Oggi non sappiamo che fare, lanciamo una petizione!

Monserratoteca

Monserratoteca, sala di lettura

Se volete avere un’idea del livello di inconsapevolezza unito ad un alto grado di strumentalizzazione che sta alla base di certe polemiche che si sollevano a Sestu attraverso i social network, andatevi a vedere le pagine di facebook. L’ultima grande battaglia nata sul web riguarda niente meno che i libri e le biblioteche. Partendo da una presunta inadempienza del comune di Monserrato, denunciata da un consigliere comunale dell’opposizione appartenente ai riformatori sardi di quel comune (vedere anche Unione Sarda, 11/10/2013), ha preso corpo, da parte di alcuni cittadini sestesi, la proposta di una petizione pubblica per portare a Sestu il fondo Thermes.

Non può che essere uno scherzo, mi sono detta appena ho letto simili astrusità e i commenti di contorno. Una boutade di inizio autunno lanciata tanto per tenere vivo il chiacchiericcio. Ma poi ho pensato che non necessariamente era così. La superficialità, infatti, è diventata la cifra del dibattito nazionale. E dunque neanche Sestu può esserne immune.

Monserratoteca 2

Monserratoteca, vetrata sul cortile

L’ultima crociata, dicevo, riguarda un fondo librario donato 3 anni fa dalla scrittrice Cenza Thermes alla Biblioteca di Monserrato. La donazione è stata acquisita dal comune di Monserrato ed è entrata perciò a far parte del patrimonio dei beni di questo comune. Nonostante ciò qualcuno qui a Sestu pensa di potersene appropriare e come se niente fosse di poterlo assegnare alla nostra biblioteca comunale. La pretesa poggia sul fatto che dopo 3 anni il fondo librario in questione è ancora inscatolato: non è stato dunque né catalogato né sistemato negli scaffali della biblioteca. Peraltro si troverebbe ora in locali non idonei. Questa situazione ha fatto gridare allo scandalo la consigliera comunale monserratina dell’opposizione e, opportunamente veicolata, a casa nostra ha dato vita alla singolare proposta di cui sopra.

Anche ammesso che il comune di Monserrato possa e soprattutto voglia disfarsi di un dono che – per ragioni che non conosciamo, ma che è facile intuire – non è stato finora in grado di rendere fruibile e valorizzare al meglio, si resta basiti di fronte al fatto che ci si possa lanciare in petizioni di qualsivoglia genere senza porsi minimamente il problema di sapere prima come stanno realmente le cose e soprattutto di cosa si sta parlando.

Monserratoteca 3

Monserratoteca, scaffali aperti

La biblioteca di Monserrato, la “Monserratoteca”, è ospitata in una moderna e funzionale struttura, un tempo adibita a scuola, che oltre dieci anni fa è stata sapientemente ristrutturata, ampliata e arredata tanto che oggi è considerata una delle migliori biblioteche della provincia di Cagliari. Ho avuto il piacere di fare il mio tirocinio di master in questa biblioteca e conosco il livello di professionalità delle persone che ci lavorano. Nulla autorizza a pensare che se non esistessero ostacoli oggettivi alla sistemazione di quel fondo librario – che si sa essere costituito anche da libri rari e di pregio – lo stesso non sarebbe già stato sistemato e messo a disposizione del pubblico. E men che meno nulla autorizza a pensare che a Sestu, in uno stabile notoriamente inadeguato a contenere la biblioteca, con il suo vasto patrimonio librario e i tanti servizi che offre, non esistano analoghe difficoltà.

Aggiungo che prima di fare simili proposte con annesso corollario di commenti, si dovrebbe anche sapere che le biblioteche comunali non sono biblioteche di conservazione (che pure esistono) ma biblioteche di pubblica lettura. Ciò significa che il loro compito principale non è quello di conservare tutto ciò che negli anni acquistano e acquisiscono ma – come consiglia una vasta e moderna letteratura al riguardo –  quello di garantire agli utenti un’offerta libraria varia, accattivante, brillante, aggiornata, sempre rinnovata, di facile consultazione e lettura. Pertanto, poiché gli spazi a disposizione non sono illimitati,  lo scarto librario non solo non è un vulnus ma è anzi necessario ed imprescindibile a questo fine. E a guidarlo non sono certo motivi sentimentali ma ben precisi criteri biblioteconomici. E dunque spetta al bibliotecario valutare cosa scartare e a monte quali donazioni accettare.

 Sandra Mereu

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