Sestu è il regno del crimine e dell’illegalità. Cosi almeno a qualcuno appare…

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Sestu, Consiglio comunale del 08/07/2014

Nella seduta del consiglio comunale di martedì 8 luglio, per buona parte del tempo sono stati discussi due argomenti: commercio abusivo e ordine pubblico. La prima cosa che viene in mente, a leggerli così vicini, è che i due temi hanno in comune il mancato rispetto delle regole. Chi ha seguito il dibattito in consiglio comunale (i soliti 20 aficionados) ha però potuto cogliere anche altri aspetti di comunanza. In entrambi i casi, nel trattare gli argomenti, si faceva leva su una rappresentazione inquietante della realtà sestese.

Il primo argomento, quello inerente al commercio abusivo, prendeva le mosse da un’interrogazione sollecitata da un articolo pubblicato sull’Unione Sarda domenica 18 maggio. In quell’articolo l’ex assessore al Commercio, Maria Fedela Meloni, dichiarava che “i negozianti hanno paura di denunciare gli abusivi perché temono ritorsioni” e a causa delle tante rivendite abusive di frutta, verdura e pesce gli esercenti regolari vengono “disturbati e soffocati”. L’ex assessore denunciava quindi l’esistenza, a Sestu, di un vero e proprio clima di terrore e auspicava, per questo, un “giro di vite” sui controlli avviati durante la sua gestione. Il consigliere dell’opposizione Antonio Mura, allarmato dalla situazione descritta nell’articolo, ha dunque chiesto spiegazioni all’assessore competente in carica. Rispondendo nel merito delle affermazioni contenute nell’articolo, Stefania Manunza ha a sua volta dichiarato quanto segue: “il numero dei produttori agricoli autorizzati alla vendita diretta è notevolmente inferiore a quello indicato nell’articolo: al momento risultano in attività 77 produttori (non 119) e, negli ultimi due anni, c’è stata una sola cancellazione. Quanto alle pescherie, gli esercizi autorizzati sono 3”. Riguardo ai controlli ha quindi replicato: “negli ultimi anni sono state comminate 5 sanzioni per esercizio abusivo del commercio, solo una delle quali da parte della Polizia Locale. E ha infine così concluso il suo intervento:Non mi risulta che siano state messe in atto azioni specifiche durante il mandato dell’ex Assessora Meloni. Ma al momento si stanno intensificando i controlli per garantire il rispetto delle regole e tutelare così gli stessi operatori e tutti i cittadini”. L’assessore Stefania Manunza dunque, pur non nascondendo l’esistenza del fenomeno dell’abusivismo, ha fornito una rappresentazione della realtà molto meno drammatica di quella dipinta nell’articolo dell’Unione Sarda, costruito intorno alle dichiarazioni del suo predecessore. Una rappresentazione che lo stesso consigliere Mura non ha potuto fare a meno di confermare.

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Sestu, Consiglio comunale del 08/07/2014

Il secondo argomento riguardava l’ordine pubblico. Qui il dramma si è fatto tragedia. Nella mozione presentata dal consigliere Paolo Cau, finalizzata a sostenere la necessità di dotare il comune di una caserma dei Carabinieri, ha descritto Sestu come fosse il Bronx o uno di quei comuni della Sicilia controllati dalla mafia. Il nostro comune – a detta del consigliere Cau – sarebbe un luogo dove le “rapine con sequestro di persona” sono cronaca quotidiana; dove “non si contano più i furti presso le abitazioni” e lo spaccio di droga ha raggiunto “livelli mai visti”, per non parlare degli incendi dolosi ai veicoli. E anche questi ultimi “non si contano più”. Dulcis in fundo, Sestu è un luogo dove “persino i morti non vengono lasciati in pace”, a causa dei furti di statue e degli atti di vandalismo ai danni dei monumenti del cimitero. Al consigliere Cau ha replicato, con argomenti seri e convincenti, il consigliere della maggioranza Elio Farris. “La piaga sociale della droga – è stata una delle osservazioni di Elio Farris – è tutt’altro che a livelli mai visti. Sestu vanta piuttosto il triste e poco invidiabile record di aver avuto quasi un’intera generazione falcidiata dalla droga. Quella dei ragazzi nati tra la fine degli anni ’50 e la prima metà degli anni ’60. Decine e decine di ragazzi”. Negli anni ’80/’90, quando quel dramma si consumava, – ha raccontato – una caserma a Sestu c’era, ed era anche ben comandata. Ma questo fatto non ha impedito che ciò accadesse e che quella gioventù si bruciasse. “Nessuno di noi pensa – ha tenuto a precisare Elio Farris – che la caserma dei carabinieri non sia necessaria”. Ma la situazione – è stata la sua conclusione – oggi non consente al comune di costruire la caserma con risorse proprie perché ciò comporterebbe una drastica riduzione dei servizi essenziali e obbligatori erogati dal comune.

Il concetto è stato ripreso e precisato dal vicesindaco Sergio Cardia. Dopo aver ripercorso la vicenda che ha fatto sì che Sestu rimanesse priva di una caserma dei Carabinieri, il vicesindaco ha ricordato che la costruzione delle caserme è appunto una competenza dello Stato centrale. Puntando il dito sulle scelte dello Stato che taglia le risorse per il buon funzionamento delle forze dell’ordine e smette di costruire caserme per presidiare il territorio, Cardia si è dunque domandato se l’errore non sia proprio quello di farsi carico di un compito che dovrebbe spettare ad altri livelli di governo. Nondimeno ha stigmatizzato le affermazioni del consigliere Cau che descrivendo Sestu come “terra di nessuno” ha operato una vera e propria “distorsione della realtà“. “Sestu – ha dichiarato il vicesindaco – non ha più problemi di analoghi comuni con pari numero di abitanti”. Raccontare Sestu in quel modo – per Cardia – non aiuta a risolvere i problemi, al contrario “provoca solo danni”.

Mi dicono che alla fine della seduta, tutti i consiglieri hanno votato una versione epurata dagli “eccessi” della mozione di Paolo Cau. A noi attoniti cittadini non resta che prendere atto di quanta disonestà intellettuale si nasconda dietro simili falsificazioni della realtà, fatte al solo scopo di trarne vantaggio politico e/o personale. Abituiamoci dunque a fare la tara e a verificare la veridicità di quello che ci raccontano. Si avvicinano le elezioni comunali: l’esercizio risulterà assai utile.

Sandra Mereu

  1. Scommetto cara signora Mereu che lei e di sx per come ha scritto quest’articolo e demagogico fazzioso e certamente ga riportato solo quello che ha voluto In consiglio comunale io non ho dipinto sestu come città di nessuno e tantomeno non ho mai pronunziato la parola bronx ho solo elencato fatti realmente accaduti …..non ho altro da aggiungere se non consigliarlo se vuole ancora scrivere in onesta intellettuale e descrivere la vera realtà dei fatti di documentarsi bene .

    • Scommetto, caro sig. Cau, che non ha letto bene il mio articolo. Io non ho scritto da nessuna parte che lei ha pronunciato la parola “Bronx”. L’immagine di Sestu come il Bronx emerge con grande evidenza dal suo documento, ovvero dalla mozione che ha presentato in consiglio comunale, che io ho letto attentamente e altrettanto attentamente ho ascoltato.D’altra parte se la rappresentazione della realtà che emergeva dalla sua mozione fosse stata davvero obiettiva e oggettiva, non si spiegherebbe perché tutti gli altri consiglieri, per poterla condivire e sottoscrivere, abbiano chiesto e ottenuto proprio l’epurazione dei suoi aspetti più enfatici e non dimostrabili.

      • Signora Mereu quelli elencati sono solo i picchi fatti realmente accaduti …. Posso farle una domanda provocatoria ?? Lei avita a Sestu ???
        C’è stato un consigliere che ha parlato del bronx e non sono certamente io anzi non so come sarebbe sestu se non ci fosse il maresciallo Pirali ???

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