Settimana del verde pubblico (3-10 maggio): un’occasione per dimostrare quanto ci teniamo veramente.

Settimana del verde pubblicoNella settimana dal 3 al 10 maggio l’Amministrazione comunale, nello specifico gli assessorati all’Ambiente e all’Agricoltura, ha organizzato una campagna per la piantumazione e manutenzione delle aree verdi all’interno dell’abitato, invitando tutti i cittadini di buona volontà a parteciparvi attivamente. Il primo intervento è previsto per il 3 maggio e consiste nel completamento del lavoro iniziato la seconda settimana di aprile lungo la via Piave, rimasto incompiuto a causa dal cattivo tempo. Qui saranno piantumati arbusti ed essenze di macchia mediterranea che costituiranno il primo nucleo del futuro parco “fluviale” che si intende appunto realizzare lungo tutta l’area dell’argine del rio che attraversa il paese. Un secondo intervento a più ampio raggio interesserà (4-9 maggio) tutte le aree verdi dell’abitato che necessitano di manutenzione o di essere infoltite. Infine il 10 maggio ci si sposta nell’area extraurbana di San Gemiliano dove, in collegamento con il programma europeo “Let’s Clean up Europe”, si intende ripulire l’area dai rifiuti che immancabilmente vengono abbandonati nell’area della Pineta.

Quello del verde pubblico è un tema intorno al quale a Sestu, negli ultimi tempi, si sono accese roventi quanto strumentali polemiche. E’ infatti opinione di alcuni che questa amministrazione stia procedendo alla sistematica distruzione del verde pubblico del paese. L’estirpazione di alcune piante per permettere la realizzazione di opere pubbliche attese da anni, come la piste di atletica della scuola media di via Dante, o l’annunciata intenzione di spostarne alcune da un sito ad un altro, in previsione della costruzione di opere stradali come – per citare il caso più discusso – la rotatoria di piazza Pertini, o ancora il necessario taglio di piante che si erano irrimediabilmente ammalate, hanno scatenato una ridda di violente accuse ai danni dell’amministrazione e in particolare del sindaco e del vicesindaco. Si tratta evidentemente di accuse irrazionali e soggettive, per lo più finalizzate a gettare discredito sull’operato dell’amministrazione. Chi si sforza di guardare la realtà con un minimo di obiettività non può infatti fare a meno di vedere che il bilancio del verde pubblico a Sestu, considerato nel lungo periodo, è tutt’altro che negativo.

DSCN9377Ci sono oggi nel paese molte aree verdi laddove in passato c’era il deserto e filari di piante sono comparse lunghe le strade principali del paese. La diffusione del verde pubblico nei nostri assolati paesi del campidano è andata di pari passo col benessere e la disponibilità d’acqua anche per necessità non primarie. Ma oggi, in tempi di crisi economica, di austerità e taglio ai servizi pubblici, rischia di diventare di nuovo un lusso. Per questo è necessaria una gestione oculata del verde, a partire dalla scelta di piante adatte a un contesto urbano. Serve nondimeno la collaborazione attiva dei cittadini per la sua costante sorveglianza e manutenzione. Ma soprattutto è necessario un più spiccato senso civico. C’è bisogno della diffusa consapevolezza che il verde urbano è un bene pubblico, cioè un bene di tutti e di ciascuno di noi, e non di tutti e quindi di nessuno. Ritenute fastidiose, molte piante sono state avvelenate da privati cittadini (né è un esempio l’ombroso albero di via Gramsci), oppure drasticamente potate con la motosega. Così come è vero che gran parte delle prime piantine messe a dimora due anni fa in via Piave non si sono seccate per l’incuria dell’amministrazione, ma sono state nottetempo estirpate subito dopo essere state piantate.

La campagna promossa dal Comune ha dunque il duplice merito di ribadire l’impegno dell’amministrazione per migliorare e potenziare il verde pubblico a Sestu e far comprendere l’importanza di questa preziosa risorsa per la qualità della vita di tutti, attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini.  “Sono numerosi i cittadini che si sono offerti di curare delle aree che al momento il Comune non può gestire al meglio — ha dichiarato l’assessore all’ambiente Stefania Manunza —, e questa è l’occasione per cominciare e diffondere questa importante sensibilità. Abbiamo già ricevuto adesioni dai quartieri Ateneo e Cortexandra, da agricoltori che metteranno a disposizione le proprie attrezzature e da molte persone che, da sole o in gruppo, si propongono per la manutenzione di diversi spazi pubblici.” Per i tanti silenziosi cittadini sinceramente interessati a migliorare il luogo dove vivono, l’iniziativa è dunque un’occasione per dare il proprio contributo alla collettività. Per i più polemici e chiassosi un’opportunità per dimostrare con i fatti quanto reale e disinteressato sia il loro sbandierato spirito ambientalista.

Sandra Mereu

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