Riflessioni a margine dell’aggressione al sindaco Pili: “Partecipazione è…”

SELLo shock subito a causa del gravissimo attacco al Sindaco Aldo Pili non ci esime da un’analisi profonda del clima che si è creato negli ultimi tempi. Non entriamo nel merito della crisi economica, dei tagli alla spesa che questa ha causato e che hanno costretto ancora una volta i Comuni a mettersi in prima linea nel cercare risposte alle esigenze dei cittadini con risorse sempre minori: è stato detto e ripetuto più volte.

Limitandoci a un livello sociale e politico, riteniamo che questo clima di sfiducia, persino di sospetto, che ormai chiamiamo per brevità – o pigrizia – “antipolitica”, sia approfondito e liberato di quelle incrostazioni che una parte politica che si autodefinisce “nuova” ha contribuito a diffondere nei cittadini. Abbiamo visto e vediamo ogni giorno casi di “malapolitica”, di utilizzo di posizioni di potere per il solo interesse proprio o di gruppi particolari, una totale prevaricazione sull’interesse generale. Non mancano, dunque, motivi di sfiducia e diffidenza. Da qui però ad allargare il pregiudizio verso chiunque metta il proprio impegno e le proprie energie nel ricoprire ruoli che prevedono la ricerca e l’ottenimento del consenso, l’attuazione di programmi o linee politiche e, sempre più spesso, la gestione dell’ormai quotidiana emergenza, ce ne vuole.

Si fa un gran parlare di partecipazione, di coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni che li riguardano, di democrazia partecipativa o deliberativa. Tutti concetti altissimi e idealmente splendidi. Ma cosa vuol dire partecipare? Vuol dire, secondo noi, prima di tutto sforzarsi di essere consapevoli dei fatti e solo dopo provare a proporre soluzioni o criticare quelle proposte da altri. Partecipare significa confrontarsi, non certo stare dietro un monitor a insinuare banalità o peggio dubbi sulla correttezza di chi amministra. Partecipare significa informarsi su modalità e regole che fanno da paletti a scelte amministrative o politiche che molto spesso non sono del tutto libere. Partecipare significa mettersi in contatto con gli amministratori, con gli uffici pubblici, chiedere le informazioni che abbiamo diritto di avere, pretendere che la trasparenza sia un principio ma cominciando a praticare quella trasparenza noi stessi, evitando di nasconderci dietro i soliti “ma sono tutti uguali”.

Crediamo fermamente nel ruolo dei partiti. Sappiamo che in questo momento dirlo è impopolare e forse qualcuno dirà persino che è anacronistico. Invece è fondamentale incontrarsi, non necessariamente di persona, o almeno non solo, confrontare le proprie idee prima con quelli che in tutto o in parte quelle idee le condividono e poi, solo poi, con tutti gli altri. I partiti, i movimenti, i gruppi di interesse per il bene comune: qualunque forma vogliamo dare alla partecipazione condivisa va bene. Quello che non va bene è il vedere sé stessi distanti dalla politica, come se un muro invalicabile la dividesse dalla società, e di conseguenza sentirsi frustrati per non poter incidere nelle decisioni. Si può, invece, e crediamo che si debba: mettendosi in gioco personalmente o attraverso il sostegno a soggetti credibili e affidabili che riteniamo degni della nostra fiducia perché alla costruzione della linea politica abbiamo contribuito anche noi.

Aldo Pili ha quasi finito il suo lavoro da Sindaco: il giudizio sul suo operato e sulle persone che lo hanno affiancato deve essere politico e basato sul merito di scelte e iniziative. Non può invece essere frutto di pregiudizi o, peggio, di biechi attacchi personali che niente hanno a che fare con le sue azioni. Non lo merita lui, né lo merita chiunque si prenderà la responsabilità di ricoprire quel ruolo nel prossimo futuro.

SEL Sestu – Circolo “Margherita Hack”

Riflessioni a margine dell’aggressione al sindaco Pili: “Non sono iscusas de malu pacadore”.

Al consiglio comunale straordinario tenutosi mercoledì 2 ottobre in segno di solidarietà al sindaco Aldo Pili hanno partecipato amministratori locali (i sindaci Paolo Loddo di Ussana, Valter Piscedda di Elmas, Mario Puddu di Assemini, Giovanni Argiolas di Monserrato, Cristiano Erriu di Santadi presidente dell’Anci Sardegna, l’assessore al bilancio di Settimo e altri), Gesuino Muledda dei Rossomori, Pietro Morittu della segreteria regionale del PD, Marco Matta e Ivan Caddeo di quella provinciale, Cesare Moriconi consigliere regionale del PD. 
I diversi interventi che si sono succeduti in aula sono stati unanimi nella condanna e nella richiesta di maggiori risorse per i comuni, come sottolineato con forza da Cristiano Erriu a nome dell’Anci. Lo Stato e poi la Regione hanno progressivamente tolto risorse alle amministrazioni locali, che sono l’interfaccia dello Stato con i cittadini, quindi in prima linea nel misurarsi con i problemi e le pressanti richieste di aiuto delle comunità. E’ necessario e urgente un cambiamento di rotta. Di seguito l’intervento della capogruppo consiliare del PD Giovanna Podda.

giovanna poddaGiovedì 26 settembre, come sappiamo, il sindaco Aldo Pili è stato aggredito da una persona che si era recata negli uffici per richiedere aiuti economici. Voglio esprimere qui, pubblicamente, solidarietà al sindaco, mia personale e di tutto il gruppo consiliare del PD. Non siamo qui per fare il processo all’aggressore, ma per comprendere perché alcune situazioni possano sfociare in atti di tale violenza. È ben nota a questa amministrazione lo stato di grave disagio economico in cui si trovano larghe fasce di popolazione, ogni giorno più ampie. È un disagio legato alla mancanza di lavoro, perché non lo si è mai avuto o perché lo si è perso, oppure perché il lavoro è precario, saltuario e sottopagato.

Questa amministrazione sa bene quanto sia diffusa l’instabilità economica perché ogni giorno interviene a sostegno delle famiglie in difficoltà (es Programma per la realizzazione di azioni di contrasto alla povertà). Basti pensare che nel 2012 sono stati spesi circa 3 milioni e mezzo di euro in interventi di Assistenza, beneficenza pubblica e servizi diversi alla persona. Milioni di euro in aiuti alle fasce disagiate della popolazione (anziani, invalidi, bambini e povertà), una fetta consistente dell’intero bilancio comunale, ma non basta perché sempre più spesso alcune richieste vengono disattese. Per chi si trova in difficoltà sentir parlare di tagli ai trasferimenti dallo stato ai comuni, patto di stabilità e vincoli di bilancio, sembrano “iscusas de malu pacadore”, scuse e basta.

Chi è in difficoltà perché ha un malato in casa o non ha un lavoro e non riesce a pagare una bolletta o non mette insieme il pranzo con la cena, non vuole sentire quelle che sembrano scuse, vuole risposte e allora possono capitare fatti come quello di cui stiamo discutendo: ci si scaglia contro chi rappresenta l’istituzione, sia esso l’impiegato che gli dice che quell’aiuto non verrà erogato o verrà erogato solo in parte, sia esso il sindaco o l’assessore che cerca di spiegargli perché non riceverà quei soldi.

Ha detto bene il sindaco intervistato dalla stampa: chi decide dei tagli sta ben protetto dentro i “palazzi”, mentre la faccia ce la mettono gli amministratori locali che quotidianamente stanno a contatto con i cittadini. Le istituzioni locali non possono essere abbandonate in prima linea e private dei mezzi necessari a garantire a tutti il minimo per una vita dignitosa, perché un punto di spread non può essere risparmiato sulla pelle di un invalido o di una madre disoccupata.

Non è più possibile andare avanti così, per limitare i danni di questo imbarbarimento siamo stati costretti ad istituire un servizio di vigilanza all’ingresso della casa comunale. In questo modo purtroppo potrà scattare la percezione di una istituzione più distante dai cittadini, chiusa in sé stessa. È una decisione che abbiamo più volte rinviato pur in presenza di inquietanti segnali proprio per tenere il comune aperto in quanto casa di tutti, ma oggi dobbiamo garantire l’incolumità di chi in comune ci lavora, ci si reca per un certificato o perché è un amministratore.

Ribadisco la solidarietà al nostro sindaco Aldo Pili, sempre disponibile, attento, sensibile, un sindaco che ha fatto del dialogo costante con i cittadini uno dei capisaldi del suo agire, che vogliamo rivedere qui con noi con la grinta e la determinazione di sempre.

Giovanna Podda – Capogruppo PD