Quanta energia per la Sardegna? E quale energia?

La questione dell’energia dovrebbe essere uno dei temi centrali della politica regionale e dell’azione del nuovo governo, tanto è l’impatto che il deficit di infrastrutture e i costi energetici hanno avuto in questi ultimi vent’anni sull’economia della Sardegna e sulla vita dei cittadini. In campagna elettorale se ne è parlato poco oppure lo si fatto in maniera frammentaria, senza la necessaria visione d’insieme. Nel discorso programmatico pronunciato qualche giorno fa, il presidente Pigliaru ha trattato il tema dell’energia in termini generali. Dagli accenni fatti, necessariamente sintetici, emerge l’importanza che si attribuisce al gas metano per lo sviluppo della Sardegna, si capisce quale metodo sarà utilizzato per elaborare il piano energetico ma non si evince ancora quali saranno le strategie. Per farsi un’idea complessiva sulla questione energetica in Sardegna, può essere molto utile il video che riproduce la puntata de L’Angolo delle idee, curata da Nova TV.

Con grande competenza ed esemplare chiarezza l’ing. Gregu, uno dei maggiori esperti sardi in materia di energia, partendo dalla constatazione che non esiste un piano energetico regionale aggiornato, spiega cosa è necessario conoscere per definirlo, a partire dall’entità del fabbisogno energetico per far funzionare le fabbriche, alimentare le nostre case, far camminare le nostre macchine […]. Ci dice che importiamo il 90% delle fonti energetiche che servono […], e che la diseconomia che la Sardegna paga perché non si dispone del metano è stimata in 500 miliardi di euro l’anno; chiarisce quale deve essere il giusto approccio rispetto al problema dell’energia (non è coerente prendere decisioni senza neanche sapere cosa c’è nel sottosuolo sardo); illustra alcune strategie che potrebbero risolvere in maniera adeguata e sicura il problema dell’approvigionamento energetico (un tubo che parte da Piombino e arriva a Porto Torres, delle dimensioni adeguate per il consumo della Sardegna, non è un progetto nè complicato né costoso, e ad integrazione alcuni piccoli poli di evaporazione di gas liquefatto); pone in guardia sui rischi che si corrono a voler rimanere aggrappati al progetto GALSI; spiega infine come potrebbero essere più proficuamente sfruttate le energie rinnovabili.

Sandra Mereu

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