Il Datagate per Renzi: una questione di telefonino.

Renzi_ObamaL’emergere in modo clamoroso delle informazioni sullo spionaggio americano (insieme a quello inglese e israeliano) ai danni dei paesi europei della Nato è stato prontamente derubricato dai nostri governanti (tutti) e da una stampa penosamente compiacente a “violazione della privacy”. Non così fortunatamente da Francia e Germania, che hanno colto il drammatico problema politico che si pone, e dalla stampa internazionale. In particolare quella progressista.

Il presidente del Parlamento Europeo, il socialista Martin Schulz, ha proposto l’adozione di gravissime misure politiche, più precisamente la sospensione delle trattative sulla creazione di una zona di libero scambio Europa-USA. Oltreoceano la presidentessa Rousseff ha sollevato il problema dinanzi all’Assemblea delle Nazioni Unite ed ora minaccia di disdire commesse militari agli USA per oltre 6 miliardi di dollari. Si pone insomma in modo eclatante e inaspettato il tema di un mondo divenuto multipolare che mal sopporta l’egemonia di uno solo, cui sia consentito ciò che per gli altri è impensabile. In particolare si pone per l’Europa il tema della propria autonomia in questo contesto globale. E mentre si accende su tutto ciò un interessantissimo confronto politico internazionale, in casa nostra qualche giorno fa la giornalista Lilly Gruber ha posto il problema a Matteo Renzi chiedendogli la sua opinione. L’aspirante segretario del PD/sindaco di Firenze/primo ministro e non so che altro, ha risposto senza esitazioni, come gli impone il suo cliché comunicativo. La risposta – per chi si fosse perso la trasmissione – è sul sito de La 7 (programma otto e mezzo del 25/10/2013). È davvero una perla, tutta da gustare!

Renzi, dopo aver accennato velocemente all’esistenza di un problema di cyber security (sic!), si è poi soffermato sul nodo politico della questione che secondo lui va individuato nella necessità in Italia dello scorporo della rete di comunicazione dalla Telecom. Questa misura, a suo giudizio, potrebbe garantire un efficace controllo pubblico a tutela della riservatezza. Occorrerà spiegare dunque a Holland e Merkel (che stanno preparando una mozione da presentare all’Assemblea delle Nazioni Unite, con il consenso a quanto pare di 26 paesi) e alla Russef (che a quell’Assemblea si è già drammaticamente rivolta) che si sbagliano e devono invece preoccuparsi di cambiare gestore ai loro telefonini. Sul mercato si trovano occasioni vantaggiosissime! Tuttalpiù dovranno rivolgersi non già all’Assemblea delle Nazioni Unite ma, esagerando, alle assemblee delle loro società telefoniche per verificarne il buon funzionamento. Se servirà si potrà magari rottamare qualche dirigente anziano e poco fotogenico. Sono rimasta letteralmente basita. Del turbamento internazionale nessuna traccia. Sulla risposta europea niente. Sul ruolo dell’Italia, segnatamente nelle esplicite parole di Enrico Letta, al traino dell’iniziativa franco-tedesca, meno di nulla.

È dunque questa la nuova politica che stiamo scegliendo? La consegna consiste nel ridurre a dimensioni lillipuziane ogni grande questione che scuote l’Europa e il mondo? Altri decidano. Videant consules. Noi seguiremo. Dopo esserci accuratamente accertati di chi è il più forte, naturalmente. Perché su questo non possiamo sbagliare.

Quanto ho udito l’altra sera mi rafforza nella mia decisione di votare Cuperlo. Non sempre e non su tutto mi trovo a concordare con lui, ma trovo sempre nelle sue parole la volontà di serio approfondimento e una visione ampia dei problemi. Che non riduce tutto alla dimensione angusta del cortile di casa. Per me è già questo un grandissimo passo avanti, sufficiente per sostenerlo.

Sandra Mereu

(L’articolo è stato pubblicato sulla pagina facebook Sardegna per Gianni Cuperlo e Calabroni volanti con Gianni Cuperlo)