Anche un po’ di Sestu a “Les arts florissants de la Sardaigne”

pieghevoleparigiesternoDal 12 al 22 maggio a Parigi si svolge Les Arts Florissants de la Sardaigne, il festival delle arti in cui la Sardegna esprime la sua cultura con mostre, reading letterari, cinema d’essai, musica ed esplorazioni visive. Ospitato alla Cité Universitarie di Parigi, il festival, giunto quest’anno alla sua dodicesima edizione, è diventato un atteso appuntamento di scambi e riflessioni di carattere culturale e non solo. Una vetrina di proposte e produzioni artistiche e al contempo un punto di osservazione sul mondo. Quest’anno (ma non è la prima volta che succede) a Les Arts Florissants de la Sardaigne c’è anche un po’ di Sestu. Abbiamo chiesto a Irma Toudjian, la musicista cagliaritana di origini armene, promotrice della manifestazione, di parlarci di questo interessante progetto culturale.

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Irma Toudjian, come è successo che un’affermata musicista cagliaritana da oltre dieci anni organizza un festival a Parigi per parlare di Sardegna?

Il Festival “Les Arts Florissants de la Sardaigne” è alla dodicesima edizione. Lo organizzo a Parigi perché ci ho studiato, lavorato e vissuto; e trovo molto interessante far conoscere e dialogare la cultura sarda con la cultura internazionale.

Les Arts Florissants de la Sardaigne è un festival in cui trovano spazio arti e linguaggi diversi e distanti tra loro. Qual è, se c’è, il filo conduttore?

Il filo conduttore è costituito dall’incontro delle diverse forme d’arte e dalla loro interazione. Come si può vedere dal programma il video, la musica e la letteratura sono sempre presenti durante tutte le serate. Possiamo intrecciare più forme d’arte. Il dialogo è arricchito dall’incontro tra artisti che operano in Sardegna e in Francia.

Chi saranno, in questa edizione del festival, i protagonisti del confronto/interazione tra le arti?

L’intreccio tra il video, la musica, la letteratura e la danza trovano la loro massima espressione in “Navigare i confini” (giovedì 15 maggio), un progetto realizzato grazie alla collaborazione delle associazioni Spaziomusica (Fabrizio Casti e Alessandra Seggi) e Carovana (Ornella d’Agostino). Il concerto di pianoforte di Samuel Tanca, attraverso un programma di musica colta dei compositori Oppo, Porrino e Silesu, traccerà invece un ritratto del mondo musicale sardo che sarà poi ripreso e ampliato dal film documentario Lia: music non stop, dedicato all’artista sarda Lia Origoni. Il film sarà proiettato al festival in prima assoluta, alla presenza del regista Tore Manca. In generale il cinema sardo è rappresentato attraverso le produzioni cinematografiche più attuali. Ogni anno propongo registi diversi e film di grande interesse per un pubblico internazionale. L’anno scorso avevamo proiettato il film di Giovanni Coda “Il Rosa Nudo”. Quest’anno, lo stesso Giovanni Coda è presente con “Il Rosa Nudo – Redux”, un video-concerto con le musiche di Arnaldo Pontis (musica elettronica) e le mie composizioni. Saranno inoltre presentati, grazie alla collaborazione con la Cineteca Sarda di Cagliari, i due corti vincitori del concorso Il cinema racconta il lavoro: “Tu ridi” di Chiara Sulis e “Culurzones” di Francesco Giusiani.

A proposito di Giovanni Coda, il suo film  “Il Rosa nudo” è stato pluripremiato all’estero e ora è candidato per i David di Donatello. Un successo internazionale che però non sembra avere riscontro in Sardegna. E’ un caso isolato o la conferma della scarsa attenzione che qui da noi si  riserva alla Cultura?

Giovanni Coda è un grande artista, ho collaborato con lui fin da quando ci siamo conosciuti. Il suo lavoro è molto interessante, dal punto di visto artistico ma anche sociale. Giovanni è una persona che s’impegna molto per il riconoscimento dei diritti umani. Non direi che è sottovalutato in Sardegna, visto che è molto seguito e apprezzato dal pubblico sardo e in generale dal mondo della cultura sarda. Diverso è invece il discorso per quanto riguarda le istituzioni e la politica.

Quest’anno tra gli ospiti invitati a partecipare al festival figura anche una scrittrice di Sestu, Carla Cristofoli. Quale sarà il suo contributo?

Carla Cristofoli, insieme a Maria Luisa Massa (anche lei una sarda che vive a Parigi) e a Patricia Bourcillier (una scrittrice francese che invece vive in Sardegna), rappresenta al festival la letteratura. Partecipa con due racconti, “Risveglio Blu” e “Il viaggio del salmone”. Circa un anno fa le ho chiesto di farmi avere i suoi scritti. Li ho letti subito e mi sono piaciuti molto: propongono tematiche interessanti e sono scritti molto bene. Faccio però notare che non è la prima volta che un vostro concittadino, un Sestese, partecipa a Les Arts Florissants de la Sardaigne. Qualche anno fa vi prese parte anche Pierpaolo Meloni con il progetto musicale “Akroasis – Racconti del mare”.

Sandra Mereu

Programma_Les Arts Florissants de la Sardaigne

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