LA MATITA E MISTER TABLET

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Dal 2016 la Finlandia, che vanta una delle scuole più belle del mondo, abolirà l’uso di penne e matite sin dalla prima elementare. In fondo, sostengono i finlandesi, è bene che fin da piccoli i bambini sappiano usare una tastiera e un computer. In Italia diversi pedagogisti si battono per una ri-alfabetizzazione alla scrittura, come pratica che aiuta la mente e la manualità.

La Matita e Mister Tablet si  incontrarono per la prima volta nel vecchio studio del Signor G.
La vecchia e consunta matita, magra ed emaciata, conservava un suo aplomb nobiliare, vantava illustri trascorsi e aveva dalla sua una lunga storia di formazione di generazioni di bambini e bambine, molti dei quali sarebbero diventati scrittori e scrittrici, ingegneri o scienziati, carpentieri e idraulici, infermieri e dottoresse, insomma avrebbero fatto strada nella vita.
Mister Tablet aveva un aria quadrata, pratica e scattante, era lucido e trasparente, un certo fascino da lord inglese, e anche una giovanile superbia. Vantava una rapidità senza precedenti, una capacità di connessione con la contemporaneità, un successo strabiliante tra le nuove generazioni. Signora Matita faceva fatica anche a cogliere il senso di quelle parole, ma, pensava, indubbiamente dovevano essere importanti. Nella sua impertinenza Mister Tablet vantava il suo look, parola che egli amava molto, e sorrideva dell’abito dimesso della Signora, da secoli sempre lo stesso. Tra i due vi era una naturale diffidenza, dovuta forse anche al loro sesso, uno era maschio e l’altra femmina, e si sa che gli approcci alla realtà sono abbastanza diversi e talvolta inconciliabili. Vivendo nello stesso ambiente dovevano per forza conoscersi e, se possibile convivere.
Fu Mister Tablet a presentarsi:
– I am Mister Tablet and you?
– Io sono signora Matita, vi prego di darmi del lei, non sono abituata ad un approccio così diretto, in fondo non ci conosciamo…
– Signora, mi dica qual è la sua funzione, la mia, per servirla, è quella di rendere più efficace, efficiente, e rapida la comunicazione e la scrittura.
Il termine funzione le suonava male…
– Io la chiamerei piuttosto missione, un termine a mio avviso più pregnante della vostra mission, perché vede, attraverso me si impara a guidare la mano, comporre i segni, unirli per fare una parola, fino all’elaborazione di un pensiero sulla carta…
– I’m sorry, troppo tempo!…guardi dentro il mio specchio…questo è il tuchscreen, basta un tocco per scrivere e disegnare…addio tastiera, e anche lei, non vorrei essere offensive, ma presto sarà rottamata…resterà per sempre confinata dentro quella scatola cilindrica dove si trovano vecchie e gloriose penne stilografiche, qualche penna in piuma d’oca, tutta roba che mister G. ha trovato in qualche mercatino d’antiquariato, sa com’è…lui è un collezionista…insomma lei è un pezzo d’antiquariato!
– Guardi, signor Tablet…la scrittura è una disciplina, richiede lentezza, pazienza, aiuta a mettere ordine nelle cose…crea un certo abito mentale…se lei si specchiasse di meno nel suo aggeggio forse sarebbe meno impertinente e più rispettoso.
– Vede signora Matita…qui dentro ci sono le lettere e i diversi stili di scrittura…basta fare una scelta…
– Si tratta di lettere standard…ma la scrittura di ognuno di noi è unica, è un tratto della nostra unicità di persone e perfino della nostra personalità.
– Ascolti Ms Pencil…questa montagna di libri che ci circonda presto saranno superflui…all’interno del mio corpo potranno essere scaricati tutti i libri che si vuole.
La Signora prese un libro a caso…sfogliandolo fece notare al suo giovane amico che diverse pagine erano segnate a matita, alcune contenevano delle sottolineature, altre piccole frasi a commento dello scritto, altre ancora piccoli e significativi segni a rimarcare frammenti che certamente per il lettore avevano un senso…
– Vede…questi segni che io rendo possibili?…Per me sono atti d’amore…un segno grafico diventa un atto d’amore verso ciò che si legge.
Mister Tablet guardò stupito la Signora, pensò che il tempo giocava a suo favore e non volle ribattere…il futuro richiede uno sguardo decisamente proiettato in avanti…e non aveva tempo per guardarsi indietro, ma certo gli venivano le vertigini a riflettere su come quella donna e i suoi avi erano sopravvissuti nei secoli…e poi anche l’amore era concetto impegnativo su cui non aveva voglia di impegnarsi.
Ci fu un silenzio imbarazzante, come se tra loro fosse difficile portare avanti la discussione…di sicuro entrambi pensavano che nello studio avrebbero forse continuato a convivere…
Fu Mister Tablet, poco abituato alle pause e ai silenzi, a rompere gli indugi e per salutare la Signora se la cavò con un motto da autentico gentleman…
– Lei è un inguaribile romantica!

Tonino Sitzia

(Dal sito di Equilibri, Circolo dei lettori di Elmas www.equilibrielmas.it)

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