Da Mandas a Esterzili: diario di un viaggio a piedi – Giorno 3

Mandas-Esterzili 6Si conclude qui il racconto¹ in tre capitoli dell’avventuroso trekking di Giulietta e Danilo. Partiti da Mandas, un po’ seguendo i binari della ferrovia e un po’ aiutandosi con una “mappa” creata con il supporto di Google, in due giorni hanno percorso ben 40 Km a piedi. Nella prima giornata di cammino raggiungono il paese di Orroli. Il giorno seguente, muovendosi tra sentieri impervi e facendosi largo tra alberi e fitti cespugli, dopo una lunga e faticosa marcia arrivano al Borgo dei Carbonai. Tappa finale del viaggio è Esterzili. Mancano solo 8 Km.

Borgo dei Carbonai-Esterzili – Giorno 3

Mandas-EsterziliCi svegliamo con il sole che entra dalle finestre, le nuvole dei giorni precedenti sembrano sparite. Facciamo colazione in una sala completamente apparecchiata come per un grande pranzo, ma la polvere copre le stoviglie e si capisce che sono sistemate lì in attesa di qualcuno da parecchio tempo. Finita la colazione e preparati gli zaini saliamo sull’auto di signor Ercole (mai nome fu meno appropriato) che ci accompagnerà qualche chilometro più avanti in modo da accorciarci leggermente la strada.
Mandas-Esterzili 3Camminiamo sotto il sole fino ad arrivare ad un ruscello, attraversiamo (io attraverso sul passaggio di pietre gentilmente costruitomi da Danilo) e camminiamo in salita per ben 7 chilometri. Per me è la salita (e la tappa) più faticosa di tutte, il sole cocente non aiuta, e quando dopo due ore arriviamo finalmente a Esterzili siamo sudati fradici. Siamo sempre accompagnati da sguardi incuriositi, dobbiamo avere l’aspetto di due esploratori pazzi. Facciamo la foto di fine viaggio al murales del piccolo paesino e ci avviamo verso l’ultima meta.

Nella piazzetta del paese ci aspetta la mia famiglia, sono venuti a prenderci e a passare la giornata con noi prima di tornare a casa. Andremo a fare un pic-nic con tanto di barbecue sul monte Santa Vittoria, dove si concluderà la nostra giornata.

Mandas-Esterzili 4Dopo due giorni di fatica e sudore tutto ci sembra più buono. Apprezziamo diversamente una bistecca al fuoco con pane e verdure grigliate, la compagnia della famiglia. Guardiamo dai 1200 metri di altezza tutto il percorso fatto, e con grande soddisfazione pensiamo già alla prossima avventura, magari di nuovo in Sardegna, magari chissà dove. Solo una cosa è sicura: nessun viaggio sarà mai uguale, nessuna strada simile all’altra, e all’arrivo non saremo mai le stesse persone che sono partite.

Giulietta Lai

¹ Il racconto è stato pubblicato anche su Edeno – Blog Adventure

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