che non va!!

    • Qualcuno sostiene che l’opinione degli abitanti del quartiere intorno alla piazzetta dovrebbe contare più di quella degli altri cittadini perché questi sono direttamente interessati dalle conseguenze della costruzione della rotatoria e perché sono legati affettivamente alla piazzetta. Quello di cui parli tu, Marina, non è un residente qualsiasi del quartiere però, ma è proprio il signore che vive nella casa confinante con la piazzetta (anche io ho avuto modo di parlarci!). Secondo la tesi sopra esposta è dunque uno il cui parere sulla questione dovrebbe pesare il doppio di quella degli altri abitanti del quartiere. Chissà perché, i fautori della tesi “i cittadini non vogliono la rotatoria” la sua opinione non l’hanno considerata? E chissà come mai i consiglieri comunali che si sono dichiarati contrari alla rotatoria citando a sostegno “ricordi d’infanzia”, “storie di paura legate alle alluvioni” dei residenti, non hanno tenuto conto della sua testimonianza?

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