Sestu Reloaded nel 2014

08072014400Zio Lupouna bottiglia nel mare di Gaza
Il report del 2014 conferma che “Sestu Reloaded” è un blog costantemente visitato. Questo blog nel corso dell’anno è stato visitato circa 30.000 volte. Per avere un termine di paragone si consideri che la sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 11 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Nel 2014, sono stati pubblicati 128 nuovi articoli, che hanno portato gli archivi totali del blog a 645 articoli. Sono state caricate 340 immagini, quasi 7 immagini alla settimana.

Il giorno più trafficato dell’anno è stato il 10 luglio con 353 pagine lette. Il post più popolare quel giorno è stato “Sestu è il regno del crimine e dell’illegalità. Cosi almeno a qualcuno appare”.

Gli articoli più letti in assoluto sono stati:

♦ Zio lupo e la bambina golosa (1.777 visite)
Piccolo blu e piccolo giallo (612 visite)
Una bottiglia nel mare di Gaza (589 visite)
Mostellaria o la commedia del fantasma (438 visite)
Sestu è il regno del crimine e dell’illegalità. Così almeno a qualcuno appare (427 visite)

Alcuni degli articoli più popolari sono stati scritti prima del 2014. E’ segno che gli argomenti trattati sul blog interessano un pubblico vasto, tant’è che spesso figurano tra i primi risultati mostrati dai motori di ricerca più utilizzati, google in testa.

I contatti sono arrivati da ben 94 Paesi del mondo. Tra i principali: Italia (27.266), USA (995), Francia (465), Germania (287), Brasile (208), Regno Unito (108), Spagna (100).

Dunque gli scritti pubblicati su Sestu Reloaded restano attuali e si diffondono oltre i confini di Sestu!

Interessanti anche i dati che riguardano specifiche categorie di articoli. Tra quelli di carattere locale che trattano aspetti della vita politica e sociale di Sestu i più letti sono stati:

♦ Sestu: la raccolta differenziata dei rifiuti dà finalmente i risultati e le regole non si cambiano (296 visite)
A Casa Ofelia le musiche di Argia, con Alberto Balia ed Enrico Frongia (206 visite)
Natale a Cortexandra, il quartiere si anima (182 visite)
A Sestu la raccolta differenziata sta funzionando. Lo confermano i nuovi dati (116 visite)
Epurazione! (107 visite)
Il mito della raccolta differenziata perfetta (102 visite)
Diamo lustro a Cortexandra (101 visite)

Rimanendo nell’ambito locale, hanno suscitato un discreto interesse anche diversi articoli di carattere culturale:

♦ Gara poetica svoltasi a Sestu il 23.4.1930 – Commento al 3° giro e dialogo sulla “COBERTANZA” di Vittoriano Pili (139 visite)
Gara poetica svoltasi a Sestu il 23.4.1930 – Analisi del testo (1° giro) di Vittoriano Pili  (113 visite)
La chiesa di san Gemiliano: tra storia e devozione (105 visite)
Il culto di san Gemiliano martire e i “gozos” del manoscritto di Sinnai (90 visite)
Concorso letterario “Sestu noi e gli altri” (84 visite)

La più letta naturalmente è stata la home page in cui sono visibili gli ultimi 15 articoli pubblicati sul blog. Nel 2014 la home ha registrato 12.866 visite.

A tutti i lettori di Sestu Reloaded, Buon 2015!

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San Sperate: un modello di sviluppo locale

San Sperate

“Si bollu contai una storia chi apu biviu deu a intre de is annus ‘60 e su cumenzu de su ’70…”

Comincia così il racconto che Cenzo Porcu affida al nuovo ciclo delle Ted Conference sarde (TedxViaTirso). In quegli anni – prosegue in un elegante sardo campidanese – alcuni giovani di San Sperate, lui era fra questi, si incontravano di frequente per discutere dei problemi del comune. Si interrogavano sulla loro condizione, sul loro paese e sul futuro. Si domandavano in che modo avrebbero potuto migliorare e far progredire il luogo dove vivevano e a cui si sentivano legati. Volevano renderlo un posto dove valesse ancora la pena vivere. Tra loro c’era Pinuccio Sciola, oggi affermato artista di fama internazionale. E’ Il racconto di una stagione irripetibile, con la nascita del movimento Paese Museo e la lenta ma incessante trasformazione di San Sperate in punto di riferimento artistico, economico e civile per tutta la Sardegna.

Questa esperienza rappresenta un modello di sviluppo locale, basato sull’architettura tradizionale e i prodotti della terra. Un modello che ha avuto nella cultura il suo lievito naturale e dove la cultura è intesa prima di tutto come apprendimento sociale. Dove cioè la conoscenza prima che un’acquisizione dei singoli individui, è un’acquisizione delle comunità. In quest’esperienza si apprende e si lavora insieme e insieme si decide in cosa credere e su cosa concentrarsi. E in forza di ciò si produce innovazione. Questa storia ci dice che gli spazi pubblici vissuti come palestre di vita civile formano alla cittadinanza. Che la cultura è cittadinanza. Oggi di fronte al fallimento di un modello di sfrenato individualismo, di privatizzazione della sfera economica; in una realtà dove le comunità locali sono state progressivamente private del loro potere di decidere cosa produrre e dove la cultura è vista per lo più come intrattenimento a pagamento, la vicenda di San Sperate è lì a dirci che un altro modo è possibile.