Ebola: consigli medici per difendersi dagli impostori

Virus ebola

Dichiarazioni sconcertanti. Dopo aver letto le sconcertanti affermazioni di Mauro Pili sull’ebola, da medico, ho pensato che fosse necessario fare un po’ di informazione sull’argomento anche per i non addetti ai lavori. La prima cosa che si deve sapere è che i paesi occidentali (America ed Europa in primis) hanno un servizio sanitario perfettamente organizzato. Fra i vari compiti a cui è deputato c’è anche il controllo di eventuali epidemie. Con il manifestarsi dei focolai di ebola in alcune zone africane si è subito attivato il normale protocollo per questi casi. Il ministero della salute ha quindi inviato ai vari assessorati e agli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera il protocollo centrale per eventuali casi di contatti sul territorio nazionale.

Cosa è il virus ebola? In questo protocollo viene prima di tutto ricordato quali sono le caratteristiche di questo virus, come si trasmette, come sospettare un caso, come si deve comportare tutto il personale sanitario. In caso di accertamento di virus ebola è previsto il trasferimento in modalità protetta delle persone infette presso uno dei centri nazionali di riferimento. Tali centri sono: il Lazzaro Spallanzani di Roma e l’Azienda Ospedaliera Sacco di Milano. Agli assessorati competenti delle regioni spetta dare le informazioni relative alla disponibilità di posti letto in isolamento/alto isolamento. Inoltre devono dare informazioni sui laboratori regionali in grado di fare diagnosi. Nel caso non ci siano laboratori in grado di ricercare il virus se ne faranno carico i due centri nazionali di riferimento.

Due centri regionali. In Sardegna sono stati individuati due centri regionali di riferimento che sono uno a Sassari e l’altro al malattie infettive del Santissima Trinità. Quando Mauro Pili dichiara che “esiste un piano segreto” per concentrare nell’isola malati di ebola provenienti dall’Africa e che a questo fine sarebbero stati attivati tre posti letto di massimo isolamento a Sassari e ben 12 a Cagliari, in una struttura allestita nell’ospedale Santissima Trinità (Is Mirrionis), dimostra prima di tutto di essere un ignorante. Ma ciò che è più grave, a volergli concedere il beneficio della buonafede, è il fatto che, nella sua posizione, prima di esternare non si sia minimamente preoccupato di colmare le sue evidenti lacune. A volergli attribuire un pizzico di malafede, invece, si potrebbe pensare che le sue improvvide dichiarazioni avessero proprio lo scopo di creare allarmismo tra la popolazione e quindi far sentire i cittadini soli e abbandonati dalle istituzioni.

Un allarme esagerato. Personalmente, da operatore sanitario, ritengo che di per sé questo allarme in Occidente sia parecchio esagerato. Al primo ottobre sono stati registrati 20 casi in Nigeria, 1 in Senegal, a cui si aggiunge un focolaio in Congo con 68 casi, di cui solo 28 confermati.

Le precauzioni. L’OMS non raccomanda alcuna restrizione per i viaggi turistici e commerciali nei paesi interessati. Inoltre il nostro paese (come tutti quelli dell’Occidente) è perfettamente attrezzato per riconoscere eventuali casi ed esercitare un’adeguata sorveglianza sugli eventuali contatti. Ciò significa che, qualora fosse necessario, le persone venute in contatto col virus vengono immediatamente rintracciate ed isolate.

Marina Pisu

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