Spose in viaggio

La prova del vestito prima di partire. Fotografia di Sirio Magnabosco ©

Quest’anno per la ricorrenza dell’8 marzo ci piace ricordare una donna dei nostri giorni, Giuseppina Pasqualino (in arte Pippa Bacca), artista e performer che l’8 marzo del 2008 intraprese un viaggio senza ritorno, carica di una valigia piena di fiducia e in compagnia della sua cara amica Silvia Moro, anche lei artista e performer.

Abbiamo chiesto all’amica Stefania Morgante, illustratrice e artista dai molteplici interessi,  di raccontarci la storia di Pippa e del suo amore per la vita. (A.P.)

La scelta del viaggio in autostop è una scelta di fiducia negli altri esseri umani, l’uomo, come un piccolo dio, premia chi ha fiducia in lui”. 
(Pippa Bacca)

 

Primavera vicina, la stagione in cui ci si sposa, si spera di completare un percorso di amore, di autostima, di fiducia e speranza in chi si ama.
Ma è sempre così?
Quanto la fiducia può essere tradita con la violenza?
Pippa Bacca è un’artista. Sua mamma è la sorella del grande Piero Manzoni.
Nel 2008 Pippa ha all’attivo diverse mostre personali e collettive, il suo nome comincia a farsi conoscere a Milano e non solo.
Durante il matrimonio di una amica, rimane colpita dalla preoccupazione di quest’ultima di non sporcare il vestito.
Il vestito da sposa è candido, è simbolo di cambiamento, di femminilità, di candore e di fiducia nella nuova vita. Lo si indossa un solo giorno, eppure lo si vorrebbe perfetto per sempre.

Pippa pensa che invece quell’abito potrebbe essere indossato in un lungo viaggio, quindi potrebbe sporcarsi in una performance artistica.
Ogni macchia è un giorno di vita in più, un’esperienza in più. L’abito si arricchisce e si completa sporcandosi, è un pretesto per condividere le fatiche con altre donne incontrate durante il viaggio. Decide di toglierlo solo per dormire e per lavarlo. Indossa scarpe col tacco, scomode e fastidiose, pure quelle bianche.

La vita non è del resto scomoda, fastidiosa, ma anche candida, piena di sogni?

Pippa assieme a un’amica decide di andare nei luoghi della guerra recente partendo dalla Slovenia. Vuole incontrare altre donne, scambiare idee, esperienze, sottolineare l’assurdità della guerra e della violenza, indossando proprio quell’abito che nulla ha a che fare o che non dovrebbe, con la guerra.

La prova del vestito prima di partire. Fotografia di Danilo Borrelli ©

La prova del vestito prima di partire. Fotografia di Danilo Borrelli ©

Pippa e la sua amica partono l’otto marzo 2008 da Milano.
Attraversano la Slovenia, la Croazia, la Bosnia e la Bulgaria con l’autostop, poi arrivano in Turchia il 20 marzo. Il viaggio avrebbe dovuto portarle in Siria, Libano, Giordania, Israele, Palestina.
Si dividono a Istanbul: si sarebbero dovute incontrare nuovamente a Beirut il 31 marzo.
Pippa accetta un passaggio da un uomo. Scompare.

Iniziano le ricerche, i Tg ne danno notizia, la cercano tutti.

L’11 aprile viene trovato il suo corpo senza vita, strangolata dopo una violenza, a Gebze, in Turchia. Il suo assassino e violentatore viene rintracciato perché aveva usato il cellulare di Pippa. Viene condannato all’ergastolo ma poi la pena viene diminuita a 30 anni di carcere, nonostante lui non si sia mai dichiarato pentito.

Fotografia di Danilo Borrelli ©

Fotografia di Danilo Borrelli ©

Sei anni dopo la sua scomparsa, ci chiediamo oggi otto marzo, come sia possibile che la violenza sia tuttora così costante e brutale ovunque, ci chiediamo perché un atto artistico sia stato il pretesto per compiere l’ennesimo atto distruttivo, disumano, violento, assurdo nei confronti di una donna. Ancora una volta una speranza tradita pagata con la vita. Per quanto tempo ancora avere fiducia nell’altro sarà il prologo per subire violenza?

Stefania Morgante

 

Dal web:

www.pippabacca.it
https://www.youtube.com/watch?v=Ds7MtfBmG7s&feature=share

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