“Dialogo tra un poeta e un volontario” di Tonino Sitzia

Pubblichiamo di seguito uno dei tre racconti con cui Equilibri, il Circolo dei lettori di Elmas, ha partecipato al Concorso “Racconta la tua Associazione”, promosso dal CSV Sardegna Solidale nel 2013, Anno Europeo della Cittadinanza attiva. Il Concorso ha registrato la partecipazione di 132 Associazioni con lavori di diverse tipologie (65 Racconti e Narrazioni, 28 Fotostorie, 33 Filmati e Video, 6 Manifesti). “Il racconto di Equilibri” (clicca QUI per leggere il testo completo dell’elaborato), scritto dal suo presidente Tonino Sitzia, si è classificato primo nella sezione Narrativa. Come si evince chiaramente dal nome, “EquiLIBRI” è un’associazione che da diversi anni si occupa di promozione del libro e della lettura. In un comune con meno di diecimila abitanti, alle porte di Cagliari, dove già operano tante associazioni impegnate nei servizi alla persona, il Circolo dei Lettori di Elmas “si è voluto creare uno spazio di iniziativa, anche a supporto delle istituzioni (biblioteca comunale), con una forte valenza sociale ma anche come piacere personale ed educazione permanente per il gruppo dirigente e per i soci”. Il Circolo vanta oggi circa ottanta iscritti. Ne fanno parte, in qualità di soci onorari, anche importanti scrittori sardi come Giulio Angioni, Maria Giacobbe, Alberto Capitta, Mariangela Sedda, Nino Onnis. Le sue iniziative sono sempre molto partecipate e non solo dai cittadini di Elmas. In un momento in cui i dati sulla lettura e l’istruzione riflettono una situazione molto preoccupante, Equilibri rappresenta dunque un importante presidio per il territorio. Un modello di iniziativa sociale e culturale da imitare.

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Dialogo tra un poeta e un volontario

L’ambulanza sfrecciava veloce zigzagando tra le auto nella città frenetica. Dall’interno non si distingueva l’intermittente luce bluastra che segnalava l’urgenza, né si sentiva l’assordante winwon…winwon della sirena. Il poeta giaceva nel lettino, era ancora dolorante e intontito dall’urto, e il volontario al suo fianco, seguendo un protocollo collaudato, gli parlava continuamente per evitare il sopraggiungere del coma.
“E fustei…ita fait de traballu?…mi parit unu barboni de cumenti est atrossau…immoi arribbaus a s’uspidali e du sistemant… ”. L’uomo, barba lunga e vestiti dimessi, si agitava invano perché lo avevano legato alla lettiga – Dov’è la mia borsa? Lì c’è tutto il poco che ho…
– Inzandus no si seus cumprendius…non mi ha capito, signore…le ho chiesto che lavoro fa…e poi mi deve dare i documenti perché dobbiamo registrare l’intervento e compilare il modulo… – È tutto nella borsa…
– Bene, intanto che cerco…poita non sighit a chistionai…deu seu muradori e nel tempo libero faccio il volontario con la Misericordia…
– Anch’io faccio il volontario…ma dei libri però…
– Ah! Nci funti puru is volontarius de is librus…poi cussu est aici mali pigau…ma kandu mai est sanzeru perdi su propriu tempus po librus… mica si salvano le persone con i libri…ascurtidi a mei …ascolti a me… kandu sanat, dopo che lo guariscono bene all’ospedale, venga da noi alla Misericordia e, dopo un breve corso, lo facciamo volontario…
– Lei dice che con i libri non si salvano le persone…allora io le dico che i libri vanno salvati perché dentro di loro c’è la memoria dell’uomo, quello che siamo stati e quello che saremo…e poi attraverso i libri si possono salvare anche le persone…
“Custu ziu est ancora stronau de s’incidenti…ma sigumenti du depu tenni scidu du lassu chistionai…” pensava il volontario mentre il poeta farfugliava le sue teorie…
– E bravu su ziu…immoi as’ a biri che all’ospedale du troganta beni beni cun is librus e vedrà che le fratture saranno sanate…
– Vede lei non capisce…quei medici che forse mi salveranno, anche se io non ho molta voglia di vivere…, hanno studiato sui libri…qualcuno ne scrive di nuovi perché c’è sempre da imparare dallo studio e dalla pratica…lei si fiderebbe di un medico cialtrone e ignorante?
– Tenit arrexioni…ma cussu de su dottori est unu traballu…e fustei non m’hat ancora nau ita fait de traballu…
– Io faccio il poeta…
– Poi cussu est aicci cumbinau…ma si podit bivi de poesia?…E ita pappat oi?
Maccarronis cu poesia?…Segundu mei fustei hat tentu s’incidenti poita esti sbeliau… con la testa tra le nuvole…come dicono gli italiani…
– In effetti sono molto distratto…stavo camminando e riflettevo su tutto questo correre degli uomini dentro le auto…. questa frenesia della gente tra i negozi…questo intrupparsi dentro i supermercati… questi ragazzi a testa bassa sui loro smart… questo incrociarsi veloci e mai fermarsi a parlare…
– Appu cumprendiu…su mundu currit e fustei non ci da fait a du sighiri…mi parit ca fustei est unu pagheddu mandroni…
– Abbiamo bisogno di fermarci, di riflettere, di immaginare, di parlare, di comunicare…
Una brusca frenata aveva interrotto il dialogo tra il ferito e il volontario…la portiera dell’ambulanza si aprì e alcune persone cominciarono ad armeggiare concitati con la lettiga per tirarla giù…il poeta reclamò la sua borsa…
– O su poeta, lo sa che chiacchiera chiacchiera siamo arrivati all’ospedale? Ora stia calmo… lei è in codice rosso…è quasi in pericolo di vita…continui a rimanere sveglio…
– Ma ita ci funti blocchettus in custa bussa? – disse un infermiere che già prendeva in consegna il ferito…
– No, no è piena di libri… faccia la cortesia…apra la borsa…io non posso muovermi…troverà il borsellino con i miei documenti…me l’avvicini la prego…
Quasi senza guardare il poeta infilò la mano nella borsa, prese il borsellino consunto e lo consegnò all’infermiere…poi prese un libro che egli riconobbe al tatto…
– Tenga – disse rivolgendosi al muratore volontario della Misericordia – questo è per lei…spero di rivederla per sapere cosa ne pensa…
Il muratore prese il vecchio libro dal titolo per lui strano…
– Grazie…ma guardi che io giai non nci da fazzu a liggi in italiano…chi poi est inglesu…
– Non si preoccupi…è tradotto in italiano, come in molte altre lingue…la saluto…
Il libro, con una immagine rosso fuoco in copertina che richiamava le fiamme dell’inferno, aveva per titolo “Fahreneith 451”, l’autore un certo Ray Bradbury.

Tonino Sitzia

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