Risultati delle primarie per le regionali a Sestu

La Sardegna che vogliamo 2013

Totale votanti: 350

Francesca Barracciu: 107

Andrea Murgia: 86

Simone Pietro Atzeni: 83

Gianfranco Ganau: 69

Deriu: 5

Anche a Sestu, prima è arrivata Francesca Barracciu con 107 voti (30,5%), ma con un risultato al di sotto delle aspettative e con percentuali di gran lunga inferiori a quelle generali (44%). Segue Andrea Murgia con 86 voti (24,5%) e poco dietro con 83 voti Simone Atzeni (22,8%), il candidato dei socialisti. Gianfranco Ganau ottiene 69 voti (19,7%) e per ultimo si piazza Roberto Deriu con 5 voti.

I dati delle primarie del centrosinistra a Sestu ci dicono innanzitutto che in un paese di circa 20.400 abitanti soltanto una esigua minoranza ha partecipato a queste consultazioni (1,7%). Per capire meglio l’entità del flop si pensi che a Elmas, paese con meno della metà degli abitanti (9100 circa) sono stati registrati 223 votanti (il 2,45%). A Sestu ha partecipato il 52% dei votanti del primo turno delle primarie per la scelta del candidato premier (erano 666 a novembre 2012) e il 60% di quelli che si sono presentati per il ballottaggio Bersani-Renzi (583). Un calo di molto superiore a quello regionale stimato a un 1/3 delle precedenti parlamentarie.

Il fatto che i cittadini stanno progressivamente disertando le primarie, secondo me, è segno che le considerano uno strumento che non risolve i problemi politici. Lascio invece agli altri il compito di analizzare i risultati dei singoli candidati alla luce del panorama politico locale. Rivelano, a mio avviso, verità molto interessanti.

S. M.

La solitudine degli amministratori di Sestu

sede_comune_SestuLa notizia dell’aggressione al sindaco di Sestu e agli impiegati comunali, negli uffici del municipio, in poche ore ieri ha fatto il giro del paese (e dell’intera Sardegna). Come era doveroso è arrivata la solidarietà ufficiale di tutti i rappresentanti politici, maggioranza e opposizione, e sono giunte molte manifestazioni di vicinanza da parte di cittadini, a cui ci uniamo anche noi del blog Sestu Reloaded. Accanto a questi attestati di solidarietà non sono mancati nemmeno sgradevoli commenti (vedere sito Unione Sarda e pagine dei social network che fanno riferimento a Sestu) giustificatori o assolutori dell’aggressione. Sono i commenti di chi evidentemente pensa che il comune debba far fronte a tutti i mali del mondo. Spesso chi fa questi commenti ignora, ma più spesso finge di ignorare, che laddove si tagliano i fondi ai comuni, si riducono anche le possibilità di erogare servizi e contributi per tamponare le povertà estreme in aumento.

I governi scaricano sugli enti locali l’onere di ridurre la spesa pubblica e sindaci e amministratori si ritrovano soli a fronteggiare direttamente il malcontento e la disperazione dei cittadini. Una solitudine che qui a Sestu assume contorni ancora più preoccupanti quando sono gli stessi esponenti del partito che esprime la maggioranza ad indicare pubblicamente il sindaco e la sua giunta come amministratori irresponsabili che buttano i soldi in opere pubbliche inutili, che alimentano clientele e ispirano attentati ai danni dei dissidenti. Accuse gravi che, a crederci veramente, dovrebbero concretizzarsi in denunce alla magistratura a tutela dell’intera comunità. Quasi mai però questo accade, ci si limita per lo più a gettare discredito sugli amministratori, a delegittimarli agli occhi dell’opinione pubblica, e a procurarsi quel tanto di visibilità che serve.

Non stupirebbe per questo vedere un domani questi stessi inflessibili moralizzatori di costumi politici chiedere o comunque non rifiutare, all’occorrenza, l’appoggio (magari a fini elettorali) di chi fino al giorno prima avevano indicato al pubblico ludibrio come amministratori e politici indegni. E c’è anche da scommettere che allora come d’incanto, messi in seconda fila, quelli che oggi sono rappresentati come il male assoluto diventerebbero rispettabili uomini politici che tanto hanno fatto per la loro comunità.

Sandra Mereu